PAPA EMANUELA ORLANDI

il papa EMANUELA ORLANDI non esiste … esiste se esiste ancora una certa EMANUELA ORLANDI... scomparsa nei misteri che il VATICANO DA SEMPRE DETIENE... ma andiamo per ordine.

FATTO NUMERO UNO – LA MAGLIANA E DE PEDIS.

ENRICO DE PEDIS … famoso capo storico della banda DELLA MAGLIANA.

Che un bandito professionista sia riuscito ad ottenere una sepoltura degna di un pontefice non deve stupire piu' di tanto. Il CARDINAL UGO POLETTI, vicario di ROMA, l'autorizzo' tale sepoltura, dopo una lettera di DON VERGARI, ex cappellano nel carcere romano di REGINA COELI, nella quale si attestava : - il signor Enrico De Pedis stato un grande benefattore dei poveri che frequentavano la basilica ed ha aiutato concretamente tante iniziative di bene, sia di carattere religioso che sociale... in suo suffragio la famiglia continuera' a esercitare opere di bene. Ora per accettare le opere di bene di uno dei capi storici della banda della magliana, significa in poche parole continuare a ricevere da lui e successivamente dalla famiglia danari in offerta, perche' queste sono le uniche opere di bene che la chiesa riconosce.

Quindi ENRICO DE PEDIS detto RENATINO, malgrado tutto continua ad essere sepolto nella basilica dei papi, SANT'APOLLINARE a Roma.

FATTO NUMERO DUE. POTERE MONDIALE.

MANUELA ORLANDI viene rapita in una atmosfera vaticana abbastanza movimentata. IL PAPA POLACCO proprio in quei giorni aveva compiuto una seconda visita nella sua patria dopo quella del 1979, che aveva suscitato a MOSCA allarme e collera per il suo aperto carattere di sfida. IN POLONIA i vertici del sindacato cattolico, il famoso SOLIDARNOSC, erano stati temporaneamente imprigionati per ordine del generale JARUZESLSKI. Era tutto cio' che il presidente polacco si era sentito di fare dopo le forti pressioni sovietiche che gli avevano addirittura richiesto di impedire la visita del papa. MOSCA temeva proprio quello che poi sarebbe accaduto... imponenti manifestazioni popolari nelle quali il motto politico anticomunista ( semmai la RUSSIA fosse mai stata comunista ) e antisovietico sarebbe stato prevalente sull'aspetto religioso.

La curia era divisa sull'atteggiamento da tenere nei confronti dell'URSS e del blocco sovietico. Il segretario di Stato AGOSTINO CASAROLI e ACHILLE SILVESTRINI, ministro degli ESTERI, memori dell'insegnamento del precedente papa PAOLO VI avrebbero preferito una dialettica morbida con L'EST cosi' detta COMUNISTA, come aveva fatto il cancelliere tedesco WILLY BRANDT. Ma il papa POLACCO al contrario era convinto di poter dare la spallata finale ai regimi sostenuti da MOSCA, a cominciare da quello della sua POLONIA. Una lunga partita, durata almeno dieci anni, in cui l'esito sara' sotto gli occhi di tutti, prima con il crollo del MURO DI BERLINO nel 1989, poi con lo sgretolamento dell'UNIONE SOVIETICA nel 1992. ma tutto questo, compreso il finanziamento che il VATICANO inviava a SOLIDARNOSC per velocizzare gli eventi, aveva qualche legame con la scomparsa di una ragazzina di soli 15 anni ?

FATTO NUMERO TRE – IL PAZZO TURCO.

un'altro aspetto legato all'attentato subito dal papa polacco in piazza SAN PIETRO il 13 Maggio 1981, quando il turco ALI AGCA gli esplose contro due colpi di pistola ferendolo gravemente. Il fotografo dell'OSSERVATORE ROMANO, Arturo Mari, tre giorni prima aveva scattato alcune foto durante una visita del papa in una parrocchia romana. Esaminandole successivamente all'attentato, in mezzo alla folla di quella chiesetta romana, c'era l'assassino turco.

FATTO NUMERO QUATTRO L'ALTRO RAPIMENTO PREVENTIVO.

