DIBATTITO A SINISTRA

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cara luana nn ti conosco ma ...un po' ti ri-conosco ,nella tua lettera sfogo.molto bella e circostanziata.il limite e' spostare l'accento e nn solo quello su responsabilita' altre e alte,come se la sinistra nn fossimo in tanti e nn quattro politici. Si perde anche se si vince se ad imperversare e' una concezione istituzionale della politica,fatta dai professionisti e dai partiti,e nn dalle singole tante persone che si definiscono di sinistra.ma che nn si riconoscono abbastanza potere e responsabilita'nel loro agire:ed io x primo.

Sara' frutto della crisi della sinistra ma io trovo anche "naturale"che abbiamo perso,nn si puo pensare di essere sempre e solamente noi nel giusto:e la democrazia,il voto popolare,e le verita' difficili da accettare degli altri cosi' diversi da noi,lontani. Forse siamo un po' imbevuti di onnipotenza nel crederci di essere depositari assoluti di verita' e di ritenerci i soli legittimi attori sociali presenti in questo mondo,talmente convinti da ritenersi perfetti e insostituibili. In questi gg leggo tante riflessioni sulle e a ridosso delle elezioni,molto interne a logiche di potere,troppo.come se la politica si esaurisca in un linguaggio e in una visione del mondo e delle cose e persone sopratutto un po' ristretto a vincere o perdere il potere/elezioni/posti...ma questa e la realta no?secondo me bisogna allontanarsi e salire e guardare le cose con occhi aperti e critici  liberi da pregiudizi e convinzioni.forse riusciremo allora a trovare contatto con uno spirito nuovo piu' giusto che sara' capace di cambiare in profondita'. grazie della possibilita' di avere scritto queste 4 righe

massimo

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Direi "per ora, abbiamo perso".
Ma siccome i vincitori stanno correndo verso un baratro impressionante,
la loro vittoria non e' definitiva. Per quasi seicento anni (nel
medioevo) non si poteva dire una parola in contrasto con le sacre
scritture, ma chi quella parola se l'e' tenuta dentro e l'ha tramandata
alle generazioni che seguivano, alla fine ha vinto. Cosi' noi abbiamo
perso battaglie su battaglie ma non ci arrendiamo e se qualcuno si
salvera' e' perche smettera' di correre a testa bassa come i folli
drogati dall'avidita' ma, guardandosi intorno, capisce che un Dalai Lama
e' enormemente piu' potente di un Bush e se quest'ultimo non ci ammazza
tutti prima, e' proprio lui che e' destinato a perdere.
Il conto si fa alla fine.
Ciao.


Claudio.

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e continueremo a perdere, perchè i signori della politica stanno ancora a chiedersi come mai hanno perso

perchè molti ancora pensano che la politica sia più importante di un movimento culturale

bisogna estirpare la gramigna e mettere prato inglese, ma come facciamo senza i contadini?

sono tutti professori, qua

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Cara Luana, si perde pure con le "fantasticherie ideologiche", che non
hanno presa nella realtà...con una ummagine irreale della politica....PERSO
perché in Italia vi sono,ahimé !, oltre 23  MILIONI DI IGNORANTI, che non
capiscono nulla e votano per un "sorriso a tutta bocca" di un politico...23
MILIONI che "amano" pettegolezzi, le trasmissioni-spazzatura della Rai, il
Grande Fratello, l' isola dei famosi,ecc.ecc. Si perde in Italia anche per
questo...
Ed abbiamo perso perché il governo Prodi era un coacervo di persone
litigiose,di aspiranti veri o fasulli alle poltrone,per gravi difetti di
comunicazione, affidata a Silvio Sircana, una specie di ectoplasma
"equivoco"...Abbiamo perso perché il governo era LONTANO dai cittadini, non
ha saputo creare un rapporto con essi...perché ogni ministro coltivava il
suo "orto", a partire dalla ex ministra Livia Turco, piena di consulenti e
assistenti....Ed a Roma abbiamo perso perché Rutelli non andava bene, perché
si trattava della solita "nomenklatura", del solito management, che faceva
capo al solitissimo Goffredo Bettini...AMEN !...


Raffaele

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Perché si è perso?

E' semplice: SI E' PERSO PERCHE' SI E' CONFUSO IL NAZISMO CON IL MARXISMO.
Si è perso perché si è voluto confondere l'integralismo cristiano con il
socialismo. Si è perso perché si è confusa la morale cattolica con la morale
della Costituzione. Si è perso perché non si è voluto chiamare col suo vero
nome il dio dei cristiani e il loro criminale profeta e nel far questo si è
ritenuto morale comperare e vendere le persone, macellare le persone nei
campi di sterminio, stuprare bambini, permettere che la mafia si sostituisse
allo stato.
Si è preferito mettere i bambini in ginocchio davanti a chi si vanta di
macellare l'umanità col diluvio universale o davanti un Gesù che fu
arrestato mentre stuprava un bambino e ordinava di scannare chi non si
metteva in ginocchio davanti a lui. Si è preferito farlo in nome di un
pietismo che ha aggredito la società civile impedendogli di essere aperta
verso un futuro da costruire come società!
Si è perso perché si è considerato un "comunista" un Che Guevara che sapeva
solo ammazzare le persone.
Si è perso perché non si è in grado di distinguere quando un individuo è
ridotto in oggetto di possesso e quando un individuo è un soggetto di
diritto Costituzionale.
Si è perso perché si è perso il significato della parola DEMOCRAZIA
dimenticandosi che sono le Istituzioni che hanno dei doveri nei confronti
dei cittadini e non i cittadini nei confronti delle Istituzioni.
Si è perso perché risultava più facile risolvere i problemi imponendo galera
ai più deboli e tolleranza giuridica ai più forti; che non affrontare i
problemi come società civile.
Si è perso perché si sono torturati i cittadini che chiedevano giustizia,
che non volevano che avvenissero i colpi di stato. Si è perso perché ogni
individuo, sia di destra che di sinistra, quando giungeva ad occupare un
posto nelle Istituzioni si pensava di essere il PADRONE DELLE PERSONE come
il catechismo gli ha insegnato ad identificarsi col dio padrone. Si è perso
perché persone come Berlinguer, Pertini, Nenni, Longo, Lama, Moro,
Andreotti, Craxi, e tutti coloro che guidavano i partiti dalla destra alla
sinistra ERANO DEI CATTOLICI INTEGRALISTI CHE IMPONEVANO LA MORALE DI UN DIO
ASSASSINO privando i bambini della consapevolezza di essere dei cittadini
portatori DI DIRITTI COSTITUZIONALI.
DESTRA E SINISTRA ERANO SOLO DEI PADRONI e, alla fine, non abbiamo più
votato i padroni "buoni" perché ci rubavano la Costituzione. Così hanno
vinto i padroni "cattivi" quelli che trasformeranno lo stato Democratico in
stato MAFIA. Ma almeno non lo faranno con la nostra complicità!


Claudio Simeoni

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Concordo con gran parte dell'analisi fatta ma, sopra ogni cosa, abbiamo
perso perchè la maggior parte degli elettori usa il suo voto solo al fine di
cercare appoggi, aiuti, posti, privilegi personali, e solo chi sta già al
potere può elargire queste cose...a spese di tutti.
L'Italia è diventata un immemnso voto di sca,mbio e con questa filosofia non
si va lontano.
Cordiaòlmente


Roselli

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Non è oggi che il comunismo è scomparso dalle aule del parlamento ma sono quarant'anni. Chi appartiene alla casta non puo' combattere la casta.   Complimenti Luana, gran bella analisi politica sei una brava compagna.  

Saluti comunisti - JOEROSS

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Ma credimi abbiamo
perso quando abbiamo ceduto ai cosiddetti moderati per mantenere un
governo di centro sinistra e di sinistra ha poco o niente.
Abbiamo
perso quando Fausto Bertinotti ha perso la testa sulla poltrona della  
Camera dei deputati.
Sai luana abbiamo perso quando non ce sono più
sezioni del partito comunista in tutti i quartieri di tutta l'Italia
che si sono sostituiti di quelli farcisti di AN o quelli nazisti di FI
o dalla lega razzista
Cara luana non se vince sognando lontano dalla
realtà  e dei sogni della gente.
Quando la destra fascista scende tra
la gente, la sinistra litiga per la poltrona o per le leder cip del
potere politico diviso tra la forza  distrutta e invischiata di una
class politica che ha fatto del potere un monopolio o un letto caldo in
un eterno inverno politico.
Sa la sinistra non torna tra la gente
accogliendo tutto il cambiamento sociale politico ed economico non si
arriva più a nessuna parete
 O la rinascita tra la gente per la strada
o sara la fine e la morte della rivoluzione che torna  per la gente per
una nuova interesse reale.
Ciao ad una nuova lotta di class diversa e
moderna

Roushdy youssef    

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Ritengo il passo tutto pervaso da retorica populistica d'antan, stile anni '70 per intenderci: ciò non significa che i problemi sottolineati all'ottanta per cento non esistano. sulle analisi anche se sommarie concordo per oltre la metà. Abbandonerei l'idea che fosse buona la politica del PCI filosovietico (che filosovietico lo era anche se non si sottolinea nel discorso questo aspetto). Bisogna ripartire dall'informazione, dal dialogo con le persone e dalla promozione della riflessione e dalla lettura di libri e giornali, possibilmente riducendo il ruolo della TV nella propria vita (anche questa può sembrare retorica, ma la TV anche quando non è usata per fini sfacciatamente di parte come si verifica spesso specie in Italia riesce spesso comunque ad essere banalizzante e soporifera). Bisogna sfatare di conseguenza il luogo comune per cui in tempi di vacche magre la gente ha da pensare ad arrivare alla fine del mese e alle bollette e ai prezzi che rincarano quindi non può pensare all'informazione e ai diritti e alla Costituzione perché queste sono cose che riguardano tutti noi e incidono o possono incidere anche sul nostro modo di vita materiale (cosa che costantemente a reti e menti unificate, talora anche a sinistra, ci si ostina a negare); mentre in tempi di vacche grasse (o di vacche grasse per un maggior numero di persone e di vacche meno magre e per meno persone) ci si dovrebbe occupare solo dei consumi perché tanto a leggere e ad arrabbiarsi e a patire ci sarà tempo poi. Intanto perché non lanciare singoli boicottaggi? delle TV quando propongono programmi canaglieschi o dei TG quando non informano o addirittura mentono? di singoli prodotti ortofrutticoli quando costano troppo? delle pizzerie e dei ristoranti quando nel passaggio all'euro hanno lucrato sui prezzi delle loro consumazioni? Gli esercizi pubblici sono tanti che non possono reggersi solo sull'affluenza degli evasori fiscali, dei benestanti e delle partite IVA: costoro non possono per solidarietà col barista o col ristoratore fare cinque colazioni in un giorno o andare cinque volte a cena fuori in un giorno per sostenere i conti del bar o del ristorante, per cui il consumatore oppresso, o più precisamente, per rifuggire dal lessico che fa tanto rivoluzionarismo ottocentesco, taglieggiato, ha tanto da fare perché ha un FORTISSIMO potere contrattuale. Sul discorso dell'emigrazione dovuta alla povertà concordo, ma è molto difficile far passare la riflessione che la povertà nei paesi africani è spesso indotta dal costo dei generi alimentari imposto dal mercato internazionale e dal tipo di coltivazioni che si pratica nei paesi poveri, tutto orientato all'esportazione e non al consumo locale; io da parte mia l'ho capito dopo varie letture e lunghe riflesioni, ma dopo tutto questo lavorio sono a pensarlo uno e uno solo; come si fa a convincere la maggioranza dei cittadini, primo passo per agire sugli organi internazionali? c'è sempre il problema della gente che non arirva alla fine del mese... e chi ci arriva bene ha da pensare a trarre gratificazione dai propri consumi!. Sulla violenza alle donne c'è da dire che è ben vero che la donna è talora (o spesso) vittima di una subcultura orientata alla prevaricazione del genere femminile, è anche vero che lo stupro è allo stesso tempo ispirato dalla cultura della prevaricazione: l'uomo statisticamente in genere più forte fisicamente (specialmente se con altri) può essere portato a prevaricare come l'astratto mercato se ne frega di affamare chi non ha i mezzi per pagare la propria sussistenza ai prezzi fissati da esso mercato. I punti sono tanti ma la soluzione non è dietro l'angolo. L'unica cosa da fare è pensare, documentarsi, concentrarsi magari di volta in volta su un singolo problema e lì battere e ribattere: Berlusconi, le sue reti e i suoi fiancheggiatori quando vogliono lo sanno fare magistralmente. Grazie dell'attenzione

Alessandro De Cristofano Pisa

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Ricominciamo col prenderci ciò che abbiamo lasciato: il nome, la bandiera, i canti...e poi la cultura, le letture, la storia, la rabbia di chi è incazzato perchè precario, perchè  è avvelenato dai rifiuti tossici, perchè è chiamato terrone o negro o marocchino....ricominciamo a trasmettere ai giovani la passione che ha animato la Resistenza. Con un aggancio al passato...perchè la via non venga smarrita ancora, è necessario ricordare da dove veniamo: dalla sinistra vera, contro il razzismo e lo sfruttamento della destra vera, in ogni sua forma. Perchè oltre alla lotta di classe c'è quella per la nostra salute per la nostra terra che non vogliamo avvelenare, e la nostra terra non finisce quando comincia quella degli altri: l'aria è di tutti!
quando ci saremo rinsaldati alle nostre radici non commetteremo più l'errore di aver paura di chiamare le cose e le persone con il proprio nome.


pina

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AVEVAMO PERSO ANCHE SE VINCEVAMO.
ora pero' da dove si ricomincia ?
forse dall'isola dei Famosi?

M.DELPAPA

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su molte diagnosi hai ragione. Ma sui rimedi siamo alle solite.
Chi ha fame non è molto proclive ad accettare la spiegazione (giusta) che la
fsme è il prodotto di squilibri mondiali. Vuole mangiare e subito. Chi abita
in periferia e trova i ROM sottocasa, capisce subito che quella è una doppia
sfiga, povero e per ciò obbligato a sorbirsi i rigurgiti della
globalizzazione.

Non puoi andargli a spiegare che è colpa del Capitale. Devi
offrirgli un rimedio. Per esempio cacciare i nomadi (dove, con che mezzi?
Perché dovrebbe dare una risposta chi non viene interpellato neppure per il
costo del biglietto del tram?) è una risposta. Sbagliata, ma è una risposta.
E' la politica, cioè noi, che deve dare una risposta non predicatoria ma
semmai provocatoria. Perché non proponete di aprire un campo Rom ai Parioli?


GM

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BOCCIATO L’ARCOBALENO, ORA LA PAROLA TOCCA AI COMUNISTI ! ?

