LIBRI LIBERI ?

Condividi su Facebook

I libri non sono liberi. Da tempo non si punta piu' sull'intelligenza. I libri sono in gran maggioranza commerciali dai contenuti stupidi. Se calcoliamo che i libri piu' venduti sono quelli che trattano di ricette e al secondo posto quelli che trattano di diete, si puo' capire che il cervello e' andato o quanto meno vive di contraddizioni. Ma c'e' altra guerra dietro i libri.

Si stampano circa 64 mila titoli l'anno, e come succede in italia, ogni anno si vendono l'8,7 di libri in meno cioe' un mercato che riguarda il 20 trenta per cento.

Ecco che in merito a questi dati si muove la MONDADORI capitanata dalla figlietta di Silvio Berlusconi, uccidendo quindi la realta' bellissima dei piccoli editori... come ?

Prima si poteva stampare un libro, portarlo nelle librerie le quali pagavano subito le copie richieste, poi se non le vendevano l'editore restituiva i soldi. Questo incasso immediato permetteva al piccolo editore di pubblicarne altri piu' o meno discutibili, ma sopravviveva.

Ora la MONDADORI ha imposto alle sue librerie compreso - SPERLING – PIEMME – EINAUDI – di prendere i nuovi libri senza pagare immediatamente ma solo dopo la vendita, questo vuol dire eliminare con un solo colpo e strategia economica la possibilita' di pubblicare e distribuire libri da parte dei piccoli editori. Anche in questo caso vincono i ricchi e di ricchi nel campo italiano non un caso che c'e' sempre lo stesso.

A questo punto molte librerie come ad esempio la FELTRINELLI cambiano strategia e invece di vendere solo libri, si spostano sui GADGET, videogiochi ,spillette. Dischi . Film dvd. e programmi per computer.

Di fatto per alimentare questo giro, i libri non rimangono oltre tre settimane dai librari... perche' si torna subito a chiederne l'incasso. Cosi' come esce un libro se lo compri bene, altrimenti non lo trovi piu' o lo trovi difficilmente.

Calcoli alla mano l'Italia rimane ignorante in merito di lettura e quindi inevitabilmente in tanto ma tanto altro, basta vedere come vota politicamente perche' non si informa. Sono infatti oggi 25,9 milioni gli italiani che almeno un libro lo hanno letto, come affermavo, 723 mila in meno rispetto al passato. La conseguenza non e' solo ignoranza conclamata, ma soprattutto che gli editori corteggiano un nuovo tipo di consumatore : uno che non solo ha bisogno di contenere i costi, causa la cosi' detta crisi che altro non e' che la spesa pubblica mangiata dalla classe politica, ma che si rivolge ad edizioni a buon mercato e al quale interessano – storie facili -.

Un lettore bulimico che piu' della narrativa e la saggistica di qualita', nei libri cerca l'intrattenimento televisivo fatto di carta. Oggi una nutrita fetta di lettori forti sono gli acquirenti di thriller e di romanzi rosa. Nel tempo in cui hanno letto dieci libri, il lettore colto ha letto tre pagine di un libro impegnativo, quindi ovvio che l'editore piccolo o grande smette di puntare sulla qualita'. La saggistica infatti e' in caduta libera del 12 per cento e non serve neanche il tablet a farla sollevare, perche' questo strumento viene utilizzato per tutto meno che per leggere, e le problematiche della saggistica non sono sicuramente da trovare nell'utilizzo dello strumento, ma nella mente refrattaria e televisiva dei lettori.

Il bello che davanti a questo collasso della carta stampata dell'editoria e dell'intelligenza, ci si propone non una riflessione ma la pubblicazione di piu' libri, come quando aumentarono i giochi del lotto pensando che la gente avrebbe puntato ovunque e dimenticandosi di fatto che i danari e quindi la possibilita' di spenderli sono sempre quelli in entrata, quindi piu' pubblichi e sempre uguale vendi. Parlando di libri in un paese dove non si legge nulla, non fai altro che creare piu' ignoranti e di conseguenza neanche vendi sempre lo stesso, ma vendi meno.

Si potrebbe aggirare questo groviglio con proposte on line, dove il libro se lo pubblica lo stesso autore. Ma per pubblicarsi un libro on line, bisogna avere un sito internet ben seguito, e una grande enorme mailing list, oltre che un interessante lavoro scritto. Tutto questo difficile in Italia, difficile perche' pochi o nessuno in grado di farsi un sito internet, al massimo il solito blog con lo schemino grafico preparato, ma quando si comprende che la visita e' zero, viene dimenticato. La mailing list, cioe' una raccolta di email con le quali avvertire il lettore dell'uscita del ibro le hanno in pochi, uno perche' non sanno neanche come si fa a raccogliere email e due perche' con la scusa dello spam le raccolte le hanno fatte soltanto i grandi giornali on line e chi puo' offrire uno spazio dove pubblicare il sito.

Sta di fatto che se tagli alla radice la cultura espressa attraverso la lettura di un ottimo libro, hai solo tanti libri liberi che hanno scavalcato il filtro dell'editore, o peggio lo stesso editore pubblica qualsiasi cosa, sia per intasare il mercato e sia per eliminare lo stesso filtro della cultura, cercando di rincorrere il lettore senza mai proporre. Di conseguenza possiamo parlare di una liberta' apparente che in realta' e' controllatissima dal potere.

Oggi si puo' dire che editore e scrittori si sono appiattiti all'idea populista del lettore, rendendo al deserto altra sabbia tutto in favore del DIO MERCATO. Di questo passo pero' la fine del libro segnata, non certo nel resto del mondo ma sicuramente in ITALIA dove con il MONDO non abbiamo nulla a che fare. Ognuno di noi puo' pensare che un libro sia inutile, ma come abbiamo visto non siamo piu' capaci di comunicare, neanche in rete, ne tanto meno in internet dove i primi siti italiani visitati sono quelli porno oppure delle segreterie telefoniche da scaricare per il proprio cellulare.

La colpa non certo del lettore, ma di un IMPERO che sull'ignoranza sguazza e attraverso la quale puo' dirigere le masse al proprio seguito, la colpa di chi ha l'intelligenza e la piega al servizio del potere, la colpa quindi solo sempre di chi in questo caso scrive, o disegna, o suona da schiavo del sistema cancellando il libro libero che altro non era che un pensiero nuovo da percorrere per illuminare questo misero e grigio mondo del nulla al quale ci siamo disperatamente abituati.

b.k

www.namir.it