MIRELLA GREGORI coetana di Emanuela, figlia dei proprietari di un bar in via VOLTURNO, scomparsa anche lei di casa poche settimane prima del 7 Maggio 1983. i due casi vennero appaiati nelle cronache romane e si parlo' di un doppio sequestro per far liberare il turco. IL GIUDICE Adele Rando che ha indagato sulla vicenda nella sua sentenza del 1997 dichiara di credere all'ipotesi di una strumentale connessione della scomparsa di MARIELLA con il caso di EMANUELA, allo scopo di accrescere la complessita' del quadro investigativo di quest'ultima vicenda, rendendolo se possibile ancora piu' confusa. Quindi si afferma che il depistaggio era stato preparato e perche' ?

FATTO NUMERO CINQUE TESTIMONIANZE.

al giudice Martella, AGCA dice di avere, in caso di arresto, stabilito con certi suoi complici un accordo preventivo per depistare le indagini, mescolando ad alcune verita' numerose bugie. Nel corso di una udienza in tribunale dichiara che EMANUELA stata rapita dalla loggia massonica deviata P2 di LICIO GELLI : - quella gente sapeva che io sono GESU' CRISTO. Volevano inserirmi nel VATICANO e usarmi come uno strumento. Pochi giorni dopo ritratta : - ho tirato in ballo la P2 perche' i LUPI GRIGI e i bulgari hanno sequestrato EMANUELA. Volevano che io confondessi il processo gettando discredito sulla stampa occidentale, che accusa l'URSS e la BULGARIA di favorire il terrorismo internazionale. Sette anni dopo la scomparsa di EMANUELA, Agca afferma di aver riconosciuto in un certo ATES BEDRI, un turco detenuto nel carcere francese di POISSY, il suo amico ORAL CELIK che a suo dire avrebbe organizzato il rapimento della ragazza. Nel 1993 intervistato da ANTONIO FORTICHIARI del settimanale GENTE, Agca asserisce che il rapimento fa parte di un complotto internazionale contro il VATICANO di cui la ragazza era l'esca, vale a dire la contropartita per un ricatto dalle ragioni inconfessabili. Anche questa confessione tra le tante confuse di Agca non viene presa in considerazione dalla stampa.

FATTO NUMERO SEI – LA COMUNICAZIONE DEL PAPA.

il papa polacco pochi giorni dopo la denuncia della scomparsa di EMANUELA, in una domenica del 3 LUGLIO, affacciandosi su piazza SAN PIETRO per la preghiera dell'ANGELUS pronuncia queste parole... DESIDERO ESPRIMERE LA VIVA PARTECIPAZIONE CON CUI SONO VICINO ALLA FAMIGLIA ORLANDI, LA QUALE E' NELL'AFFLIZIONE PER EMANUELA CHE DA MERCOLEDI' 22 GIUGNO NON HA FATTO RITORNO A CASA, NON PERDENDO LA SPERANZA NEL SENSO DI UMANITA' DI CHI ABBIA RESPONSABILITA' IN QUESTO CASO.

Parole dalle quali si evince che EMANUELA non si allontanata volontariamente da casa, ma stata rapita. Una possibilita' a cui nessuno fino a quel momento aveva accennato. Parole non ben calcolate e che non sfuggiranno alle orecchie attente di vari servizi segreti in particolare quelli della DDR guidati dal celebre MARKUS WOLF detto MISHA.

Perche' il papa e la cautissima diplomazia vaticana, sempre cosi' reticente a dire la propria, commisero quell'errore ? E se non si fosse trattato di un errore ? L'ipotesi che con quelle parole si volesse nascondere la vera causa della scomparsa di EMANUELA. Allontanare l'attenzione da un possibile delitto o da un incidente avvenuto in qualche appartamento VATICANO.

FATTO NUMERO SETTE SI MUOVONO L'AMERICA E SERVIZI SEGRETI.

l'americana CLAIRE STERLING, giornalista e scrittrice, esperta di cose italiane. In un suo articolo pubblicato dal NEW YORK TIMES, mette l'accento su una ipotesi che circolava solo a mezza voce, l'intera faccenda stata organizzata dai servizi segreti bulgari per conto dell' UNIONE SOVIETICA. La base logica dell'ipotesi l'interesse di MOSCA e del blocco orientale a destabilizzare il potere di GIOVANNI PAOLO II prima che sia questi a destabilizzare il sistema comunista in EUROPA. Claire Sterling, ottima professionista, manifestava un cosi' acceso anticomunismo, come tutti gli americani, da aver suscitato il sospetto che lavorasse in realta' per la CIA, circostanza mai provata. Ma anche questa una mezza verita'.