 

E’successo! Berlusconi è tornato, anche grazie a Veltroni, mentre la sinistra scompare con un risultato disastroso e l’improbabile Arcobaleno è stato sonoramente bocciato dall’elettorato con il 3% senza raggiungere il quorum ne alla Camera dei Deputati ne al Senato, non ottenendo così alcuna rappresentanza istituzionale. E pensare che partiva, sulla carta (nelle elezioni del 2006) con il 10,2% alla Camera e l’11,6% al Senato (sommando i risultati di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi e addirittura senza “conteggiare” la Sinistra Democratica).

Qualcuno potrà obiettare che quell’aggettivo “improbabile” poteva essere usato anche prima. Modestamente, alcuni di noi, tra cui il sottoscritto, lo avevano detto. La cattiva condotta della sinistra con il governo Prodi e il “tradimento” programmatico e ideale rispetto alla grandiosa manifestazione del 20 Ottobre, la cancellazione della “Falce e del Martello”, da molti auspicata da altri contrastata ma alla fine subita per necessità, un progetto politico privo di una “missione” e certo per nulla alternativo al Partito Democratico, le stesse modalità di scelta di adesione dei partiti (non un congresso, a volte neanche la riunione degli organismi dirigenti preposti) sono il racconto obiettivo di questa disavventura. Il problema, come sempre accade in politica,è però la questione della “percezione” di quello che stava accadendo, consapevolezza che certo non albergava non solo nella maggioranza dei gruppi dirigenti dei partiti della sinistra, ma anche in una considerevole parte dei militanti.

Bertinotti, e quelli che lo hanno seguito pedissequamente, con l'eclettismo che li ha caratterizzati, sono riusciti a fare quello che neppure ad Occhetto era riuscito: distruggere la sinistra!

Oggi ci vuole un nuovo inizio! Per ritrovare la fiducia nella parte del popolo che non si riconosce nelle disuguaglianze di questa società. Una opzione che passa necessariamente da una analisi approfondita di quello che accade in Italia e nel mondo. Proprio oggi, quando le contraddizioni del capitalismo –guerra e terrorismo, disuguaglianze sociali sempre più accentuate, collasso ambientale del pianeta- appaiono sempre più grandi. Proprio adesso, quando la nozione di “superamento del capitalismo” è più che mai attuale. Proprio ora appare evidente come la scelta comunista nel XXI secolo sia assolutamente sensata e necessaria.

Dobbiamo riportare la fiducia nella nostra gente e, soprattutto, dobbiamo fare in modo che questa fiducia possa esser rimeritata.

L’affermarsi del bipartitismo segna la crescente “americanizzazione” della politica. Si vuole chiudere “l’anomalia del caso italiano” dove, dal dopoguerra in poi, per oltre quarantanni, il più grande Partito Comunista d’Occidente, assieme ad un formidabile movimento operaio, pur non partecipando al governo, aveva fortemente condizionato la scena politica e sociale del nostro paese. Dalla scuola per tutti all’universalismo della prestazione sanitaria, dallo Statuto dei lavoratori al rifiuto della monetizzazione della salute sui luoghi di lavoro, innumerevoli sono state le conquiste che hanno modificato concretamente i rapporti di forza tra le classi in Italia in quel periodo. Una funzione progressiva del conflitto tra lavoro e capitale che “trainava”  anche le vittorie sui “diritti individuali”, dal divorzio  all’aborto.

Poi è arrivata la difficile stagione dal 1991 fino ad oggi, quando si è tentato di  “tenere aperta” la “questione comunista”, provando a più riprese a modificare la realtà con la partecipazione, in modi diversi, ai governi del paese. E’ stato giusto “provare” I risultati sono sotto gli occhi di tutti: 1994 – coalizione dei “progressisti”, 1996 – “desistenza” con l’Ulivo, 1998 – divisione dei Comunisti, gli uni al governo, gli altri contro, 2001 – i Comunisti Italiani dentro l’Ulivo, Rifondazione Comunista fuori, 2006 – tutti e due i partiti comunisti al governo… Sono passati 14 anni e la nostra gente non si ricorda una conquista sociale o anche solo di “principio” che , in qualche modo giustifichi quelle modalità di rapporto coi governi . Nel frattempo , la “base sociale” della sinistra, la nostra base sociale, si restringeva sempre di più…

Oggi dobbiamo interrogarci sul fatto che quel capitolo si è chiuso, tragicamente, con un risultato disastroso per tutta la sinistra. Bisogna ripartire da qui, considerando appunto che lo stare nel centrosinistra ha prodotto questi risultati. E solo un approccio miope potrebbe appellarsi al fatto che è Veltroni che ha voluto disfarsi della sinistra   per riproporre in qualche modo un rinnovato quanto non augurabile rapporto col PD.  Questo partito rappresenta infatti oggi (anche se non nella percezione di molti dei suoi militanti ed elettori) la migliore soluzione per i “poteri forti” che – scottati dal protagonismo reazionario e populista di Berlusconi- hanno ormai un evidente bisogno di una forza che sappia “cloroformizzare” il conflitto di classe e, al tempo stesso, “neutralizzare” qualunque evidente contraddizione. Il PD sarà, in sostanza, obbiettivamente funzionale a questo sistema capitalistico certo proteso alla massimizzazione dei profitti ma  intelligentemente attento alla ricerca di una “pace sociale” che blocchi una qualunque risposta od organizzazione da parte delle classi popolari.

Per questi motivi serve avviare da subito una riflessione analitica ed un processo organizzato che sappia essere per le classi subalterne un vero punto di riferimento.

La questione comunista emerge oggi con prorompente evidenza, anche perché dove non vi sono partiti comunisti organizzati ed influenti nella società,  come in gran Bretagna e stati Uniti, di fatto non esiste la sinistra.

Lo stesso risultato elettorale ci dice che anche da noi senza il partito comunista la sinistra scompare.

Un processo di costruzione che deve avere al centro la vicenda del lavoro, con tutte le sue attuali contraddizioni. Per riuscire a collegare con un “filo rosso” tutte quelle particolarità che oggi rendono lo sfruttamento del lavoro ancora più generalizzato che nel passato, dal lavoro dipendente ai ceti medi proletarizzati, dalle nuove forme di disoccupazione intellettuale alla precarizzazione permanente.

Tre sono i cardini della discussione che, schematicamente, dovremmo affrontare:

Una nuova riflessione e pratica dell’antimperialismo nell’era della globalizzazione capitalistica, sia nei confronti di quello americano, dominante,  che di quello europeo, nascente.

L’alternatività all’americanizzazione della politica  e quindi al Partito  Democratico, appunto per una alternativa di sistema e di società.

Una nuova soggettività dei comunisti, cui possano partecipare tutte e tutti coloro che intendono impegnarsi per il superamento di questo modello di società, al di là delle attuali, e certo non autosufficienti, organizzazioni di appartenza. Un percorso che voglia sperimentare  forme nuove rispetto alla politica attuale (critica ai processi di personalizzazione e incentivazione alla direzione collegiale, superamento della politica come mestiere, revocabilità degli incarichi di direzione sulla base della valutazione dei risultati ottenuti e molto altro ancora).

Come vedete un nuovo inizio, per cui servirà l’intelligenza di tutti e l’impegno di ognuno.

 

di Marco RIZZO

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Abbiamo tanto perso che quando mi è arrivato  dall'Istituto Gramsci l'Appello da firmare mi sono detta.... a che pro? tanto non cambia  nulla e domani sarà come ieri e oggi come... tutti gli altri giorni. Discutevo di politica da bambina quando dicevo in casa "i soldi non sono l'unica cosa importante al mondo" e mi rispondevano "sono importanti, vedrai..." e non volli mai credere ...Oggi non credo ancora, ma vedo che chi CREDE o dice di CREDERE al Dio quattrino sta legato alla sua seggiola con i suoi simili e noi illusi ci mangiamo parole dette da bambini, e con quelle non ci sfameremo mai.   Tutti i giorni vergognosamente leggo di chi si batte per avere di più, per intascare il più e il meno di chi non ha e impotente mi domando: debbo continuare a combattere questi mulini a vento che mi accompagnano da sessanta annni, che mi accompagnano da quando sentivo che la carne veniva comprata al mercato nero per sfamarmi e poi  dopo mi sono presa una  anemia perniciosa che mi ha tenuta in un letto per nove mesi e nutrito a bistecche di cavallo..?...che odiavo e che mi facevano pensare "come faranno quelli che non potranno comprarle?" " vedi i soldi sono utili!!!!!" e mio padre era uno di quelli che ha sempre pagato le tasse che doveva ...e sua figlia pure poi...e ancora ora....pensionata statale... e se potessi fare un bilancio per la dichiarazione, sarei capace di non falsificarlo? Forse sì ...perchè sono una delle ultime coglione rimaste in circolazione sposata ad un coglione e con due figli coglioni...con una malattia non riconosciuta dallo Stato (ma lo debbo scrivere con la Esse  maiuscola? serve?)...ma allora siamo rimasti solo noi quattro?  

Angela (non sono così importante da denunciare un cognome:..)

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Più semplicemente, ma non vuole esser una battuta, hanno perso perché i consensi li hanno presunti senza guadagnarseli: tipico di una parte della sinistra. Grande arroganza culturale e incapacità di osservare ed esaltare le diversità territoriali del nostro Paese. Non sono errori da poco e come ha detto forse il più intelligente tra gli oppositori (tale D’Alema) occorreranno dieci anni per rimediare.

Per altri eventi come quelli romani poi anche più recenti, la storia nulla insegna. A volte non basta invertire i nomi sulle poltrone e sperare che nessuno se ne accorga. Suvvia ci sarà tempo per  meditare. Non è una tragedia ciò che è accaduto a Roma quasi come se tutti i destini della Nazione dovessero per forza di cose dipendere da questa capitale e che diamine!

Troveranno pure qualcosa da fare al bravo Rutelli… magari riportare in garage il pullman di Veltroni che tanti sorrisi ha dispensato alla Nazione.

Apprezziamo la semplificazione: niente destra… estrema, niente sinistra… estrema, niente partiti ombra determinanti, niente ricatti. Solo due partiti: PD e PDL che sia alterneranno alla guida. Una volta a te e una a me, una a me, una a te e così via… che meraviglia! Tutto in ordine, tutto sotto controllo e tutti sotto controllo (sic!) , da perfetto paese anglosassone, senza sobbalzi, senza clamori… calma piatta insomma. Partiti unici, partiti omogenei, grandi, estesi che tutto sanno e tutto e tutti rappresentano…uh che bellezza!...uh! che tristezza!...ma la storia va avanti e nel nostro Paese i personaggi tuttofare o i principi non sono durati tutta una vita. Siamo diversi e per fortuna molti non omologabili, non prodotti in serie. Liberi pensatori che preferiscono camminare a piedi senza accettare passaggi né sui pullman, né voli di compagnia di bandiera.

BRUNO

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brucia tanto.............

mara

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Abbiamo perso per il semplice motivo che non siamo stati capaci di educarci
e di educare gli altri a governarsi da soli. La Seconda Guerra Mondiale ci
aveva dato la chance di riconoscerci meglio e di più una sola nazione con i
propri colori culturali e geografici e la Resistenza ci aveva dato in mano
le carte per giocarci il futuro nel modo che avremmo scelto liberamente
senza bisogno di leader “popolari” di Duci e di Re. Io guardo sempre altre
nazioni giovani quanto l’Italia e di misura quasi uguale e rimango deluso a
vedere come, ad esempio, la Germania già pochi decenni dopo il ’45 cominciò
a rimboccarsi le maniche e a crescere in civiltà e cultura, pronta al nuovo
e al progresso che viene dall’unitarietà degli intenti. E noi? Niente!
Abbiamo dormito, ci siamo affidati agli aiuti dal di fuori, abbiamo usato
vecchi spaventapasseri perché riprendessero in mano tutto e trovassero
ancora una volta il modo per mungere denari e ricchezze dalla gente che
lavorava. Oggi una generazione è ormai passata e invece di aver prodotto una
nuova onda veramente democratica, ha prodotto un nuovo leader, un nuovo Dio
in Terra, appoggiato da tutte le forze elitarie come gli industriali da
pochi soldi che non sanno reagire alla concorrenza estera dei partners
europei e le forze ideologiche cattoliche specialmente che hanno sempre
avuto paura di essere messe da parte da ideologie migliori e più popolari!
La nostra cultura è in decadenza: I giovani non si informano e non studiano,
vivono di apparenze e di bellezza esteriore, di divertimenti vuoti di
contenuto e perciò devono appellarsi alle culture europee più avanzate per
essere alla pari con gli altri e la cultura italiana si è ridotta a
monumenti dell’antichità, parmigiano e pizza, moda e… basta! Insomma siamo
un grande cimitero da visitare, ma dal di dentro non viene più nulla perché
la scuola è insufficiente a produrre curiosità e ricerca e senza  questi
elementi non si può progredire. D’altronde le classi elitarie non hanno
interesse ad un miglioramento di queste condizioni perché sanno che ciò
vorrebbe dire perdere la propria supremazia e dunque lasciano che tutto
continui a scorrere in quelle letto di fiume inquinato che è l’Italia di
oggi. La ricetta è semplice: Lanciare slogans, assurgere a carismatici
condottieri contro un nemico che non esiste per potere tenere assoggettati
tutti. Questo è la cleptocrazia italiana: Una mafia eterna che si erge a
difensore dell’italianità riconoscibile solo in valori del passato contro un
supposto nemico e che quindi vuole essere mantenuta per questo suo servizio
di difesa… Il nemico? E’ semplice trovarlo quando la sinistra non è più
individuabile come forza innovatrice, ma solo come litigiosi compagni di
bisboccia interessati più agli schemi ideologici che all’azione concreta e
unitaria. Un popolo non si conquista con le armi o con i dolcetti, ma
ideologicamente e la sinistra non ha saputo, dopo Berlinguer, costruire
ideali credibili. Tuttavia ciò è secondario rispetto all’eclatante
credibilità delle forze elitarie di destra che si spiega soltanto con l’
ignoranza dell’elettorato a governarsi da sé, alla poca esperienza
democratica già a partire dall’interno delle famiglie dove ancora c’è il
padre padrone, il prete, il dottore, il maresciallo, Colui che sa!

