DOPO MORO UNA SCIA DI SANGUE

QUANDO IN VIA FANI per sequestrare ALDO MORO vennero uccisi il maresciallo dei carabinieri DOMENICO RICCI, e il brigadiere dei p.s. FRANCESCO ZIZZI, gli agenti p.s SALVATORE IOZZINO e GIULIO RIVERA, si registro' un'impressionante scia di sangue violenta tra coloro che, a vario titolo ed in diversa misura, direttamente o indirettamente, erano stato coinvolti nella vicenda del sequestro del presidente della D.C.

IL 9 MAGGIO viene assassinato ALDO MORO.

IL 12 MAGGIO – a Venezia viene falciato da una raffica di mitra dei carbinieri e muore SILVANO MAESTRELLO detto – KOCIS – pregiudicato e confidente nel periodo di detenzione trascorso fra le BR.

IL 20 MARZO 1979 viene eliminato a Roma il giornalista CARMINE – MINO – PECORELLI coinvolto anche lui nella vicenda MORO.

Nella notte fra il 12 e 13 Luglio 1979 viene ucciso a Milano GIORGIO AMBROSOLI, curatore fallimentare delle banche di MICHELE SINDONA.

Tre mesi dopo JOSEPH ARICO' il killer dell'avvocato AMBROSOLI, tentera' di evadere da un carcere americano, scavalcando una finestra, al nono piano.

La mattina del 13 LUGLIO 1979 sul Lungotevere a Roma il colonnello dei carabinieri ANTONIO VARISCO viene freddato con modalita' singolari, rispetto a quelle abitualmente impiegate dalle B.R che rivendicano l'attentato. VARISCO era il braccio destro di DALLA CHIESA ed e' stato ucciso da fucili a canna mozza e pallettoni.

Nel settembre 1980 e la volta di FRANCO GIUSEPPUCCI a cadere sotto i colpi di un killer del clan PROIETTI, il quale elimina cosi' non solo un elemento di primissimo piano della banda della Magliana, ma anche uno dei testimoni piu' importanti dei rapporti tra delinquenza organizzata, apparati dello STATO e POTERE POLITICO.

Nel febbraio 1981 muore ucciso dai suoi stessi sodali NOCILINO SELIS, colui che aveva individuato il COVO-PRIGIONE dell'onorevole MORO.

PALERMO 25 APRILE 1981 – viene ucciso STEFANO BONTADE il quale si era contrapposto a TOTO' RIINA e a MICHELE GRECO, dichiarandosi favorevole all'intervento di COSA NOSTRA a favore del PRESIDENTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA.

Il 12 MAGGIO 1981 viene ucciso SALVATORE INZERILLO mafioso che aveva condiviso la posizione di BONTADE.

Il 21 OTTOBRE viene ucciso a Roma il capitano ANTONIO STRAULLO oltre ad occuparsi di destra eversiva, aveva firmato i rapporti investigativi sul borsello fatto trovare su un taxi il 14 Aprile 1979 con chiari indizi su Aldo Moro.

Nel 1982 a Milano viene ucciso e bruciato all'interno del portabagagli di una macchina, ANTONIO VARONE fratello di FRANCESCO VARONE, il quale, da lui autorizzato, aveva collaborato con gli apparati dello STATO alla ricerca del covo prigione dell'onorevole MORO e si era sentito dire a casa di FRANK – tre dita – COPPOLA : quell'uomo deve morire. Proprio con riferimento al presidente della DEMOCRAZIA CRISTIANA.

Sempre nell'estate del 1982, nel carcere di Nuoro, viene trucidato PASQUALE BARRA, uomo di RAFFAELE CUTOLO, da VINCENZO ANDRAUS e da altri cosi' detti killer delle carceri, FRNCIS TURATELLO : aveva cercato di utilizzare quanto fatto per l'individuazione del covo-prigione dell'onorevole MORO a fini ricattatori, perche' lo aiutassero processualmente.

Il 3 Settembre 1982 a Palermo, viene eliminato il generale dei carabinieri, all'epoca prefetto della citta', CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. Con lui vengono uccisi anche la moglie, signora EMANUELA SETTI CARRARO e l'autista DOMENICO RUSSO agente p.s. DALLA CHIESA era in contatto sia con MINO PECORELLI e soprattutto aveva colpito le B.R frugando alcuni covi e rinvenuto qualche documento di ALDO MORO che qualcuno voleva ottenere in un modo o nell'altro.

Il 29 Gennaio 1983 mediante l'esplosione di un'autobomba piazzata a Roma nelle vicinanze di Forte Braschi, sede del SISMI viene ucciso il camorrista cutoliano VINCENZO CASILLO : a nome dei politici nazionali con cui manteneva contatti, aveva imposto a RAFFAELE CUTOLO di fermare la ricerca del covo-prigione di ALDO MORO. Nell'occasione viene risparmiata GIOVANNA – babydoll – MATARAZZO, convivente de – o nirone – la quale tuttavia sparira' di – lupara bianca – il 2 Febbraio 1984, a Napoli. MARIO CUOMO il quale si trova in macchina con – o nirone – rimane invalido a causa dell'esplosione, verra' ucciso successivamente a Napoli.

Il 28 Settembre a Roma viene ucciso ANTONIO GIUSEPPE CHICHIARELLI, autore del falso comunicato del LAGO DELLA DUCHESSA del 18 Aprile del 1978 e di altri interventi depistanti sull'omicidio PECORELLI e VARISCO.

Nel Dicembre 1984 muore per fibrillazione cardiaca, nel carcere di Volterra, LUIGI BOSSO, camorrista politicizzato a sinistra che si vantato con il secondino ANGELO INCANDELA di conoscere moltissime cose sul conto dei sequestri MORO e CIRILLO.

Sempre nel 1984 anno terribile che si chiudera' con l'orrenda – STRAGE DI NATALE – sul treno rapido 904 – si registra il suicidio a LONDRA di UGO NIUTTA – grand commis di STATO – gia' collaboratore di ENRICO MATTEI e amico dell'onorevole ANTONIO BISAGLIA, DECEDUTO ALCUNI MESI PRIMA CADENDO DA UNA BARCA. Un decesso misterioso quello del deputato democristiano. BISAGLIA era stato chiamato pesantemente in causa dal parlamentare missino GIORGIO PISANO', per i fondi elargiti a MINO PECORELLI, proprio mentre il direttore di O.P stava rilevando la grande truffa dei petroli. Tredici milioni di benzina spariti, mentre gli italiani vanno a piedi e le industrie sono in piena crisi energetica. Brutalmente scaricato dal proprio partito, il parlamentare Veneto prometteva clamorose rivelazioni. Alcuni anni dopo fu trovato cadavere anche il fratello del parlamentare, era un sacerdote, rinvenuto in un laghetto alpino del bellunese, con le tasche piene di sassi. Strana fine per un prete impegnato a far luce sul dramma del fratello. Il colonnello ANTONIO VARISCO dopo la fine di MINO PECORELLI, si era dimesso dall'arma dei carabinieri e nel momento in cui era stato ucciso stava per andare a lavorare a FARMITALIA proprio con UGO NIUTTA.

Il 20 Marzo 1986 viene avvelenato nel carcere di Voghera, con un caffe' al cianuro, MICHELE SINDONA, il quale muore due giorni dopo senza aver ripreso conoscenza.

Nel 1993 GIUSEPPE NIRTA viene ucciso a SAN LUCA D'ASPROMONTE dopo alcune rivelazioni di SAVERIO MORABITO sull'affare MORO.