Provato invece che ad un certo punto entrano in gioco i servizi segreti della GERMANIA DELL'EST , precisamente il DECIMO DIPARTIMENTO DELLA STASI, addetto alla disinformazione. Il 4 Agosto all'ansa di Milano viene recapitata una raccomandata con ricevuta di ritorno ( incredibile ) a firma di un sedicente FRONTE DI LIBERAZIONE TURCO ANTICRISTIANO TURKESH. Vi si legge … Emanuela Orlandi nostra prigioniera passera' all'esecuzione immediata il giorno 30 ottobre eccetera, con un italiano volutamente sgrammaticato e un riferimento finale addirittura alla prima guerra mondiale. E non casuale.

Dall'ambasciata turca si affrettano a precisare che tale fronte in TURCHIA non esiste. Nonostante questo alcuni famigliari della Orlandi e un ambiguo avvocato della famiglia, scelto e pagato dai servizi segreti italiani, danno credito alla lettera. Quando la DDR scomparira' con il resto del mondo cosi' detto comunista il colonnello BOHNSACK, aiutante di MARKUS WOLF rivelera' ad un giornalista di LA REPUBBLICA che quel dipartimento della STASI era impegnato nell'operazione PAPST. Si trattava cioe' di creare una falsa pista turca per distogliere l'attenzione dalla BULGARIA paese amico e alleato.

FATTO NUMERO OTTO – NON COLLABORARE.

il giudice Adele Rando ascolta come testimone il prefetto VINCENZO PARISI, vicedirettore dei servizi segreti italiani, il quale riferisce di aver incontrato monsignor DINO MONDUZZI, reggente della CASA PONTIFICIA presso la quale lavorava ERCOLE ORLANDI. L'incontro avvenuto nel luglio 1983, pochi giorni dopo la scomparsa di Emanuela ed rimasto segreto per oltre dieci anni.

PARISI DISSE – era percepibile un constante riserbo della SANTA SEDE che aveva di fatto precluso qualsiasi attivita' conoscitiva ed escludeva quindi nella SANTA SEDE qualsiasi volonta' di collaborare al progresso delle indagini.

FATTO NUMERO NOVE – LE TESTIMONIANZE

esiste agli atti una testimonianza che rende esplicita' la volonta' da parte della chiesa di non collaborare sulla faccenda di EMANUELA ORLANDI. la registrazione di una telefonata avvenuta il 12 Ottobre 1983 alle ore 19,53.

nella telefonata si ascoltano un certo personaggio definito CAPO e RAOUL BONARELLI numero due della polizia VATICANA che il giorno successivo doveva essere interrogato dai magistrati italiani.

CAPO – pronto ?

BONARELLI – si dica...

CAPO – che sai di Orlandi ? Niente ! …. noi non sappiamo niente ! … sappiamo dai giornali dalle notizie che sono state portate da fuori ! … del fatto che e' avvenuto di competenza... dell'ordine italiano.

BONARELLI – ah cosi' devo dire ?

CAPO – ebbe', sh … che ne sappiamo noi ? Se tu dici – io non ho mai indagato - … l'ufficio ha indagato all'interno... non dirlo che andato alla SEGRETERIA DI STATO.

BONARELLI – no no... noi, all'interno non devo dire niente. Niente.

CAPO – all'esterno pero'... che stata la magistratura vaticana... se ne interessa la magistratura vaticana... tra di loro questo qua... niente dici quello che sai te niente.

BONARELLI – cio' che mi dicono pero', se sono dipendente vaticano, che mansioni svolgo, non lo so, mi dovranno identificare, lo sapranno chi sono...

CAPO – eh, sapranno perche' fai, fai il servizio e turni di sicurezza della CITTA' DEL VATICANO, tutto qua.

BONARELLI – eh va bene, allora domani mattina vado a fare questa testimonianza, poi vengo vero ?

CAPO – poi vieni si si.