Ciao
Aldo C. Marturano

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mi auguro che aver perso..abbia reso consapevolezza...a chi ancora non aveva capito la difficile situazione...
anche se la propaganda mediatica partita con il boom economico degli anni 60 abbia sottilmente e incisivamente segnato gli animi e le culture quotidiane, la violenza culturale è stata istillata goccia a goccia,  giorno dopo giorno tanto che mia madre mi diceva che il mio latte non aveva sostanza come quello artificiale...(mia figlia ha 4 anni e io l'ho allattata fino a quasi due anni)e io sono nata proprio in quegli anni (1961) ...
mia madre era una contadina...e sosteneva che Berlusconi si era fatto dal niente...
e io a spiegarli che invece si era fatto grazie al furto legalizzato delle tasse, alle massonerie deviate, ai politici corrotti...
mia madre ancora vittima della cultura che ci vuole mogli a uomini "perbene" e benestanti...questa più antica ...
Io da parte mia....ho cercato la verità che non vede a occhio nudo...e so da che parte stare....con la mia piccola lotta quotidiana...la mia politica di donna e madre....
grazie delle cose che scrivi...mi aiutano a non perdere il mio cammino


caterina

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abbiamo perso, sì!  Ma non parli di quanti, invece di intervenire
all'interno delle organizzazioni di sinistra, e c'era tutto lo spazio
per farlo, sono rimasti a guardare e a criticare senza nulla apportare
e fare per cambiare. Non parli di tutti i " grilli parlanti" che certo
non hanno fatto le manifestazioni per la pace e per la palestina, ma i
"Vaffanculo day" senza costrutto capaci solo di allontanare la gente
dalla politica e a non costruire niente di niente. Non sono andati a
votare..... si sentono forse perciò "duri e puri" e contenti di ciò che
abbiamo qui???  Dove è stato il costrutto di tutto questo "siete tutti
uguali" è servito a distruggere tutto e a non costruire assolutamente
niente. Da tanto assistiamo a un "non fate niente" da parte di gente
che fa ancora meno. Sono una compagna di un partito comunista, uno dei
tanti, ma sono in piazza in sezione tra la gente 12 ore al giorno, in
ogni mio momento faccio politica nel mio quartiere e lotto per gli
immigrati, per la pace, per la palestina contro la legge trenta e ho
votato l'arcobaleno, e ho dovuto votare Rutelli che le molle al naso,
anzi con la mascherina. ma ci sono e ora voglio ricostruire e non me ne
frega niente di criticare senza proporre nulla, sono comunista e
intendo dirlo finchè avrò voce e finchè ci sarà uno solo ad ascoltare i
miei perchè.
Se tutti quelli che criticano e hanno criticato, se tutti
quelli che non hanno votate, se tutti quelli che puntano il dito
fossero all'interno di "qualcosa" per costruire non saremmo qui.
Pensaci

Linda Federici

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Io ho pensato che per l'ultima volta volevo votare un partito con
all'interno, almeno, la parola "SINISTRA" e così è stato.

Mi piacerebbe sapere però adesso , secondo te da cosa  come e con chi
ripartiamo?Io non voglio rassegnarmi a diventare come l'America:
straricchi, strapoveri,
bigotti cattolici e spregiudicati assassini (se non fisicamente almeno
moralmente),
con un 30% che governa e gestisce tutto, insieme alle televisioni e
 un 70% che non decide nulla, ma va bene così.

Siamo ancora in tanti che non vogliamo rassegnarci , ma passato il monento
di smarrimento e amarezza , non possiamo lasciare tutto il nostro "sano"
patrimonio culturale,
civile e sociale che ci è stato regalato dai nostri padri, dai nostri
nonni, nelle mani
di "canaglie che plaudono "all'eroe Mangano", ma ti rendi conto ??

Dai forza riprendiamoci quello che è nostro. Ciao, un abbraccio, a
risentirci.

Luisa

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Nel leggere questa tua meil mano mano mi girava nella testa quella bellissima canzone di Gaber: qualcuno era comunista perche'.......!!!!!! Io sono comunista, ma adesso non va'piu' di moda chiamarci compagni, ne tantomeno COMUNISTI !!!!!!!! Siamo "Liberal" Ecco secondo me perche' si perde e perche' abbiamo perso, il senso di appartenenza, il senso di essere tanti , il senso di essere popolo, popolo di sinistra, popolo comunista!!!!!!!! Non e' piu' di moda !!!!!!!!! L'altra sera sentivo in televisione il discorso di un mio vecchio compagno di scuola ora e' onorevole o deputato non so' per i diessini si chiama Pino Battaglia, parlava bene, ma ......mi ha mandato sms "solo" per ........!!!!!!! Ed io sono la sua compagna di classe operata al cervello !!!!! Io sono la sua compagna di classe handicappata legge 104 art. 3 comma 3 , io sono, io sono la scema che ad ogni assemblea Telecom prende la parola e si infervora per i problemi dei colleghi dello stipendio delle storture !!!!!! Io sono la cretina che ha chiesto di essere trasferita ad una sede di lavoro vicino la propria abitazione con il beneficio della legge 104 e........per me non c'e' posto !!!!!!!!! Io sono ......quella che ancora nonostante tutto crede ancora che il comunismo, o meglio l'antagonismo ai fascisti che davvero stavolta si nono presi tutto , Governo centrale, Roma con alemanno e............non so' quanti altri comuni e regioni ,crede ancora che ci sia posto per chi come me crede ancora in un mondo migliore, dovenon si debba piu' morire nelle fabbriche e sui posti di lavoro, e tutto cio' accade ancora che accada poi sotto i governi di sinistra e, o cosi definiti, e' inaccettabile, poi le lacrime di Occhetto , di D'alema di Fassino di chiunque altro porti in pubblico la bandiera di Sinistra ma non abbia piu' la voglia o il coraggio di sentirsi e di gridare sono comunista , quando si vedono le svastiche i pugni di ferro e quant'altro per le stade del paese, e' a di poco spaventoso !!!!!! Ora ti abbraccio forte COMPAGNA ; sperando che ti faccia  piacere essere chiamata ancora cosi' !!!!!!!

Un abbraccio dalla Compagna Marina  ( Forse ora potremmo cominciare a sperare di Vincere di nuovo )

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SIAMO TUTTI EXTRAPARLAMENTARI

 

I risultati del terremoto politico del 13 aprile disegnano uno scenario ben diverso dal consueto. Ma la novità (purtroppo) non è la vittoria delle destre (ampiamente scontata al di là della meramente propagandistica “rincorsa” di Veltroni), né il successo della Lega (che già due volte, in passato, aveva superato gli indici attuali). Il successo berlusconiano era previsto perché preparato da un governo vergognosamente appiattito sulle compatibilità con il grande capitale europeo e nazionale, e reso possibile dalla incompetenza (ma anche dalla connivenza) assoluta del ceto politico della sinistra cosiddetta “estrema” (sic! – vd. la presidenza della Camera barattata per il programma). Pressoché nulla di quanto promesso è stato realizzato: non una legge sul conflitto d’interessi; non l’abrogazione delle leggi ad personam o di quelle a favore degli inquisiti; non l’applicazione delle sentenze europee contro lo strapotere televisivo di Mediaset; non l’eliminazione drastica della controriforma della scuola; nulla per l’ambiente (neppure il rispetto dei parametri di Kioto); scalfite appena la Bossi-Fini sull’immigrazione e la sudditanza assoluta agli USA; pressoché intonsa la legge Biagi; nessuna revisione della linea seguita dal primo governo Prodi-D’Alema in termini di limitazione del diritto di sciopero e di monopolio dei diritti sindacali in favore delle OOSS concertative; tutto il “tesoretto” a Montezemolo ed ai suoi amici... La sinistra non solo si omologa (e poi perde), ma lo stesso Partito Democratico (in verità sempre più di centro) si rende ben disponibile ad invasioni ed occupazioni dall’esterno: il fenomeno del dipietrismo ed il giustizialismo (in genere) non possono diventare “di sinistra” soltanto perché (paradossalmente) vengono preferiti a quel che resta del Partito Socialista.

E’ invece evidente che la Casta della “Sinistra l’Arcobaleno” non immaginava neppure lo tsunami che l’avrebbe investita, tanto che Bertinotti, appena quattro mesi prima delle elezioni, aveva dato disponibilità ad una modifica costituzionale di tipo tedesco (sbarramento al 5%), mentre ha raggiunto a malapena il tre. Il dato rilevante è quindi la sparizione dal parlamento di ogni residuo del partito togliattiano, cosa inusitata in Italia (che dell’esistenza dei Verdi non s’era mai accorto nessuno...  solo i magistrati che indagano su viaggi e capricci di Pecoraro Scanio).

La prima cosa che emerge è il crollo delle dighe endogene: il mito operaio non tiene più. Ma anche questa è cosa già vista. Coloro che s’interrogano stupiti sulla trasmigrazione di un quinto dell’elettorato “comunista” verso la Lega, dimenticano quanto già successo da tempo, ad esempio in Francia, con interi quartieri proletari passati dal PCF a Le Pen sotto l’impatto della guerra fra poveri e delle contraddizioni (sicurezza) innescate dallo sfruttamento selvaggio dei fenomeni migratori.

Per la sinistra nostrana è un evento che scuote dalle fondamenta certezze date per scontate da più d’ottant’anni: chi dimentica la sicumera del vecchio PCI, il cui ultimo militante era “per statuto” sempre pronto a distribuire sprezzanti lezioni di sagacia politica? Come possono capacitarsi, ora, che non sono neanche più capaci di guadagnare un seggio alla Camera? Anche perché è ormai chiaro a tutti che la debácle non ha origine solo nel “tradimento” della “svolta a destra” del PD, nello schiacciamento, nella chiamata al “voto utile” contro il faccendiere di Arcore, bensì in qualcosa di ancor meno accettabile e metabolizzabile per quel che resta dell’apparato comunista. Fuor di contingenza, si tratta ormai dell’esaurimento totale della ragion d’essere della scuola politica marxista nella sua interezza (fatte salve le residue ragioni dell’analisi economica). Un problema non più risolvibile con edulcorazioni, ingegnerie o con il semplice richiamo all’identità o alla pura proposta (ri)organizzativa. Se è vero che l’assenza dei simboli tradizionali dal logo dell’Arcobaleno non ha “aiutato” in visibilità, è però preminente un malessere di fondo, non recuperabile con l’ennesima (“nuova”) costituente comunista, ridotta ormai a mero richiamo della foresta per gli ultimi branchi (molto sparsi) di quel che era una volta la specie dominante a sinistra. Gli schemi e l’immagine sono sempre più desueti ed impresentabili: il fine che giustifica i mezzi, la dittatura di partito e del (sul) proletariato (in funzione di capitalismo di stato), mera riproposizione acritica di categorie ultradigerite dalla storia, come l’operaiolatria. I nuovi gruppi dirigenti sono invecchiati in fretta e la senilità impedisce loro di vedere oltre le usuali dietrologie, oltre la logica dell’accerchiamento e del complotto. Non ci sono solo la “americanizzazione” dell’elettorato, gli effetti perversi di una certa “globalizzazione” (delocalizzazione e mutamento della figura stessa del produttore) o la perfidia della CIA: è il senso comune a non accettare più le vecchie ricette.

Certo, non si tratta di una crisi ragionata e assorbita razionalmente dall’elettorato della falce e martello, ma gli elementi di una profonda rottura interna – tipica di quei casi in cui si decide con lo stomaco – ci sono tutti!

Stiamo dunque parlando della “svolta elettorale” più significativa, quanto, per ovvi motivi, la meno analizzata dai politologi dopo queste elezioni: “travasi” a parte, dei due milioni ed ottocentomila voti rossi che mancano all’appello e fatta la tara di quel poco che hanno raccolto le due mini-scissioni del PRC (comunque determinanti nella sparizione dei seggi), buona parte sono finiti nell’astensionismo. Un astensionismo che continua a crescere, concentrandosi però questa volta (com’era inevitabile dopo la disillusione totale del governo Prodi), soprattutto a sinistra.

Il rischio di tutto ciò – oltre ai danni irreparabili che il “popolo delle libertà” produrrà inevitabilmente (ma che sono in linea con quanto già visto con il “centro-sinistra” ed il pensiero unico) – è l’assenza di analisi, e quindi l’assenza di un nuovo necessario protagonismo (quello della sinistra libertaria). E’ evidente: l’astensionismo in sé non serve se non ci si lavora. Mai come oggi s’è data (dunque) la necessità di “ragionare di politica”.

Stiamo per entrare in un periodo particolare ma delicato, nel quale la rappresentanza (in assenza di mediazioni istituzionali) diverrà più diretta: il ruolo della “piazza” sarà centrale. Ma siccome la presenza di piazza non è cosa fine a se stessa, diviene determinante la capacità di proposta politica: quel che resta del tardo-bolscevismo giocherà le sue carte nel tentativo di “ricondizionare” le masse per stabilire un’egemonia capace di riportare la falce e martello nel Palazzo, per ridiventare mediazione istituzionale. Ma sbaglierebbe i suoi conti chi pensasse che è solo la radicalità degli slogan e dei comportamenti esteriori (nella quale sconfitti ed orfani cercheranno l’ultima spiaggia dell’identità) il veicolo della ripresa di protagonismo: all’alba del Terzo Millennio contano finalmente molto di più la genuina radicalità delle idee e del progetto. Essere rivoluzionari è elemento d’identità, ma soprattutto nella proposta. Per due motivi. In primis perché per affermare la necessità del cambiamento bisogna saper dimostrare di poter e saper ottenere dei risultati hic et nunc (per vincere bisogna convincere). Secondariamente perché c’è bisogno di un’inversione della prassi. L’antipolitica non è una novità: negare l’autonomia della politica lo è, ovvero dimostrare di saper davvero subordinare la politica all’etica. La qual cosa prevede anche delle capacità di studio ed osservazione che non stanno certo nella semplice negazione del ragionamento politico. Occorre la capacità di mettere in atto il gradualismo rivoluzionario, proporre sistemi di riorganizzazione ed aggregazione, di autogestione e prima liberazione (anche culturale), immediatamente praticabili dalla (e nella) società civile. L’egemonia delle idee non è egemonia politica nel senso negativo del termine – ovvero l’imposizione di eterodirezioni che sono solo una variabile del potere – ed occorre saperla praticare. Allo stesso modo, non è l’egemonia dei fatti da criticare, ma quei fatti che tendono solo a stabilire l’egemonia (di un gruppo dirigente autoreferenziale). Speriamo di non rivedere invece (e di nuovo) predicazioni (ed imposizioni) ancora indirizzate a riproporre lo scontro per lo scontro, deviazioni del tutto simboliche dell’immagine e della realtà (molto più complessa) dello scontro sociale, che danno il senso dell’involuzione.

Occorre ripensare e rimettere in campo in grande stile la proposta comunalista, se si vuole togliere spazio all’adattabilità ed al lobbysmo politico anche e soprattutto locale, vero dominio del voto di scambio e dell’accettazione della delega di potere in cambio di favori e sudditanza. Ma su questo terreno si giocano – più in piccolo e con minori responsabilità, eppur sempre con un ruolo incistato nel panorama clientelare – anche alcune delle ultime chances per quel che resta dell’apparato istituzionale dell’Arcobaleno, rimasto con poco contante e pochi favori da distribuire a livello nazionale. Da tale punto di vista, occorre aggiungere che anzi la vera crisi comincia adesso (con le relative diaspore).

