DAMMI LA MIA CASA - di luana de rossi



La casa e’ un bene prezioso… non e’ solo un investimento e’ la nostra storia il nostro mondo tutto quello che ci appartiene…se in affitto e’ la capanna del viaggiatore…non la si vive in profondita’ fino all’ultimo angolo ma rimane indelebile nel nostro percorso … anche se devi andare devi smontarla e tutto entrare rapidamente in un solo sacco.

Delle mie case in affitto in cui ho abitato da piccola ricordo quella di via delle rose…la via stessa e’ tutto un programma di colori e amori e gioie…non era grande … una cucina un bagno e una camera da letto … io dormivo con mamma e papa’.

La finestra del bagno si affacciava su un terrazzo grandissimo quanto tutta la nostra casa…nel bagno c’era la mia scrivania per studiare…mi chiedevo spesso per quale motivo si faceva un terrazzo cosi’ grande come una casa e una casa piccola come un terrazzo…

per quale motivo non avevano fatto una porta per andarci in quel terrazzo ?…troppa luce…e la luce non e’ un bene…meglio lasciar crescere tutto all’ombra… governo ombra – politica ombra…assassini in ombra… colpevoli chiari ma in ombra… come quelli delle stragi e dei suoi mandanti.

Ultimamente con la destra al potere siamo tornati alla casa diroccata… abbiamo uno del pigneto che si presenta dicendo che lui e’ di sinistra e che ha sul braccio un tatuaggio del CHE GUEVARA da oltre dieci anni per provare la sua appartenenza…

Lo espone alle telecamere… sembra fresco fresco… i neri non sono sbiaditi…sono neri e il rosso e’ rosso…dieci anni fa ci si tatuava in altro modo e con dolore…ma tutti fanno finta di nulla o il nulla si e’ impossessato di tutti ? …non sono una patita dei tatuaggi ma ho visto amiche che si facevano questi disegnini…piccoli perche’ allora faceva male tatuarsi…veniva la crosta eccetera…quel CHE GUEVARA e’ stupendo… ma fatto da poco…cio’ vuol dire che tutto il resto crolla anche le fondamenta.

soprattutto la casa torna ad essere un luogo della falsita'…

LASCIAMO PERDE A POLITICA… QUELLA E’ NARTRA COSA…IO NON SO FASCISTA PER CARITA’… MA STO QUARTIERE E’ PIENO DE STA GENTE STRANIERA NUN SE NE PO PIU’ DE STI SCHIFOSI…

Per fortuna non e’ razzista… altrimenti sai cosa avrebbe detto …la casa ?

Perche’ nelle case si cresce e si educano persone a vendersi e a farsi comprare raramente ad opporsi e ad avere dignita'.

C’e’ anche un partito che ha inserito la parola CASA nel suo simbolo…poi’ c’era la casa cantoniera …le guardie dei treni e dei confini…forse le avra’ la lega ora ?…
Poi ci sono le case dei pecorai … sempre aperte a tutti anche nel tetto…ma almeno se piove e fai quel mestiere ti ripari…come le case degli alpini e dei montanari…aperte aperte…ci puoi entrare e dormire… ti ospitano anche se non c’e’ nessuno.

insomma la casa dove arrivi la sera tiri le scarpe e fai quello che vuoi mentre fuori piove.

E se c’e’ il gas fai d mangiare e ti riscaldi…ma lo sostituirono un tempo anche con l’elettricita’ e per averla devi fare centrali atomiche che inquinano il mondo… questo la casa non lo vuole cosi’ come non vuole lo spreco d’acqua… tutto per la casa puo’ tornare ad essere civile …perche’ rappresenta…non pareti dove uno puo’ fare quello che imbratta il resto…ma dove ci si riposa in pace con la terra.

E ricordi… la casa di mia nonna era un bella casa – a due piani…ci si andava d’estate…tutto un mese di fila… in quella casa c’era cresciuta anche mia madre…da grande mi sono sempre detta…la compro e la custodisco…e infatti i fratelli l’hanno venduta … ad un gruppo di inglesi per 50 mila euro…quando e’ stata ceduta ero povera in canna…ora anche…e quindi i ricordi hanno trovato un prezzo…e gli inglesi la occupano dicendo…GUADDA GUADDA NEPPOLO… il nespolo era l’albero di mio nonno… ci salivamo sopra per mangiare le nespole… nonna non voleva...prevedendo di farci marmellate per l’inverno…nonno si lasciava corrompere con una sigaretta…e ci guardava allegro … pensava alla sua amata che s’incazzava…e non gli dispiaceva affatto… anzi sorrideva…il resto dei mesi dell’anno lo passavano in totale silenzio che la nostra presenza era un risveglio non solo della natura e dell’estate ma anche di coppia.

Ricordo la SCALA …ci salivamo sopra piano … tutta di legno…faceva un gran casino…per spiare cio’ che accadeva in alto e in quelle stanze…ma non si sentiva nulla…la scala era di legno come le porte…un legno spesso… tanto che non passava un fiato…solo il vento.

Queste erano le case…oggi sono un investimento… ne compri una ne vendi un’altra … fai mercato… non ci vivi non assapori…la puzza dei broccoli della cucina…broccoli per una settimana intera…perche’ mamma perdeva a lotto…quella dove abito ora.

mia madre… i pentolini di ferro che mi tirava contro…perche’ troppo ribelle…ogni tanto mi prendeva con uno di questi…e mi chiedeva soltanto… TI HO FATTO MALE ? … stavo meglio prima…rispondevo piangendo ma senza fargli sentire il rumore delle lagrime e dei singhiozzi repressi per non dargliela vinta almeno moralmente.