IL CARDINALE SILVIO ODDI... intervistato nel Luglio 1993 dal quotidiano di Roma IL TEMPO riferi' questo episodio : EMANUELA quel pomeriggio, il giorno della scomparsa, finita la lezione di musica torno' a casa all'interno della CITTA' DEL VATICANO, dove la sua famiglia abitava. Fu vista arrivare a bordo in un'auto di lusso... penso che il guidatore non sia entrato in VATICANO per non farsi riconoscere dalle guardie svizzere. La ragazza passo' invece davanti agli svizzeri e si diresse verso la propria abitazione. Vi si trattenne qualche tempo. Quindi ridiscese, sali' a bordo dell'auto e se ne ando' via. Dunque l'uomo alla guida dell'auto era noto in VATICANO, se temeva di essere riconosciuto dalle guardie svizzere.

IL CARDINALE INTERVISTATO POCHE SETTIMANE DOPO nel programma televisivo MIXER – aggiunse... SECONDO ME … Emanuela entra in quei furti di signorine, di ragazze, o di aiuto a ragazze che vogliono andare in un ambiente dove stanno meglio, sono ricche e dove sposano una persona facoltosa, dove avranno molti soldi... secondo me la base quella.

DI NUOVO AL QUOTIDIANO IL TEMPO ANCORA IL CARDINALE COMUNICA – Emanuela Orlandi, stando a certe testimonianze che ho raccolto per caso, potrebbe essere finita in qualche sceiccato, se vero che questi musulmani ricchi sfondati commissionano i rapimenti di belle ragazze europee per rinsanguare i loro harem.

IN PARTE C'E' DELLA VERITA' IN QUANTO DICE IL CARDINALE ma non la dice tutta e indica i musulmani come colpevoli. Per capire la questione della povera Emanuela, bisogna mettere insieme tutte le mezze verit e soprattutto bisogna individuarle.

In Una lettera ANONIMA inviata ad ADELE RANDO, PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA spedita nell'Ottobre del 1993 si dice:

TITOLO DELLA LETTERA -

TESTIMONIANZA RACCOLTA IN CONFESSIONE

l'auto che la notte del 22 Giugno 1993 carico' EMANUELE ORLANDI era guidata da – NOME E COGNOME DI UN NOTO PRELATO – attualmente in servizio – CARICA DEL PRELATO. La porto' a CIVITAVECCHIA e passarono la notte insieme, la mattina la riporto' a ROMA, nei pressi della PIRAMIDE CESTIA, ma lei non torno' a casa per paura dei genitori. Qui termina la confessione. Conosco NOME DEL MONSIGNORE – un uomo forse troppo attirato dalla carne per fare il prete e ha sempre fatto affari con gente non proprio pulita... per ovvie ragioni non posso mettere il mio nome di religioso.

La povera Emanuela, ripetevano insistenti dicerie era deceduta all'improvviso, mentre aveva un incontro con un alto prelato. Da quel momento il problema era diventato quello di liberarsi del cadavere senza suscitare scandalo. Da qui l'intervento di alcuni gangster professionisti, abituati a risolvere situazioni del genere.

Ed anche questa versione convince in parte e in parte no. Emanuela sicuramente non deceduta in quel giorno e forse non mai deceduta.

FATTO NUMERO DIECI - LA PISTA E' CHIARA.

Nel Giugno del 2008 Sabrina Minardi una donna vicino ai sessanti, amante di RENATINO DE PEDIS ha raccontato ai magistrati la sua verita' :

Sabrina ha ospitato la giovane Emanuela nella sua auto. DE PEDIS e un tale SERGIO l'hanno caricata a bordo – RENATO E SERGIO ME LA MISERO IN MACCHINA. Dopo un certo percorso, giunti nei pressi di un benzinaio e dell'imbocco del tunnel alle pendici del GIANICOLO, la povera ragazza viene trasferita a bordo di una MECEDES con targa vaticana dov'e' accolta da un uomo vestito da prete. EMANUELA continua la MINARDI appariva cosciente ma non lucida – parlava male... strascicava le parole. La donna ha anche detto di sapere che la giovane era stata tenuta prigioniera in una casa a MONTEVERDE dalla quale si poteva accedere ad un ampio sotterraneo. Qualche mese piu' tardi il suo amante, cioe' DE PEDIS la porta nei pressi di un cantiere edile a TORVAIANICA. Poco dopo sopraggiunge il tale chiamato SERGIO, che tira fuori dalla sua auto dei sacchi, li trascina fino a una betoniera gia' in moto e ve li getta. La Minardi afferma di non aver visto che cosa ci fosse nei sacchi, ma di averlo intuito e di averne poi avuta conferma indiretta da DE PEDIS, il corpo di EMANUELA.