Occorre ripensare l’organizzazione (ed il suo ruolo), quale strumento duttile ma coordinato seriamente a livello nazionale, un’organizzazione che, anche se la si vuole “leggera”, richiede comunque un sacrificio della “criticità assoluta” così come dell’autoreferenzialità dei piccoli gruppi e dei singoli individui. Ma l’elemento fondamentale di ogni entità collettiva è un vero (creativo e produttivo) senso d’appartenenza: senza impegno, sforzo strategico e progetto, non c’è capacità di convinzione, non c’è protagonismo né utile politico.

Occorre ragionare di anarcosindacalismo, soprattutto in una situazione nella quale i sindacati genericamente “alternativi” restano privi di padrini politici o vedono almeno incrinarsi il legame con partiti e partitini che hanno preteso sinora di utilizzarli come cinghia di trasmissione e/o gruppo di pressione su “mamma” CGIL a trazione PD (sempre preferita perché prodiga di distacchi dal lavoro e favori personali), secondo la vecchia logica comunista che ha sempre preteso la subordinazione del sindacato al “partito-guida” di turno. Costruire una vera autonomia del mondo del lavoro è l’ultima chance che hanno i ceti subalterni (del lavoro, del precariato e del non-lavoro) per ritornare ad esprimere forme di protagonismo. L’anarcosindacalismo (se dichiarato come tale) con la sua propria autonomia (da ogni stereotipo ed ideologismo di “partito”), assume quindi un ruolo strategico nell’organizzazione del conflitto.

La radicalità non è dunque elemento meramente formale, bensì questione di sostanza e non può prescindere dalla volontà (chiaramente espressa e comprensibile) di farsi intendere e capire, nell’auspicato (e finalmente salutare) sacrificio dell’autocompiacimento (autoreferenziale ed elitario) del ghetto ideologico e/o impolitico. E’ il coraggio di proporre elementi nuovi e sperimentali, elementi non graditi dagli schemi di qualunque ortodossia. E’ necessario unire protesta e proposta, promuovere un agire condiviso e plurale, capace di conquistare spazi, dosare e calibrare l’azione perché sia condivisa e condivisibile: non per “adattamento”, ma per preparare elementi più forti e decisivi di cambiamento. La radicalità non è nella rottura estemporanea, nella marginalità, nell’autocompiacimento dell’appartenenza ad una specie “altra” serrata in un recinto, ma nella determinazione (e quindi nella preparazione) di un cambiamento qualitativamente alto (etico): radicale, appunto.

In quanto ai reduci del comunismo, devono ripartire... dal basso.

Si ricomincia da qui: siamo tutti extraparlamentari. Per noi non è una novità.

 

Stefano d’Errico

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che avevamo già perso quando il cinema di sinistra ha accettato al sua mercificazione proponendo gli stessi valori del potere non solo nei contenuti ma anche nei metodi di produzione che sono diventati subordinati al potere economico e non hanno neppure più cercato  contenuti da esprimere. Quando i registi di sinistra hanno portato le stesse gravatte e le stesse scarpe lucide di quelli di destra , solo un po più casual . Quando abbiamo smesso di rompre e siamo stati rotti. quando le nostre batrttaglie sono state economico referenziali e non per nuovi contenuti dentro e fuori. Ma abbiamo perso???, ma quando mai?? E quando mai avevamo vinto ?? Quarantanni dalla parte degli sconfitti mi hanno insegnato qualcosa a non dire noi ma io quando è una responsabilità e un dovere politico e culturale , a non dire mio ma nostro quando è un diritto imprescindibile e collettivo Ogni volta che sembravamo vicini a vincere mi sono accorto che stavo per morirne fregato dalle consorterie piccole e o grandi , dalle cordate potenti o miserrime dai capetti o dai politicantini dai presidenti culturali ma mai disinteressati dal potere costituito  riprodotto in ogni minima manifestazione pubblica o privata potere oltretutto inutile ed inefficace come tutti i poteri coecitivo e teso al privilegio di pochi come tutti i poteri imbecille ed avvilente

marco capitelli

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Apprezzo il tuo sdegno morale e mi commuove (veramente)la tua esigenza di limpidezza, ma riscontro anche (e ne ho parlato e parlo in tutte le sedi politiche che mi capitano), una mancanza di informazione.

Gramsci diceva, dalle colonne dell' "ORDINE NUOVO",: COMPAGNI STUDIATE, STUDIATE COMPAGNI!

Quanti della sinistra sanno che vi fu un trattato Balfour con cui, l'1 novembre 1917, l'Inghilterra concedeva agli Ebrei fuoriusciti dai suoi confini, fra cui lo scienziato Weissman che tanto aveva contribuìto alla vittoria militare inglese nella 1° guerra mondiale, la costruzione di UN FOCOLARE EBRAICO, sulle stesse identiche terre garantite ai beduini dal genr. Lawrence come ringraziamento per la loro alleanza contro la Turchia (e a fianco di quel gran reazionario del Gran Muftì di Gerusalemme)?

Quanti capiscono che questa guerra mediorientale è una guerra fra vittime - come guerra fra poveri è quella che nei nostri lidi quotidianamente scatena la Lega Nord fra operai e immigrati (proletari di tutto il mondo unitevi?) - essendo gli arabi vittime del colonialismo, gli ebrei vittime del razzismo, e ambedue vittime di un occidente famelico?

Perchè abbiamo perso? Perché, come direbbe, Lenin, non sappiamo "CHE FARE". Ma prime di fare, occorre capire "COSA PENSARE E COSA DIRE".

HANNAH

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Si è perso il senso delle cose ,quelle che interessano tutti
indistintamante, si è persa la capacità di discernere tra bene e male, tra
verità e finzione ,tra laico e chierico ,si è perso il rispetto di sè ,degli
altri, del mondo naturale,si è persa la comprensione di essere parte ,si è
persa la consapevolezza di poter determinare le scelte e la voglia di farlo
. Ognuno perde qualcosa e nemmeno lo vuole sapere.
Prima di ritirarci,chi può,a coltivare cavoli , è ancora possibile credere
ed agire per il riscatto civico di chi ci circonda ,classe dirigente e chi
la vota?


Anita

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E' tutto  verissimo, ma certamente saprai che già ce lo aveva predetto Engels:

Engels: (1884) ... L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato.



Non abbiamo scuse. Ma evidentemente ci va bene così. Ha vinto la vacuità del mercato. Si vede che gli istinti animali che ci dominano hanno il sopravvento sulla ragione.
Inuitle lamentarsi. Temo. E non saprei neanche CHE FARE. Mi sembra che neanche tu lo sai come cambiare il giro dell'aria.
Infatti avremmo perso comunque, e forse agendo con meno chiarezza, e secondo il principio del "come se".
Grazie comunque.


Elio

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Cosa posso dire, non potrei aggiungere nulla a tutto ciò che tu hai così
preziosamente descritto.
Già Moretti ne "Il Caimano" aveva sintetizzato questo pensiero, dicendo che:
" Lui ha vinto comunque, anche quando perde le elezioni, perché ha vinto la
sua cultura" (lui sarebbe "er duca" er du capelli, il Berlusca) sono 25 anni
che vince la sua cultura, 25 anni di dominio assoluto nella cultura
massmediatica. La cosa paradossale è che riesce a far credere a tutti che
lui è la vittima dell'informazione, tutta.
La vera responsabilità di tutta la classe dirigente, della cosi detta
sinistra, è proprio quella di aver permesso che tutto ciò accadesse.
I fenomeni sociali sono sempre molto complessi e mai semplici e non si
risolvono con la ruspa.
Se qualcuno "lui" ha il potere di spianare la materia grigia come una
sfogliatella di lasagne, come può qualcun altro, chiunque esso sia, spiegare
la complessità dei fenomeni sociali: immigrazione, sicurezza, lavoro,
diritti etc...etc... ad un popolo manipolato da oltre 25 anni e che ad un
certo punto capisce solo slogan come: tolleranza zero, tutti a casa loro a
calci in culo, tutti in galera magari anche qualche giudice che s'impiccia
troppo e rompe i ciglioni? La complessità non la capiscono più non è
interessante, è noiosa.


Ad oggi e dopo le ultime elezioni, capovolgere questo andazzo è un'impresa
oramai impossibile, disperata, solo una rivoluzione, e mi auguro che
culturale sia sufficiente ma temo non basti, possa invertire questo
precipizio.


I nostri leader non si sono resi conto che anche quando sembrava fosse "lui"
ad inseguire - vedi le ultime elezioni - in realtà erano sempre loro ad
inseguire. Ma del resto come si fa a non restare abbagliati dalle
sfavillanti gesta di un uomo di cotanto successo? Uno che se indagato per
reati commessi riesce a condannare i giudici che osano indagare su di lui!
Tocqueville, già nell'800, metteva in guardia sui pericoli della democrazia.
La democrazia è una conquista meravigliosa, ma bisogna stare attenti, se una
maggioranza miope, arrogante e ipnotizzata da un bieco populismo, obbliga
una minoranza a sottostare in una condizione di inciviltà ( vedi tutte le
graduatorie, che indicano i gradi di civiltà, in cui l'Europa ci colloca!!!)
Di fatto si tratta di dittatura. C'è poco da dire!!!


Tanto per ricordare, sia Hitler che Mussolini conquistarono il potere
democraticamente, con ampie maggioranze. In alcuni momenti storici, se
qualcuno promette di risolvere tutti i problemi, facilmente un popolo si
lascia abbagliare, ipnotizzare, soprattutto quando la cultura e
l'informazione sta bene sotto i piedi.
In questo momento il mio organismo ha scelto di auto-anestetizzarsi, non
riuscirei, diversamente, a sopportare in modo particolare la cecità di
questo popolo che plaude ai nuovi barbari, ignoranti e delinquenti e che
addirittura agognano di diventare tali.
È davvero troppo!!!


Ciant

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chi percepisce ancora l’eco dei “bollettini di guerra” (dopo oltre 64 anni!), sente il bisogno di ricevere dei “bollettini di pace” quale ossigeno per la sua speranza (di vedere un mondo migliore). La violenza insita in società come la nostra (nelle quali i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri diventano sempre più poveri: basta avvicinarsi alla Caritas in certi giorni di ogni mese) è stata strumentalizzata, a fini elettorali, come richiesta di sicurezza-“ordine pubblico” risultando prolifica di consenso.

Consenso proveniente anche da quello che tu ben rappresenti.

Su quel tipo di strumentalizzazione della violenza noi non siamo stati d’accordo: l’abbiamo detto, continuiamo e continueremo a dirlo.

In calce trovi il testo completo della lettera già ricevuta dal presidente del Senato e della Camera: devono rompere l’immorale silenzio sui morti e feriti per incidenti stradali: una immensa carneficina molto piu' tragica di quella di una guerra.

Abbiamo comunicato loro che non accettiamo la strumentalizzazione del termine sicurezza riferito esclusivamente all'ordine pubblico, alla lotta alla criminalità, a certa pulizia etnica.

 

Cordialmente.

 

Vito De Russis

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che aggiungere? in quello che hai scritto c'è tutto. No,
esagero... ma se non fosse tutto - oggettivamente, non potrebbe esserlo - è
pur sempre tanto, è una poesia che sa tanto di realtà. E' un'amarezza che
pone un cartello "stradale" all'imbocco della strada senza uscita. La strada
resta... lo sbarramento alla fine pure. Ma almeno il cartello avverte di
quanto ci attende oltre la prospettiva del presente. E chi vuole respirare
ancora un po', chi vuole far respirare gli altri, ha modo di riflettere per
un attimo... poi, naturalmente, la scelta resta a ciascuno di noi.
Grazie per la tua poesia triste come questi giorni. Grazie per la meditata
gioia che filtra in chi intravede una possibilità (sia pure essa piccola
piccola) di venirne fuori... finché ci sarà una delfina tanto umana, o
meglio una donna tanto abile nell'immedesimarsi in una delfina, in una
nuvola, in un messaggio.
Grazie, continua così... un bacio per te,


Angelo

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Non credo che si possa far politica ritenendosi più belli, più bravi, più intelligenti, più istruiti di chi non la pensa come noi e poi piangersi addosso perchè siamo più belli, più bravi, più intelligenti, più istruiti e la gente non lo capisce e preferisce i comunicatori da drive in.     Una cosa è certa: la sinistra che rappresenta (o dovrebbe) le istanze, i problemi, i dubbi di chi nella sinistra storicamente intesa si riconosceva non esiste più, o comunque non ha rappresentanza. Non esiste più perché non ha peso economico, non esiste più perché non ha banche o grandi imprese, non esiste più perché si deve essere tutti belli, andare tutti in crociera, avere il certo televisore, la certa macchina, essere fascinosi eccetera eccetera. La sinistra non è fatta da radical scic in loden ed attico, intelligenti ed istruiti, già comunisti della domenica, intellettuali illuminati. Ci sono (o c'erano) fasce di popolazione che non si preoccupava dell'eterodossia del certo regista, scrittore, commediografo: la loro condizione non lo permetteva, il lavoro li demoliva, debilitava, ma non per questo rinunciavano a sognare un mondo più giusto, più equo, e anche a impegnarsi perché questo sogno potesse diventare realtà.     Dagli anni ottanta in poi abbiamo assistito al progressivo processo di imbarbarimento e instupidimento della gente: il cittadino non è più persona, ma cliente da convincere a comprare; la sensibilità, la facoltà di analisi e critica è stata bombardata, più o meno velatamente, dalla politica del panem et circenses: gossip, veline e calciatori occupano e preoccupano più delle morti bianche; i media non sono più filogovernativi o d'opposizione, sono tutti allineati e coperti, e l'articolo di Luana, che pur sembra una persona che ragiona, lo dimostra. L'informazione indipendente (per esempio Indymedia) viene costantemente soffocata e le notizie scomode non trapelano o argomenti e problemi che meriterebbero un dibattito ampio, perché di interesse generale al di là delle convinzioni o divisioni politiche, vengono presentati solo quando è già stato deciso cosa fare, vedi le grandi opere pubbliche di grande impatto ambientale o sociale o partire per una guerra o sottoscrivere trattati.     Alla politica del cittadino non  importa nulla, o almeno questo sembra. Il ruolo di chi doveva comunicare ed informare è diventato quello di dividere e rendere egoisti, impaurire, creare ad arte gli stati d'animo che poi legittimino l'applicazione di decisione già prese che devono apparire però legittimate dall'opinione pubblica.     A quarant'anni, cresciuto negli anni ottanta e novanta, ho queste sensazioni. Non m'aspetto grandi concessioni dall'alto, da nessun relativamente alto se ne voglia attendere. Credo nell'impegno e nella sensibilità dei singoli, dei gruppi più o meno grandi. Credo poco o per niente alle adunate oceaniche, di qualsiasi natura siano, costantemente strumentalizzate da chi poi sale sul palco ad arringare il popolo. I grandi temi internazionali, gli equilibri politici ed economici, vengono discussi e gestiti da chi si preoccupa solo del proprio prestigio, del proprio capitale, del proprio potere. Non so quale giovamento poi ne traggano, se non quello di conservare i privilegi che hanno, e la cosa mi sembra abbastanza meschina. Ma forse appartengo alla categoria dei perdenti, o a quella dei sognatori...  