La casa delle prime feste… mi siedo cosi’ mi trucco cosa’… e arrivava lui con la sua fidanzata… ciao… ti presento eleonora…la mia nuova ragazza…e anche in quel caso pianti cercando di arginare il trucco che inevitabilmente inondava tutte le guance fino a dietro le orecchie…via ..ti lavavi la faccia… uscivi piu’ brutta dei tentativi inutili per non essere brutta…ti senti bene ? …e tornavi a piangere... sempre di nascosto... per non dargliela vinta.

I primi balli… le prime uscite…e poi a casa… il letto il profumo… il papi imbronciato per le bollette ...ma non diceva mai nulla… la casa insomma…che vivevi che amavi che odiavi d’estate quando tutti partivano… e noi in il sole sul terrazzo…attenta quello ci vede… ripeteva mia madre con il costume ad un pezzo solo … color nero scafandro…mi sfina ? …e io ridevo… si si mamma …ti sfina…le sue curve erano montagne di panna come le prime torte di compleanno…sempre in lotta con il grasso…inevitabilmente intinte nel cioccolato… quando mi correva dietro per giocare o picchiarmi…secondo quello che combinavo…tutta la casa tremava…il mio elefante mi manca un sacco.

La casa… quella dove sposti i mobili ogni anno … e dopo tre anni li rimetti nel posto dove erano…e dici… qui stanno benissimo sembra nuova…la casa dove corri per fare pipi’… dove il freddo non senti… dove anche la muffa andra’ via prima o poi ma ti dispiace quando non c’e’ piu’.

La casa dai pavimenti consumati…un giorno li cambiamo vero ? e mio padre … si si… questo bianco e’ un casino come cade qualcosa si sporca tutta la cucina…lo cambio’…sara’ stata la malinconia…ne fece un altro bianco e la storia e i lamenti continuarono in serenita’.

Queste case che hanno cartolarizzato… svenduto alle banche… non si preoccupi signora se non la compra rimarra’ in affitto basso…col cavolo…l’affitto arrivo’ ad 800 euro al mese…e tante nonne emigrarono nei quartieri dei figli…che non sopportano perche’ si sentono di peso…la casa… quella che tieni chiusa perche’ darla agli immigrati non conviene…la sporcano e la intoppano…ma non sai nenche come e’ fatta dentro…. Chiusa come i cuori che negano solidarieta’.

La casa … dove mi rincorrevi e io mi nascondevo…la casa come un’albero…pa faccio pipi’ qui che non mi vede nessuno nessuno…siiii … e’ c’e’ la foto con il sedere che esce fuori dal tronco…ma mi sentivo protetta…tutti quei rami tutti profumi … protetta fino alle radici.

La casa ora e’ un investimento…non e’ piu’ un tetto una rampa di scale una porta d’aprire per fare l’amore…due spaghetti … puzza di calzini…coperte in aria …stirate al sole…non e’ un ricordo passione… la compri la smerci la getti via come tutto il resto.

La mia casa era lo STATO… tutto era per me… tutto faceva per me e io per lei…ora segue le banche che chiedono mutui… affitti che nenche in quattro riesci a pagarti…se la prende con gli impiegati di mille euro al mese chiamandoli fannulloni e lascia che il 70 per cento dei ricchi del nord chiedano la successione…il federalismo fiscale.

la mia casa… quella di mia madre…della mia vita dei miei sogni…non c’e’ piu’…

L’avrei voluta comprare…mi avrebbe detto anche se quel tatuaggio era vero o finto… mi avrebbe detto se l’italia era tornata ombra di se stessa… mi avrebbe detto come e cosa fare…100 lire per uno e la ricompriamo…era solidarieta’…

Oggi se dici… sono una casa comunista…ti guardano come una malata che abita nell’ultima stanza dell’ospedale… quella prima dell’obitorio… schifati perche’ sei altruista…non sei furba non smerci e non vendi…sei scema !

tutto si compra e tutto si vende mia cara…lascia stare i ricordi…almeno avrai guadagnato ?

…no… la casa di mia madre era dei fratelli altre otto testoline cresciute sotto quel tetto…c’era la radio antica che nonna accendeva per sentire la santa messa di domenica e qualche volta per farci ballare tutti insieme…con pane e un fetta trasparente di prosciutto…una volta era ciro una volta gufetta…i nomi dei maiali…anche loro avevano una storia una casa.

E la mia ? la mia dove’ ? …sono passati gli inglesi come nei tempi di napoleone… hanno preso il NEPPOLO… e sono andati via…

…domandatevi come mi domando io…

La mia casa … il mio stato…dove sono ? svenduti…ora sono i maiali a decidere come e quando finiremo prosciutti e senza metterci il nome... sentimenti.

E perche’ non siamo tutti intorno ad un fuoco …passami il pane…e l’olio ? …

Stasera dormiamo tutti in un letto… fa un freddo boia…

E te luana non fare puzzette… chiaro ?

Non c’e’ nulla di tutto questo…accendo la tv…il buio... e’ anche tuo…e la casa oggi e’ un cumulo di macerie un terremoto che non hanno voluto evitare come il mercato chiedeva…una bomba tirata sul tetto solo perche’ sei irachena…palestinese…africana…e gli serve la tua terra non il tuo amore.

avrei potuto emigrare…affittarne un’altra… venderla smerciarla dichiararmi in mano al potere …ma ho deciso di rimanere…difendere queste pietre crollate mangiate da erbe e fiori cresciuti in ricordi indelebili…soprattutto in occidente dove apparentemente la guerra non c’e’ …ma e’ quotidiana.

Intanto il mercato avanza come un cannone …dietro l’esercito pronti a spararmi…non ho nulla per difendermi … solo occhi…guardarli negli occhi

Mirate…puntate…

Fottuti bastardi ! …questa e’ la mia casa !


luana de rossi


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