La ragione del rapimento e dell'omicidio sarebbe stato, secondo Sabrina un ricatto o meglio un avvertimento in stile mafioso nei confronti del VATICANO. Si sarebbe rapita una giovane e incolpevole cittadina di quello STATO per far capire che i patti si rispettano e i soldi si restituiscono, specie quando si tratta di montagne di soldi.

La questione anche in questo caso poco chiara. DE PEDIS prima consegna la ragazza al prete, la ragazza non parlava bene, quindi sembra drogata, e poi la uccide ? Da viva il ricatto funzionava meglio, nel senso che si aveva la persona di cui un prete ripetutamente approfittava e lo scandalo poteva diventare pubblico era quindi una minaccia.

Inoltre qualsiasi ricatto avesse fatto DE PEDIS nei confronti del VATICANO avrebbe suscitato ODIO e quindi non la meritata ricompensa di essere sepolto nella CHIESA DEI PAPI. Quindi questa testimonianza torna a meta' anzi sembra piu' che altro dire, datemi una mano o parlo.

UN ULTERIORE TASSELLO si deve aggiungere nell'aprile del 1998, cioe' un mese prima che venisse ucciso. Dalla cassaforte del COLONNELLO DELLE GUARDIE SVIZZERE – ALOIS ESTERMANN, la ricordate la strage delle guardie svizzere ? Vennero trafugati alcuni dossier, compreso quello della scomparsa di EMANUELA ORLANDI.

DA QUESTI DIECI PUNTI l'IPOTETICA SOMMA

... MANUELA ORLANDI era stata coinvolta in giri sessuali all'interno del VATICANO... vaticano che in quel periodo attraverso il PAPA POLACCO si lanciava all'attacco, sorretto da capitali economici poco chiari e verificati successivamente illeciti ( CASO CALVI SINDONA ) all'attacco del sistema RUSSO finanziando SOLIDARNOSC. I servizi segreti erano scatenatissimi e quasi sicuramente avevano individuato o potevano individuare in EMANUELA ORLANDI la possibilita' di un rapimento e di ricattare le mosse politiche del PAPA POLACCO in modo da bloccare la sua avanzata per la caduta DELL'UNIONE SOVIETICA sorretta anche dagli AMERICANI.

Emanuela quindi doveva sparire, e fu richiesto l'aiuto di DE PEDIS che aveva fatto ripulire piu' volte i suoi danari sporchi all'interno dello IOR. De PEDIS accetto' in cambio di riavere tutto quello che il VATICANO gli aveva bruciato nella vicenda di CALVI. La ragazza fu fatta sparire, forse tenuta in vita in altri luoghi e protetta o forse uccisa. Tutto questo per salvare l'azione politica che IL PAPA POLACCO stava portando contro la RUSSIA e per non far rapire EMANUELA che sarebbe potuta diventare pericolo di ricatto in mano ad altri.

In questo modo il quadro torna e la somma si fa chiara.

Nel 2001 PAPA WOJTYLA – cioe' il papa polacco, ordino' di aggiornare una disposizione esistente da tempo, con la quale si davano istruzioni al personale religioso circa il silenzio da tenersi di fronte ad estranei... chiamata ENCICLICA – il 18 Maggio del 2001 fu emanata a firma di RATZINGER. A causa di quell'ordine RATZINGER stato incriminato nel 2005 da un tribunale di HOUSTON – TEXAS – per cospirazione ai danni della giustizia in un procedimento contro i preti pedofili. Il segretario di STATO VATICANO ANGELO SODANO chiese alla presidenza degli STATI UNITI di bloccare il procedimento estendendo il sommo pontefice all'immunita', riconosciuta a tutti i capi di STATO ESTERI. Il presidente BUSH concesse l'immunita'. Fra i casi soggetti al segreto di STATO pontificio rientrano anche gli atti sessuali commessi da religiosi nei confronti di minorenni adescati o abusati.

il caso di EMANUELA ORLANDI stato recentemente riaperto accusando MARCINKUS della sparizione e quindi della certezza in qualche modo che la scomparsa sia avvenuta all'interno e per opera del VATICANO.

tutti i fatti riportati sono frutto di una ricostruzione riportata da autori di libri e articoli uniti dalla nostra redazione on line - segunendone e comparando tutti gli elementi storici e pubblici.

Redazione namir – www.namir.it