Saluti   Luca Brogin

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Hai perso, avete perso perchè non capite ancora che prima di tutti "fare politica" significa essere umili e sapersi confrontare con tutti (eventualmente salvo che con violenti, prepotenti e ladri patentati, che forse sono categorie più "psichiatriche" che della politica, anche se purtropo in Italia troppi ce ne sono da far pensare che siamo un Paese più che altro bisognoso di curare psiche e "spirito").   Hai perso, avete perso perchè da anni non capite che "fare politica" utile alla POLIS significa esercitare diritti di cittadinanza per UNIRE, NON DIVIDERE, per risolvere i problemi avvertiti dalle persone, significa farsi carico delle contraddizioni per interpretarle, per risolverle in sintesi più avanzate, attraverso il confronto aperto, NON SPOCCHIOSO e SENZA PREGIUDIZI!  

Cara Luana, faccio un solo esempio: la sicurezza è tante cose (è vero è anche e soprattutto un problema culturale) ma non si può negare che SICUREZZA E' INSIEME TANTE COSE, se si vuole assumere e confrontarsi con i problemi concreti o anche solo con i problemi PERCEPITI dalla gente= - poter camminare tranquilli in strada il giorno e la notte e dovunque - lavorare conoscendo ed evitando al massimo i rischi di farsi del male - fare città ospitali e a misura di esseri viventi, dove uomini e donne, bambini e vecchi non rischino di essere investiti da una macchina o di morire di smog o di rumore se vanno a piedi o in bicicletta - fare città e quartieri dove si ritrovino non solo i templi del consumo e del commercio, ma anche riferimenti ambientali, culturali, storici, sociali: piazze, monumenti, spazi verdi e giochi, asili, scuole, presidi sanitari, centri sociali e culturali, vigili di quartiere - Etc...   Questo farsi carico della complessità senza rancori e pregiudizi, questo farsi carico e cercare/trovare le soluzioni nel confronto aperto ALLA COMPLESSITA', senza sottovalutare i problemi di tutti, QUESTA E' LA SOLA POLITICA BUONA CHE POTREBBE ... un giorno ... ANCORA TORNARE A VINCERE  

Simone Sani


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se prima i giovani erano tutti "bamboccioni" (analisi di una fenomenolgia che invece di studiarne il recupero è stata fatta emblema di accusa sociale) oggi invece siamo tutti "fannulloni".
Nei posti di lavoro si respira già aria di rinnovamento..finalmente gli infami vanno a caccia di streghe e stregoni (nuova analisi superficiale) andranno tutti ad accurare il vicino di "lavorare meno di chi li accusa" (è così che ci si salveranno... davanti ai provabili accusatori..."sono io che ti accuso prima di te").
Povera italia, ne vedremo delle belle - e non solo - il governo attuale per essere più bravo del precedente cercherà povere vittime da sacrificare, Il peggio deve ancora venire - l'opposizione metaforicamente diventa ombra e praticamente sarà fedele al proprio padrone altrimenti come potrà sedere accanto al "re" ma virtualmente si illuderà di essere dialettico per il bene comune (i votanti???).
Così diventiamo tutti democratici...tutti uguali ....fatti con lo stampino .....accusatori .....e vincitori....poveri giovani che vi porterete dietro una società succube e servile, dove dovrete stare attenti a non accumulare debiti - fin dal primo giorno di scuola...tanto i figli del padrone vanno alla scuola privata e lì state sicuri che con quanto pagano accumuleranno solo crediti per un futuro splendente e veloce. La frase di Simona Ventura "Guardatevi alle spalle" diventerà una frase educativa?  e forse come in Giappone. ..i giovani si daranno fuoco oppure daranno il via ai suicidi di massa? invece di andare alle manifestazioni di lotta molti preferiranno le manifestazioni di morte? Dobbiamo ora tirare fuori la controinformazione. Dobbiamo insegnare ai giovani a difendersi come negli anni settanta. Ricordiamoci che alcuni grandi uomini come Pavese,Tenco (la lista è molto lunga), hanno lottano per affermare dei principi diversi  ma poi sono stati uccisi da una società superficiale e corrotta (raccogliamone il messaggio ma facciamo in modo che non avvenga nuovamente). Preferisco la lotta alla sconfitta.
Grazie di avermi ascoltata, sono delusa ma ancora combattente (per salvare il salvabile) come te.

Silvana Grippi

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"se i popoli stanno bene nel proprio paese difficilmente prendono le valige per andarsene…"
 infatti la mia soluzione è fare le valige e andarmene... M

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Abbiamo e hanno perso perché la SINISTRA è morta e sepolta, quando hanno cambiato il simbolo, c'era già aria di sepoltura... Ma sai che ti dico? Io sono  contenta che abbiano preso sto schiaffone, gliene avrei dati tanti io!!! Mi dirai ma ora ci tocca sto governaccio....bene, per dirla alla Montanelli, bisogna quindi che la "maggioranza" che l'ha votato se lo becchi per prima!!!  "Montanelli: Mi auguro, adesso naturalmente scandalizzerò tutti, la vittoria di Berlusconi, perché Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. Per guarire di Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi. Bisogna vederlo al potere e io credo che il ribaltone fu la più grossa sciocchezza che abbia fatto l'Italia."(da un intervista di Enzo Biagi del 2001...)   Non è cambiato nulla! la gente è stata lobotomizzata!!! sia a destra che a sinistra le persone delegano i soliti noti perché gli dicano come pensare, hanno svenduto il proprio cervello!!! e quando  Grillo urla le nostre rabbie, lo denigrano perché fa Paura.....loro ne hanno paura perché se tutti ci svegliassimo e gridassimo con lui, si cacherebbero sotto! Altro che qualunquista, altro che tutte le menate che dicono su  di lui... Hanno detto, dopo quella bella e onesta ultima azione del viscido Visco di mettere on line i redditi...che Grillo,cazzo, guadagna un sacco!!! E allora??????????????''''''' e allora??? perchè Totti può guadagnare  il triplo di Grillo ma nessuno si scandalizza??? perché invece che il cervello usa meglio le gambe? perché è la droga di molti tifosi? perché intorno a lui ci sono giri di miliardi??   Noi nel frattempo, dobbiamo pensare veramente a ricreare una Politica che abbia un'Etica, un Senso, un Ideale, che si funzionale allo sviluppo del nostro Paese che è quarto mondo!!!! Se e quando dovessimo uscire dalla Dittatura che ci hanno imposto, chi mai potremmo votare? quando mai troveremo una CLASSE DIRIGENTE idonea? Avremo mai più qualcuno con i coglioni fumanti che riesce a fare una minima cosa per il Paese?? Il problema vero è proprio questo: chi cazzo possiamo sognare che Governi? non esiste!! speriamo in qualche arrivo di Extraterrestri, almeno forse loro sono più evoluti....ma se tiguardi intorno, fra i terrestri presenti in Parlamento, ti viene da piangere.... che dire Luana, io ormai ho 62 anni e la vita me la sono vissuta, a me fanno tanta pena i giovani che già stanno male ora, figuriamoci fra un po'.....

Marina

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Condivido parte delle tue obiezioni, ma penso anche che gran parte della nostra sconfitta sta nella fallimentare esperienza di governo in cui noi siamo riusciti ad incidere e a migliorare la vita degli Italiani. Questo è dovuto sicuramente a nostri errori, ma ritengo anche alle resistenze alla realizzazione del programma provenienti dal PD. Penso che ora bisogna tornare a comprendere il disagio della società e ad interpretarlo, radicandosi nei territori e nella società italiana.   Il momento è drammatico, non per Rifondazione o per la Sinistra Arcobaleno, ma per tutto il paese.
Siamo di fronte ad una grave amputazione democratica ed un ritorno aggressivo delle destre (vedi la vittoria di Alemanno a Roma).
Purtroppo l'elettorato ha punito una sinistra che si è presentata alle elezioni come fosse un cartello elettorale, una mera aggregazione di 4 partiti molto eterognei. E' stata percepita come una forza politica vecchia che non ha saputo far emergere il suo progetto alternativo di società, nè ha saputo comunicare proposte concrete per migliorare le drammatiche condizioni materiali degli Italiani.
La segreteria nazionale del partito vuole anticipare il congresso al prossimo luglio, per rinnovare al più presto l'intero gruppo dirigente.   Fausto ha deciso di non ricoprire ruoli di direzione all'interno del partito, ma non ha deciso di non collaborare più. Questo sia per dare spazio ad altri compagni più giovani, sia anche per motivi personali. Penso che le accuse rivolte a lui sieno del tutto ingenerose, dopo che ha diretto il partito fin dalla sua nascita anche nei momenti più difficili.   In tutti i circoli, e non solo, si sta avviando un ampio dibattito sul futuro di Rifondazone e della sinistra in Italia, spero che anche tu potrai contribuire a questo dibattito utile al futuro del partito e della sinistra in Italia.  

Saluti,   Francesco Muciaccia (Coordinatore dell'ufficio di segreteria dell'On. Franco Giordano)

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avevamo perso perchè il buon Nichi Vendola,quando gli ho chiesto un incontro
per parlare dei problemi dei malati di AIDS in puglia, ha fatto finta di non
sentire, come tutti i politici, come sempre.


Lina Calluso LILA (lega italiana di lotta all'AIDS) di Bari.

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a proposito dei recenti risultati
elettorali nazionali e locali. L'uso del passato ha un tono senza
dubbio critico nei confronti dei partiti di sinistra che in nome del
"meno peggio" hanno, nell'azione di governo, scontentato tutti. Lo
hanno fatto nell'alleanza mostrandosi apertamente critici ma non
conseguenti nel subire iniziative contrarie al loro modo di vedere le
cose. Hanno deluso i propri elettori poiché erano adusi alle lotte ma
li hanno fatti sentire abbandonati proprio sul terreno dei principi e
della coerenza. Ritengo, tuttavia, che lo scoramento, una volta
registrato vada superato chiedendosi: cosa c'è da fare ora?


Incominciamo dai simboli. Vale ancora l'antica e storica "falce e
martello"? L'operaio e il contadino non sono più gli stessi sia se li
compariamo ai tempi di Marx sia a quelli più recenti. Per gli attuali
nipoti e pronipoti valgono molti di più i contenuti dalle etichette se
è vero come è vero che in alcuni comuni dell'alta Italia i
tradizionali elettori di sinistra hanno votato la Lega. Valgono, però,
anche gli uomini.

E' il caso del comune di Roma dove Rutelli ha pagato
un modo disinvolto, per non dire altro, di gestire le risorse umane,
nel contesto della sinistra, mentre Zingaretti ha mostrato un volto
"diverso" se non nuovo ma credibile e, soprattutto, meno
politicizzato. Se questi possono essere dei segnali identificativi di
un comportamento elettorale guardando a sinistra non possiamo
prescindere dagli uomini e dai programmi se intendiamo rilanciare la
sinistra italiana.

I programmi, a loro volta, non possono essere
approntati senza la loro caratura ideologica tipica della sinistra, ma
non certo a prescindere dalla realtà in cui viviamo e nella quale
dobbiamo fare i conti. Se noi, ad esempio, siamo pacifisti, e lo
siamo, la nostra coerenza c'impone uno sforzo laicistico sia
d'apertura con tutti coloro che la pensano allo stesso modo anche se
non sono di sinistra sia nel proporsi all'attenzione dell'opinione
pubblica presentando un progetto unitario nel quale vada detto a
chiare note che la pace è nell'interesse di tutti e che i suoi nemici
non sono i nemici di una parte politica ma di tutta la società. Non
dovrebbe, a questo punto, sorprenderci d'imbatterci con dei pacifisti
militanti negli stessi partiti che di fatto si comportano all'opposto.


A questo punto ha forse un senso bollarli per fascisti? Quando,
invece, pensiamo al lavoro non possiamo rispolverare i vecchi slogan
del padrone e del servitore, ma impostando la lotta del giusto salario
per tutti e concentrandosi solo su tale aspetto e non coinvolgendovi
l'ideologia. Nella stessa misura non possiamo conservare la
presunzione di essere noi gli unici titolari delle lotte operaie e
piccolo borghesi, di essere noi i titolari della verità mentre gli
altri sono in errore.

La verità è timida e si cela dietro molti veli.
Sta a tutti noi cercare le donne e gli uomini giusti entro e fuori le
impalcature ideologiche per fare in modo che essa si riveli sposando
soprattutto le cause giuste e condivisibili. Perché, ad esempio, non
ci siamo chiesti come ha fatto Grillo a far firmare a circa mezzo
milione di italiani in un solo giorno i tre referendum sull'abolizione
dell'ordine dei giornalisti e sull'editoria? Per ore, soprattutto
molti giovani, hanno fatto, pazientemente, la fila, per mettere una
firma.

E' perché la nostra società che punta ai numeri sta facendo
violenza alle persone ed esse reagiscono come possono anche a costo di
fare a meno dei partiti. E su questo punto vorrei brevemente
soffermarmi. Perché mi sono chiesto più volte, la sinistra che ha
buone ragioni da vendere è così fortemente minoritaria nel nostro
Paese? Non può essere solo una questione di pubblicità, di mancati
spazi mediatici, di disaffezione ideologica e culturale. Lo è perché
non cerca i numeri ma le persone. E' giusto che lo faccia ma non fino
al punto di chiudersi in una campana di vetro e non cercare di far
capire, ad esempio, che il razzismo è figlio del permissivismo e non
della repressione preclusiva. Intendo con ciò asserire che molto si
può fare cambiando uomini e strategie e scegliendo, soprattutto, la
strada, di una proposta culturale prima ancora di un posto all'ombra
delle istituzioni.

Vi è poi un altro aspetto che va corretto ed è
quello che va superata la tentazione di dividersi se non si va
d'accordo. Tutto questo finisce con l'avallare il convincimento di
quanti credono che votare a sinistra è un voto perso perché ciò che
sanno fare meglio a sinistra è quello di dividersi polverizzando i
consensi già di per sé modesti. Cerchiamoci pure un bravo ragazzo come
Zingaretti, anzi facciamo di meglio candidando alla segreteria di
sinistra un non comunista ma con la garanzia che sia un pacifista, un
uomo politicamente poco o nulla noto, ma saggio e che abbia fede negli
ideali di giustizia, di libertà e di uguaglianza.


Riccardo Alfonso

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DOPO LE ELEZIONI, OLTRE LA SINISTRA

 

 

Grazie anche a una legge elettorale confliggente con la nostra Costituzione (benché adesso le precedenti polemiche in merito si siano del tutto attutite, né la legge precedente era migliore)[1], le elezioni del 13-14 aprile 2008 hanno “rimesso in sella” Berlusconi & soci, con piena maggioranza alla Camera e al Senato con meno del 40% dei voti reali, mentre circa il 20% del paese non ha votato – significativo il circa il 3% in piú di astenuti –, tante le schede annullate e bianche (sebbene di difficile computo) e circa il 7% di voti è andato a liste fallite per mancati quorum, per cui circa il 30% del popolo italiano non è rappresentato nel nuovo parlamento. Però vi siedono almeno 70 “ineleggibili” (condannati da sentenze definitive o salvati da caduta in prescrizione), compreso il candidato presidente del Consiglio, peraltro in pieno conflitto d’interesse. Nonostante ciò, e anche proprio perciò, il nuovo quadro parlamentare ha siglato un forte terremoto, ha segnato una grossa trasformazione – ancora una volta pare «la storia avanza dal lato cattivo», come diceva Hegel?

Le analisi politologiche sono insufficienti, perché restano negli schemi dati – ideologici (uso il termine «ideologia» nell’accezione marxiana: «coscienza distorta», mistificata e mistificante, che mistifica gli stessi mistificatori) –, slittati rispetto alla realtà. Va, infatti, ricordato e ribadito che cosa sottostà a queste elezioni, come alle vicende precedenti e a quelle future: da un ventennio almeno, la «classe politica» – parte integrante e costitutiva, nelle sue diverse frazioni e fazioni, insieme al grande capitale trasnazionale, la grande finanza, la grande industria, i vari circoli e lobbies d’affari, della «casta» dominante, e sua componente necessaria, perché gli imperativi economici possono essere attuati solo attraverso le disposizioni, le misure o il laisser faire della politica, delle istituzioni, dello Stato – ha portato avanti, con indiscutibile continuità di fondo, ossia attraverso i governi di centrosinistra e di centrodestra, cioè tramite la destra, il centro e la sinistra, la costruzione del precariato, la distruzione delle condizioni del lavoro, la devastazione delle pensioni, la svendita del patrimonio pubblico, l’apertura di tutti gli spazi possibili al privatismo, lo smantellamento dei servizi pubblici, la caduta dell’economia, il massacro della democrazia costituzionale, l’obbedienza a grande capitale transnazionale, grande finanza e potenze estere, il coinvolgimento nella «guerra infinita». È proceduta su questa stessa linea nei venti mesi dell’ultimo governo Prodi e continuerà con il prossimo governo Berlusconi. Ed è ciò che ci sta riducendo a un paese del «terzo mondo», un “pontone” al servizio dei comandi geostrastrategici e geoeconomici altrui, nello scatenamento delle «grandi opere» inutili e dannose, degli investimenti immobiliari e della rendita fondiaria, con la distruzione dei nostri territori e città storiche e artistiche, nell’avvitamento della rovina delle condizioni di salute e ambientali. A questi dati di base vanno rapportate le elezioni, tenendo conto che ogni frazione e fazione della «classe politica» ha concorso, sí, con le altre per imporre se stessa, almeno come componente, ma per l’attuazione della linea di fondo sul proprio “impianto”, ovvero le modalità di ottenere a essa il consenso, o il non dissenso, della popolazione.

Tuttavia è precisamente la linea portata avanti e attuata, tuttora in atto e ulteriormente avanzante, che colpisce la grande maggioranza della popolazione e il complesso del paese.

 

Ebbene, in tale contesto, nella spoliticizzazione di massa, strabordante e ormai da tempo[2], che dà luogo alla ricezione di interessi immediati scissi da ogni contesto, innestati in vari ideologismi – spoliticizzazione che è l’altra faccia della politicizzazione professionale (ossia della «classe politica», che espropria i cittadini dalla politica), supportata dal sistema dell’informazione (i media, con tutte le schiere di pennivendoli, mestatori, imbonitori, collusi e tirapiedi che li pervadono e infestano), nonché dallo stesso devastato sistema della formazione (fino all’università) –, nell’oculato occultamento di quanto è in atto nel complesso e a causa dei colpi subiti (piú “cocenti”, perché piú recenti) nell’operato del governo Prodi, ebbene, in una loro rilevante parte gli italiani si sono rivolti ancora al PdL di Berlusconi & Co. (obnubilato il suo disastroso precedente governo) e hanno, inoltre, premiato le promesse di difese parziali e a ogni modo subalterne, e la demagogia autoritaria, della Lega Nord, nonché il suo fittizio identitarismo locale. Ma il neonato Pd, pur sconfitto, viene a sua volta premiato nella sua adesione all’esistente, condita di tante promesse, in affinità con l’avversario PdL, e mostra la forza del sostegno degli interessi e cordate connessi alla sua gestione nelle regioni dette “rosse”, e anche altrove – contando poi sull’apporto del “paraurti legalitaristico” di Di Pietro. Da parte loro, gli ex-, ma neo-, e sempre-dc di Casini e soci ce la fanno, pur con affanno, e sono presenti, pronti ai loro tatticismi e possibilismi.

Il resto, quello dei voti andati dispersi nei fatti, pur anch’esso basato su vari richiami ideologici, non ha persuaso – dai destri facinorosi (con le loro canagliesche nostalgie e proposte strumentali) ai “socialisti” (coloro che hanno reso indecente la stessa parola «socialista»), da quelle che definisco “liste-parassite” (improvvisate, per opera alcuni personaggi della «classe politica» e/o avventurosi “aspiranti”, su “furbate” che “strizzavano l’occhio”, o alla campagna ecclesiastica contro l’aborto, o alle difficoltà crescenti dei «consumatori», o alle condizioni dei pensionati, o ai problemi degli handicappati, o ancora alla notorietà di Grillo e “grillini”, oppure ai movimenti di liste civiche e comitati vari, inventando una sedicente «lista civica nazionale», etc.), per arrivare alle autoproclamate “avanguardie proletarie” – com’era piuttosto prevedibile. Prevedibile anche lo scarso successo della Sinistra, benché non fino a questo punto. Ma le cose avvengono “a salti”: l’Arcobaleno affonda nel disastro elettorale e scompare dalle istituzioni nazionali centrali – troppo palese per ampia parte del suo elettorato l’incongruenza fra i suoi discorsi e il concreto operare[3].

 

La scomparsa della Sinistra – non è tale, né tale si considera, il Pd – ha colpito, travolto, sconvolto gli apparati delle sue quattro componenti e i loro seguiti, militanti, elettori attivi, nonché non pochi commentatori. Si levano buoni propositi da ogni parte: tutti i gruppi dirigenti (ossia le frazioni e fazioni di «classe politica» etichettate Sinistra) recitano il mea culpa, tanti aderenti dicono che il mea culpa è di tutti – e tutti colpevoli, nessun colpevole –, e nello sbandamento generale si sventagliano le proposte: chi vuole rilanciare il partito comunista con tanto di simbolo con falce e martello[4], chi Rifondazione come «partito di classe», chi vuole una confederazione fra le componenti attuali, dato che la Sinistra l’Arcobaleno è stata un cartello elettorale, e chi, invece, vuole che diventi un vero partito, come «sinistra unita e plurale» – intanto i singoli partiti permangono, pur dissestati. E tutti indicano che “bisogna tornare fra i lavoratori”, o comunque fra la “gente”, o di “fare come la Lega” per “raccogliere i bisogni” (espressione un po’ ridicola, ma tant’è), etc.

Ma la crisi della Sinistra è irreversibile. Viene da lontano – la “faglia” si verifica già dalla fase che va dalla Comune di Parigi alla fondazione del Partito operaio socialdemocratico tedesco, dal 1871 al 1875, però non è questo il luogo per riprendere tale analisi, storica e teorica – e ha condotto a oggi. Alcuni lo hanno rilevato da tempo, fra cui chi scrive. E, se è poco elegante autocitarsi, sarò giustificato dal fatto che quanto esaminato e previsto si è realizzato. Almeno dal ’92, ho espresso come la sinistra avesse quale sua vera funzione quella di mantenere nel “sistema” le spinte e tensioni “contro”, volgendole a favore del “sistema” stesso[5]. E l’ho approfondito, precisato e ribadito di recente, indicando, inoltre, che ormai «lavoratori e “povera gente” sono stati “messi in libertà”»[6] – come si è ampiamente dimostrato. Al di là dei proclami, buoni per “fideisti” e attivisti vari, “interessati” e loro seguiti, la Sinistra[7], per svolgere le sue funzioni, storiche e organiche – proprio nel presente rafforzamento della divisione in classi della società e nell’aumento del potere del capitalismo, con il supporto dello Stato –, deve mantenere un residuo controllo elettorale su almeno parte delle classi subalterne[8]. Ed è questo che il mix di legge elettorale antidemocratica, spoliticizzazione di massa e «messa in libertà» di gran parte delle classi subalterne, contraddizione fra discorsi[9] e pratica, ha messo in discussione. Aggiungo qui che la crisi della Sinistra – evidenziata dallo scompaginamento attuale – è indice che questa è il primo insieme di frazioni della «classe politica» che viene immolato sull’altare del perseguimento nel nostro paese degli imperativi di fondo del grande capitale e delle potenze che lo supportano – né poteva essere altrimenti, dato che le premesse e le promesse che caratterizzano l’ideologia della Sinistra sono risultate sempre piú del tutto stridenti con il suo ruolo e funzione. Giunge cosí a conclusione quanto marciva ed è straboccato con la caduta del «muro», il crollo dell’Urss e dei regimi dell’Est, la rapida riconversione all’ultracapitalismo, o comunque al capitalismo, dei paesi a «socialismo di Stato», la “conversione” di partiti comunisti, etc.

La crisi è irreversibile, perché la Sinistra dovrebbe, per poterla risolvere, mutare la sua natura, ossia … cessare di essere ciò che è stata e che è. E non potendo essere altro da se stessa, senza supporto nelle istituzioni centrali – con la visibilità e i flussi di fondi che ne conseguono – sarà ben arduo che i vari “pezzi” della Sinistra, scissi o riappiccicati, riescano a combinare qualcosa di fattivo. Ma non va nemmeno auspicato, né tantomeno sostenuto, perché i tentativi, che continueranno a essere messi in atto, potranno fare solo altri danni.

La Sinistra scompaginata e disastrata va rimessa a ciò che è stata e vi va lasciata, contro ogni illusione[10]. Questo, senza accettare discorsi confusi e confondenti – “né di destra né di sinistra”, “pensiamo solo alle iniziative concrete”, e cosí via, che restano sempre nel contesto ideologico dato –, e invece riconnettendo il passato al presente, nell’attenzione a quanto già è in atto, procede, si muove, per andare avanti: oltre la sinistra – come elaborazione e progetto, iniziativa e azione[11].

 

È la «messa in libertà» dei lavoratori e della “gente” che ha reso ormai in parte rilevante fluido l’elettorato – i discorsi diffusi per cui “eh, il paese è di destra”, “gli italiani vanno a destra”, “sono a destra”, etc., sono errati in base ai voti reali, sono anche giustificativi per tutto l’arco della «classe politica» che va dalla sinistra al centro, e si situano sempre nel politicismo ideologico. Fluidità maggiore dell’elettorato, spoliticizzazione, subalternità, caduta di ogni diffusa adesione alla visione di un possibile “altro” e “oltre”, hanno portato alla scelta di “ciò che c’è”, dividendosi fra destra e centro. Tuttavia  un vuoto si è aperto: di rappresentanza e di referenza, di soluzioni reali e di prospettive, nei “nodi” che si avvitano. Si è aperto e incombe, precisamente laddove non si punti semplicemente a raccogliere alcune esigenze, dei lavoratori e popolari in genere, dicendo di volerne affrontare gli effetti, ma occultandone le cause – cosí fa la destra, Lega compresa, e cosí fa il centro –, lasciandole in una tutela parziale, secondaria, di dubbia efficacia, quando non meramente parolaia, e a ogni modo sempre confinata nella subalternità.

Questo vuoto si situa in un quadro pericoloso, per le ulteriori sorti della democrazia e per le, interconnesse, condizioni economiche, sociali, ambientali, culturali, civili del paese, che peggioreranno nello scatenamento delle operazioni mistificanti e repressive della destra – sul piano culturale (o meglio subculturale) e delle libertà civili, nella creazione di “spauracchi” fittizi (come «il comunismo», in una risibile e desueta imitazione americanistica), nella ricerca di assimilare al «terrorismo» ogni battaglia popolare e democratica, vera e incisiva, nella riduzione degli spazi di democrazia, anche «formale», etc. Un vuoto in un quadro pericoloso, dove, però, si staglia la via da percorrere.

Poiché tutto si sta (potenzialmente, ma non solo) ricombinando nei movimenti urbani che si situano nello spazio urbano, i quali hanno il senso di fondo (potenziale, ma che sta emergendo nella coscienza) di restituire i cittadini a se stessi, come cittadini effettivi (dalle città e paesi al piano nazionale) – intendendo con il termine «cittadini» la grande maggioranza di lavoratori e “gente semplice”, che non opprime gli altri e neanche aspira a farlo, per via diretta o indiretta, a livello personale –, è necessario raccordare tutte le realtà possibili in tutto il paese – liste civiche, presenti e potenziali[12], comitati vari, associazioni di diverso genere, nonché singoli cittadini[13] – nella ricomposizione dalla frammentazione e dispersione tuttora esistenti. Questo, per condurre in modo combinato la sola strategia possibile: affondare lo scavo fra «classe politica» (dal livello nazionale a quello locale) e complesso della «casta» di cui è componente, da un lato, e cittadini che vogliono essere, rimanere e affermarsi come tali, dall’altro.

Affondare lo scavo, ossia puntare a tagliare le basi della «classe politica»-«casta» a livello locale, puntando a quello regionale, e da qui al nazionale, mirando ad assumere la gestione locale o comunque a costituire un’ineludibile opposizione, organizzando e promovendo la vera democrazia, e sviluppandone forme attive, dirette, “dal basso”. E organizzare questo movimento unitario – da intendere come movimento di liberazione, dalla «classe politica»-«casta», dagli imperativi devastanti su tutti i piani, dal disastro in atto –, in forme federative e confederative, al fine non di costruire “un” partito, ma per ricomporre la parte – la parte dei lavoratori e della “gente semplice”, che è la vera grande maggioranza della popolazione –, per condurre tutte le iniziative necessarie: una sola è la linea di fondo e uno solo è il nemico da combattere, al di là del suo presentarsi in diverse “varianti”, modalità, frazioni, fazioni.

Questo è il compito urgente. E il momento è ora. Senza ottimismi e senza certezze, perché le difficoltà sono enormi, a partire dalla confusione e distorsione di idee. Ma è questa l’unica possibilità presente, la sola possibilità che rimane.

MARIO MONFORTE


* In pubblicazione su «Il Ponte», n. 5, maggio 2008, pp. 55-62.

[1] La nostra Carta costituzionale è organicamente proporzionalista, tanto che i costituenti non si preoccuparono di specificarlo, poiché era ovvio il principio elementare della democrazia elettivo-rappresentativa: «una testa, un voto» e rappresentanza in proporzione. Le violazioni iniziano quando si è convinta la maggioranza degli italiani che l’effetto – i rappresentanti dei partiti eletti su base proporzionale – fosse la causa – della degenerazione partitocratica – e si è cominciato a escogitare marchingegni «maggioritari», nell’oblio della grande battaglia condotta contro la «legge truffa» del ’53 (in cui «premio di maggioranza» era però molto contenuto rispetto ai piú recenti meccanismi di «premio»). Da notare che il fu governo Prodi non ha fatto alcunché per una legge piú consona alla democrazia costituzionale.

[2] Spoliticizzazione che si ripresenta nei tanti pur “interessati alla politica” i quali spesso e volentieri esprimono poco altro che credenze, fedi, “tifo”.

[3] Elettori e militanti un po’ meno accecati non hanno potuto non vedere che non ha fatto niente contro la partecipazione alla guerra, l’ampliamento delle basi militari, contro il precariato, contro i guasti dell’economia e dell’ambiente (si veda, per portare un solo esempio, la truffa dei Cp6 pagati sulle bollette energetiche, che vanno alla lobby incenitorista), per non parlare del conflitto d’interesse, del sistema dell’informazione, della giustizia – e l’elenco potrebbe continuare. Né hanno potuto non vedere che cosa la Sinistra ha fatto e fa dove si trova nei governi regionali e locali: chiacchiere, per poi adeguarsi e “concorrere” … all’andazzo.

[4] Cosí i “capi” del Pcdi, pensando in tal modo di raccattare un po’ di voti in piú dei nostalgici; ma vi saranno dei problemi con il gruppo anch’esso “falcemartelluto” di Ferrando, nonché con quello di Turigliatto, né è certo facile che si accordino – troppe le “divergenze teoriche”, oltre che pratiche, e soprattutto su “chi comanda”.

[5] «La sinistra ha seguito la sua sorte di componente rilevante della modernità: da molto, troppo tempo, si è appiattita sul capitalismo e sul suo Stato (o sull’altra faccia complementare, quello che fu il «socialismo di Stato») e ormai il suo ruolo, la sua composizione, la sua sostanza – sia come opposizione […], sia come forza di governo nell’«alternanza» – sono la conciliazione-composizione della riproduzione dei rapporti di produzione e di potere […]. Di qui il vero declino della sinistra. Di qui l’approdo alla politica del “colpo su colpo” […], dell’improvvisazione […], della degenerazione (il potere politico per il potere […], con la sua leva, il denaro). Di qui il vuoto teorico, riempito di riferimenti scombinati»; M. Monforte, Non una conclusione, ma una premessa, «Il Ponte», n. 12, dicembre 1992, pp. 69-70.

[6] Riprendendo e combinando le analisi di H. Lefebvre e J.-C. Michéa, «la sinistra è stata ed è la vera continuatrice dell’ideologia liberale-libertaria del liberalismo, ossia della natura di fondo del capitalismo. Dove ha potuto, lo ha imitato attuando la crescita economica tramite lo Stato (in Russia, poi in Cina, nei paesi dell’Est europeo) […]. Altrove, ha concorso alla crescita capitalistica, alla sua gestione e preservazione. Infine, si è scissa dal socialismo dei lavoratori e classi subalterne: in Francia negli anni sessanta del Novecento, ma, nei seguenti anni settanta-ottanta, anche altrove. Lavoratori e “povera gente” sono stati “messi in libertà”, al di fuori da un “peso” politico proprio, cessando di apparire come realtà sociale compatta e vasta – eppure, benché si affermi che sono un comparto marginale o secondario, i lavoratori costituiscono sempre la componente piú ampia della società»; M. Monforte, Il fallimento della sinistra, «il Ponte», n. 12, dicembre 2007, p. 76.

[7] Indicativa la stessa denominazione di Sinistra – sostitutiva di «socialismo», «comunismo», etc. –, sorta in base alla collocazione nei banchi dell’Assemblea nazionale della Rivoluzione francese del 1789, che, in sé non qualifica granché, se non appunto l’organicità al sistema: infatti, c’è una sinistra in ogni coalizione, partito, movimento, cioè vi sono settori che rivolgono maggiore attenzione al “popolo”, ma sempre per una piú incisiva realizzazione delle prospettive della loro coalizione, partito, movimento – e vi è stata una sinistra dc, anche una sinistra fascista …

[8] Cfr. M. Monforte, Il fallimento della sinistra cit., p.76 ss.

[9] La cultura della Sinistra è ridotta da tempo a pieno ideologismo, che copre la completa mancanza di teoria, progetto, programma, tanto che la sua stessa presentazione alle ultime elezioni come «la Sinistra l’Arcobaleno» è avvenuta su nient’altro che uno zoppicante “programma” liberal.

[10] Cfr. M. Monforte, Il fallimento della sinistra cit., p.79.

[11] Detto da tempo: «non vedo nessun’altra possibilità, se non tradurre la posizione da assumere […] nella prospettiva […] della costruzione-fondazione di quella che si può chiamare “metasinistra” [… Il che indica] la direzione: riprendere temi e problemi, approcci e metodi […], tagliando ciò che è morto, […], ricongiungere teoria e prassi, pensiero e progetto […], per affrontare la complessità del reale su tutti i suoi “livelli”; per ampliare da subito il presente, […] e riaprire l’avvenire, ben diverso dal mero “futuro”»; M. Monforte, Non una conclusione, ma una premessa cit., pp. 70-71. Cfr. Id., Il fallimento della sinistra cit., p. 79.

[12] Intendendo quelle vere, non quelle fittizie, maschere di “pezzi” della «classe politica», anche locale.

[13] Ivi compresi coloro che sono andati, in modo consapevole, al non-voto, ma anche coloro che comprendono i fuorviamenti a cui sono stati soggetti.

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Le elezioni sono andate male per la sinistra? E’ un punto di vista al quale cercherò di rispondere con alcune riflessioni. Sono da sempre un  elettore di sinistra ed ho sempre pensato che alcuni organismi politici fossero inclini  alla  capacità di rinnovarsi e di sperimentare nuove strade della politica, convinto della naturale propensione della sinistra di incarnare quel movimento progressista forte e innovatore. Le lotte antiautoritarie  degli studenti negli anni ’70, la resistenza contro le centrali nucleari, il divorzio , l’aborto, la coscienza di nuove forme di sviluppo rispettose dell’ambiente, la crescente coscienza in difesa della legalità e della rispettabilità dei rappresentanti dello stato, sono solo alcuni dei temi che hanno caratterizzato l’iniziativa politica della sinistra. Con le ultime elezioni politiche ritengo che in qualche modo si sia fatta chiarezza tra una classe politica oramai avulsa dalla realtà del territorio e dalle persone e coloro che oramai , proprio per questi motivi, non hanno trovato motivazioni per dare mandato ad essere rappresentati da alcuno. Il provvedimento sull’indulto, l’aumento della pressione fiscale e gli aumenti continui dei prezzi  forse non spiegano completamente la sconfitta del centro sinistra ma in parte la motivano. Credo che  l’ inattività

della cosiddetta sinistra  “radicale”, l’atteggiamento vago sulla questione delle nostre truppe impiegate all’estero e la scarsa considerazione della crescente domanda di sicurezza che viene dalla gente potrebbero essere alcuni dei motivi per i quali il centrosinistra ha perso consensi.

Per quanto mi riguarda io sono uno di quegli elettori che ha  votato  alternativamente per rifondazione per i verdi e per i comunisti italiani ma che alle ultime elezioni, seppure non votando per queste forze politiche, non ha votato per il PD, ritenendo non  convincente nemmeno la campagna elettorale fatta da Veltroni . Questa  ultima questione pone una  domanda: i voti persi dalla sinistra Arcobaleno  sono stati “vampirizzati” dal PD? La risposta è no, chi non ha dato sostegno a Bertinotti e compagni è perché  ha trovato  una assenza di proposta politica da costoro.

Alla domanda , perché le elezioni sono andate male per la sinistra? Potremo rispondere con un po’ di umiltà : perché la sinistra non è stata in grado di convincere nemmeno quegli elettori più fedeli(come me) che alla fine hanno preferito non votare. Paradossalmente mi sento di dire che  venendo meno il sostegno dell’elettorato arcobaleno la sconfitta di tutto il centrosinistra sia stata   determinata proprio da coloro che non hanno saputo conservare questi consensi.

 

 

                                                                                                            Distinti Saluti

Tricoli Giuseppe

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SINISTRA (dopo Roma): Discussione aperta a tutte/i. Stimolare l’emergere di una nuova classe dirigente per un progetto condiviso dei territori.

 

 

Non mi soffermo sull’analisi della sconfitta epocale della sinistra; non perché non ce ne sia bisogno (anzi è un obiettivo prioritario che occuperà i prossimi mesi e anni), ma perché credo che l’analisi e il progetto di ricostruzione a sinistra deve ripartire proprio dal metodo che si userà per percorrerli. Suggerisco una discussione aperta a tutti quelli che ne sono interessati: questo è infatti il primo confine da superare subito, cioè una discussione che non può rimanere chiusa dentro ciò che resta delle rappresentanze partitiche.

 

Il risultato della sinistra non è spiegabile se non in parte, con il bugiardo voto utile di Veltroni, e comunque non giustifica il tracollo. Il responso delle urne è impressionante.

 

C’è bisogno di sinistra? Direi che neanche coloro che hanno militato per decenni nella sinistra possono essere convinti con argomenti nominalistici o simbolici. C’è bisogno di risposta convincente ad una infinità di situazioni, di problemi, di domande parcellizzate e a prima vista contraddittorie che emergono dai territori e che si congiungono -questo è molto importante- a dinamiche globali.

All’aumento della parcellizzazione degli interessi e delle spinte ideali e valoriali, ci troviamo, paradossalmente, ad una semplificazione categorica e mirata del quadro politico, che oggi propone solo due varianti solo parzialmente antitetiche, più spesso contigue e comunque entrambi accessorie a ciò che, sopra di loro, comanda, letteralmente “impera” secondo la nuova dogmatica del mercato globale e delle sue dinamiche “indipendenti e naturali”.

 

Questa paralisi evidente del sociale e del politico rispetto all’economico, è, io penso, uno dei motivi principali del risultato elettorale italiano che, in mancanza di alternative credibili, riconosce prevalente possibilità di incidere sul quadro dato, a quei soggetti politici che lavorano ad una sorta di autodifesa verso tutto ciò che sembra mettere in discussione il posticcio e provvisorio benessere –scarso e solo materiale-  a cui i 40 anni dopo il ‘68 ci hanno abituati.

Dietro la vittoria delle destre c’è cioè il sentimento del crollo incipiente, della grande crisi che si avvicina, e quindi dei nemici che si moltiplicano come in un turbine di fantasmi che attaccano il quotidiano: Cina, Immigrazione, Stato fiscale, ecc.

Ma, paradossalmente, la vittoria delle destre -completa dopo il risultato di Roma-, mostra la voglia di un ritorno in grande stile allo Stato (nazionale) visto come estremo difensore degli interessi/privilegi acquisiti negli ultimi decenni: Stato che deve difendere gli interessi dei piccoli/medi produttori, della massa di lavoratori/consumatori, della massa dei timorosi che hanno il terrore di “perdere” uno status identitario (sociale, culturale, nazionale) che in effetti non c’è –è del tutto posticcio-, ma c’è in quanto riprodotto quotidianamente ed egemonicamente da un enorme apparato di propaganda.

 

Se la sinistra è interessata a combattere e a vincere contro questa enorme sfera sovrastrutturale che letteralmente protegge e nasconde il nucleo del problema, alimentata da un complesso mediatico costruito ad hoc, è obbligata a fare una sua rivoluzione interna. Che consiste innanzitutto nel riconoscimento della impossibilità della semplificazione: questo vuol dire in estrema sintesi “sinistra plurale”. Cioè riconoscimento della pluralità di condizioni, di problemi e prospettive di lettura individuali e di gruppi sociali. E quindi, riconoscimento della ricchezza sociale presente che deve avere voce e pari opportunità di espressione e di uditorio.

 

Ovvio che le nuove classi dirigenti della sinistra non possono essere semplici somme di poche presunte entità identitarie, che nell’immaginario delle persone valgono come gli altri innumerevoli altri gruppi o lobbies che si muovono a livello sociale e a cui, proprio per ciò, non viene riconosciuta più capacità di rappresentanza. Questo significa “la Casta”.

 

Intanto, quindi, le future classi dirigenti, devono essere plurali e aperte ad un interno proliferare di competenze e di saperi, politici e non. Tanto aperte cioè, quanta è ampia la capacità del cosiddetto mercato, di produrre merci personalizzate che soddisfano la varietà (tutta costruita dal marketing) dei consumatori, ovvero delle “macchine desideranti” e non dei “puri soggetti razionali” che costituivano il mondo della politica nel ‘900.

 

Tanto aperte –per ciò che riguarda la sinistra- quanto è ampia la capacità dei singoli soggetti e persone di produrre direttamente la propria condizione di sopravvivenza e di vita (ciò che avviene spesso al di là e contro la politica).

 

Tutto ciò si misura nel globale (e tanti segni sono già presenti, come l’emergere dei paesi in via di sviluppo e quello di interi continenti, come l’America Latina, ben oltre una rinsecchita sinistra europea, che mostra le poche novità solo dove è in grado di andare oltre le proprie tradizioni storiche come in Germania) e si misura nel locale, ove i modelli di assetto e di sviluppo dei territori non possono essere copiati o mutuati per forza da altri modelli solo per il fatto di aggettivarsi come moderni (fatto che si è ripetuto e si continua a ripetere anche a sinistra) a discapito dell’effettiva vivibilità e di opportunità occupazionali nuove per le quali necessita però una potente capacità di progettazione e di messa in gioco di ogni variabile o fattore/soggetto produttivo. Rapporto PIL-Ambiente-Beni comuni…

 

Non si vede proprio alcuna necessità e interesse di continuare in una gestione del coeso tran-tran istituzional-clientelare che ha contraddistinto molti anni di azione a sinistra anche in vaste zone del Centro Italia, che, anche se ha ottenuto storicamente risultati significativi, corre oramai il rischio di essere interpretato sempre più frequentemente sotto la categoria della casta.

 

Ma cosa può unificare questa auspicabile pluralità di letture e di intenti che può diventare nuova classe dirigente ? C’è una semplice considerazione che ha mobilitato milioni di persone in tutto il mondo negli ultimi 10 anni (e prima): che un mondo migliore è possibile e necessario. E ciò da solo può differenziare la sinistra da tutti quelli che immaginano che questo mondo vada o mantenuto così com’è, o solo amministrato e regolato un po’ meglio. Ma l’altra condizione indispensabile è che il sistema di rappresentanza sia sempre più implementato da forme di ampia e diffusa partecipazione e confronto al di là del momento del voto.

 

Le enormi contraddizioni che abbiamo di fronte, il crollo del capitale finanziario e della miseria del  pensiero unico neoliberista in tanti paesi dalla fine degli anni ’90 fino al 2002, ma ora anche nelle roccaforti della nuova finanza (Uk e USA), dimostrano –come al solito- che in Italia arriviamo con diversi decenni di ritardo all’appuntamento con la storia, o che, peggio, siamo un paese in cui strutturalmente convivono “la borghesia più ignorante d’Europa” come diceva Pasolini/Orson Wells ne “La ricotta”, insieme ai presupposti permanenti di regressioni razziste e fasciste causate dall’impotenza della politica nostrana e dall’incapacità di far emergere una nuova interpretazione, egemonica in quanto condivisa, della fase storica che attraversiamo.

 

Ed è davvero sorprendente che la nostra capacità di analisi sociale e politica, che per decenni è stata un riferimento per molti nel mondo intero, sia oggi un sbiaditissima immagine di ciò che fu. Soprattutto perché proprio ora, come già accennato, la insostenibilità delle condizioni globali comporterebbero la possibilità di un ritorno alla Politica e allo Stato da sinistra e non, viceversa, da destra, come è accaduto e sta accadendo con gli eventi dell’Aprile 2008.

Tremonti, vero cervello del nuovo governo di Berlusconi, interpreta questa straordinaria novità (fatta di neoprotezionismo e di critica allo status-quo con accenti no-global), e indica in fin dei conti, il ritorno della politica sulla scena. Una politica ed uno Stato che si intenderanno tendenzialmente autoritari, come accade in ogni situazione di crisi, poiché le condizioni straordinarie lo richiedono. Lasciamo ai volenterosi la possibilità di confrontare gli esiti che ebbe la grande crisi del 1929 nei diversi paesi e nel nostro, in particolare.

 

Abbiamo parlato di Sinistra, ma pare più che ovvio che queste riflessioni riguardino in tutto e per tutto quella debole entità, nata post-matura, che si chiama Partito Democratico, almeno quella parte di classe dirigente di questo partito più attenta alla concretezza delle questioni che alle alchimie costituzionali o di semplificazione del quadro della rappresentanza: il quale potrebbe ulteriormente semplificarsi anche in direzioni non gradite…

 

C’è quindi molto da capire e da ri-studiare. C’è molto da lavorare, insieme. E’ del tutto chiaro che a questa discussione debbano partecipare tutti, compresi coloro che sono stati bocciati dal risultato elettorale nella loro qualità di dirigenti. Ma essi non hanno titolo adeguato per dirigerla, o orientarla.

 

La scarsa abitudine e volontà di coltivare le migliori piante, fa sì che il territorio venga talvolta colonizzato dall’erba gramigna, o, se dice male, diventa un deserto.

Per questo la varietà, la libera relazione e il confronto tra le “macchine desideranti” è uno dei beni comuni principali. Da tutelare e da coltivare. Siccome c’è solo un anno per la prima raccolta utile, la nuova semina deve cominciare subito.

 

 

Rodolfo Ricci

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Roma una città fascista.....................

abbiamo sbagliato candidato ed non abbiamo dato peso agli istinti bassi degli italiani sottovalutando la psicosi della mancanza di sicurezza (artificiosamente montata dai media).

siamo rimasti chiusi troppo tempo dentro le nostre sezioni ed abbiamo perso il contatto con la società.

dobbiamo ritornare in mezzo alla gente.

a presto

AUSEGATO

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Vi allego le analisi sul voto fatte da un ex parlamentare  e siccome so come queste persone non abbiano capito nulla sulle legnate storiche che stanno prendento vi faccio una previsione : nella nostra provincia il PD con gli alluvionati della sinistra arcobaleno PERDERANNO PROGRESSIVAMENTE alla elezioni locali tutte le posizioni di potere che hanno conquistato con le elezioni nei comuni della Val di Magra a iniziare da Sarzana; in quelle dentro alle Municipalizzate rimaranno in  "secula seculorum"   GIANFRANCO FERRARI    

LA SVOLTA «Anche alla Spezia il sindaco Federici avrebbe ottenuto meno voti cattolici»

L’ipotesi, ovviamente, è solo di scuola, ma è molto probabile, a mio  giudizio, che, se al comune di Spezia si fosse votato in questo turno,  Massimo Federici sarebbe stato eletto ugualmente sindaco, però al  ballottaggio. Un anno fa, infatti, l’attuale vento di destra che scuote  il Paese (e che a Roma è diventato uno tsunami) non soffiava ancora così forte.  E’ facile pensare che oggi qualche effetto l’avrebbe avuto anche alla Spezia,  dove il ballottaggio fu evitato per poco.  Anche se è molto difficile pensare che avrebbe consentito l’elezione a sindaco  di Burrafato o di altri candidati dell’attuale opposizione.  In realtà, però, questo vento non è solo di destra. E’ anche un vento di antipolitica,  per cui, anche alla Spezia, sarebbero cresciuti i voti delle liste civiche,  variamente strutturate e composte.  Così come gli astenuti. Ed è un vento  (questa per me è una preoccupazione  seria) che vede i cattolici sempre più  orientati, com’è avvenuto appunto a  Roma, su scelte conservatrici.  Anche a Spezia dove pure il cattolicesimo  democratico conserva radici  solide Federici  (e Fiasella, ma anche  chiunque altro fosse stato al loro posto)  avrebbero avuto questa volta meno voti  cattolici.  Tutto questo, per fortuna, non è avvenuto,  visto che si è votato un anno fa.  Ma deve essere motivo di attenta valutazione da parte delle  Forze politiche, e,  per quanto mi riguarda, di un PD che rischia già ora una crisi non superficiale.  Non sono accettabili valutazioni consolatorie  del tipo “abbiamo fatto anche troppo, cosa si voleva di più ?”.  In politica queste ragioni non valgono. Meno che meno quando i livelli di  partecipazione (e quindi di ascolto degli elettori)mostrano di non essere ancora  sufficienti.  Il problema, almeno per me, non si chiama certo Veltroni. Tra tutti, forse,  egli è uno dei meno responsabili. E non si tratta neppure (come invece talora  qualcuno chiede) di riproporre correnti o alleanze interne di vecchio tipo.  Niente può essere come prima. Se non vogliamo vivere per almeno vent’anni in  un’Italia berlusconiana (come purtroppo io credo possibile: e Spezia non si sottrarrebbe  a questo cattivo sortilegio) occorre avviare una nuova e concreta  “strategia dell’attenzione” verso gli stati d’animo reali della gente. A cominciare da  coloro che più abbiamo vicini e che spesso finiamo per trascurare,magari  dando il loro voto per scontato, quando scontato, ormai, non lo è più… 

 EGIDIO BANTI EX SENATORE PD 

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Ho salutato con vera gioa la caduta di Rutelli, un radicale, travestito da margherita che ha svenduto tutto il nostro credo e la nostra casa ad un gruppo di cameleonti per costruie un che cosa' non si sa!!
Come avrai ben capito appartengo all'area del gruppo margherita- ppi.
Me ne sono andato dal gruppo margherita, all'indomani delle primarie farsa per eleggere Veltroni leader.
Una vera bufala, Io ho votato scheda nulla, come membro del direttivo cittadino del gruppo margherita della città in cui risiedo.
Ho aderito all'Unione di Centro per la costituente di centro, attualmente cformata dai Democratici Popolari(il vecchio ppi), la rosa bianca, e l'udc.
In questa formazione politica sono collocato nei democratici popolari, quello che ero e che sempre sarò, he si rifanno alla tradizione morotea.
Il 12(il giorno dello spoglio per le primarie) di ottobre del 2007 ero solo io e qualche altro che avevamo chiuso la porta al Pd, oggi ti posso garantire che stiamo crescendo di numero, e il congresso di ottobre evdrà la nascita di un centro moderato, che sicuramente seguirà la linea di Moro, quindi con un occhio verso sinistra.
Ora, mia cara katia, se Rutelli non avesse perso, probabilmente il Pd non si sarebbe sgretolato, ma grazie al celo, esiste la Giustizia in questo modo.
la sconfitta di Rutelli è la sconfitta di Veltroni, e di tutta la loro miserevole linea programmatica.
Rutelli , il colpevole insieme a pochi altri, non ha certamente dato luogo ad un dibattito interno per la fusione della margherita e dei ds, ha solo calato dall'alto la sua miserevle decisione, poichè pensava di salvare la sua poltrona.
Ha buttato fuori De Mita perchè era vecchio, ma quel vecchio da solo è riuscito a fare una campagna elettorale dai contenuti molto più significativi di Rutelli. Rutelli il giovane, ha dimostrato di avere un indice di gradimento nettamente inferiore a De Mita.
Siamo tutti concordi sl fatto che il nuovo deve esserci, ma non si può cancellare una classe politica dall'oggi al domani, perchè creerebbe instabilità.
E poi mia cara, se dobbiamo creare il nuovo, allora dobbiamo mandare a casa anche Fassinoi, veltroni e atanti altri, poichè questi signori forse non hanno 40 anni di politica , ma 35 li hanno, quindi anche loro sono vecchi
Io dico che la PDL ha segnato il punto più alto della sua espansione politica, e che ora comicerà a retrocedere, anche se vi sarà qualche assestamento ancora in loro favore.
Da ottobre in poi l'Unione di Centro, l'Italia dei Valori e quello che rimarrà del Partito Democratico, saranno vincenti
ti invito a non gettare la spugna.
raccogli le tue forze, perchè la guerra è ancora lunga e qualche battaglia persa non significa che abbiamo perso.
Ora inzia la vera guerra di riconquista e le nuove leve che sono desiderose di far politica, ora devono mostrare tutto il loro valore sul campo.
Lo squallore amministrativo del governo prodi, non dovranno più tornare.
con affetto e stima


ciro

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hai perso perché tutte le cose che dici non ci sono più da anni, la gente di
sinistra ormai è casta. Domanda in giro quanti sono i consiglieri assunti da
Veltroni. Hai perso perché pensi all'indietro. Hai perso perché non conosci
il popolo della destra. Hai perso perché occorre trovare nuove soluzioni hai
problemi, senza inutili convergenze. E' vero hai perso tanti anni fa....


Giampiero


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FASCISTI ROSSI

 

Come Tutti sanno ormai i Consiglieri Regionali in Umbria guadagnano netti circa 12.000 euro al mese tra Indennità, Diaria e rimborsi, previsti da ben due Leggi Regionali: la L.R 22/97 s la L.R.9/81, A fronte: dei Parlamentari che guadagnano 13.500 euro mensili (dovendosi mantenere a Roma fuori casa); dei Consiglieri comunali e provinciali che guadagnano in media poche centinaia di euro al mese, dato che anche loro (proprio come i Consiglieri regionali) abitano vicino alla sede  dove operano e quindi hanno meno spese, inoltre teniamo presente che mentre un parlamentare lavora 5 giorni alla settimana, un consigliere regionale o provinciale o comunale ha Consiglio solo un pomeriggio alla settimana e la Commissione un altro pomeriggio. In sostanza possono mantenere il loro precedente lavoro (se lo avevano), se invece erano degli sbandati che si sono dati alla politica solo per i soldi ( la maggior parte) il reddito di Consigliere gli serve per mantenere la Famiglia e per questo sono disposti a qualunque compromesso con chi Amministra il Potere (vedi Mauro Tippolotti, Oliviero Dottorini, Stefano Vinti, Fiammetta Modena e Pietro L’affranco).

Notare, che mentre la Costituzione Italiana prevede le Indennità dei Parlamentari (art. 69 Cost.), che altrimenti non potrebbero mantenersi in un’altra città (Roma) lontano anche dalla loro casa e dal loro posto di lavoro abituali,  giustamente nulla prevede per i Consiglieri regionali, che possono tranquillamente continuare a vivere a casa loro e mantenersi lavorando come tutti, in ufficio o in fabbrica o dove preferiscono. Delle due Leggi regionali la 22/97 (Indennità fissa) è quindi da considerarsi abusiva, mentre la L.R. 9/81 (quella sui rimborsi e sulla Diaria), appare almeno in parte giustificata dall’art. 32 dello Statuto regionale il quale afferma che hanno diritto ad un rimborso spese (ammettiamolo, è effettivamente comprensibile).

Ma, quello che mi sono chiesto, quando ho conosciuto queste cifre, è: se lo meritano? Tutto sommato se in Umbria le Tasse fossero basse, i servizi: ospedali, scuole,  trasporti, fossero efficienti, e poco costosi, se in sostanza il lavoro dei nostri Consiglieri regionali, provinciali e comunali e dei parlamentari) desse buoni risultati, se in pratica se li guadagnassero davvero quei soldi, BEN VENGA, io non sono invidioso, io sono insoddisfatto e penso che :A) non se li meritano, B) sono comunque troppi, soprattutto i soldi che prendono i Consiglieri regionali, in confronto a noi normali cittadini, che lavoriamo tutti giorni e produciamo e soprattutto “li manteniamo” a Nostre Spese.

Nell’estate del 2004 Costituimmo in Umbria un Comitato Referendario regionale, con lo scopo di abrogare l’art. 1 della Legge regionale 22/97, allo scopo di abolire la Indennità abusiva della L.R. 22/97, mantenendo solo i Rimborsi della L.R. 9/81, raccogliemmo 14.800 firme tutte riconosciute validamente autenticate e certificate, dagli stessi Uffici regionali (ne bastavano per Legge 10.000), la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti, costretta dalla assoluta correttezza della raccolta referendaria, convocò regolarmente il voto referendario per il 5 Giugno 2005, sospendendolo poco dopo a causa delle coincidenti elezioni regionali del 2005 ( che secondo Lei avrebbero potuto confondere gli elettori), riconvocò poi il voto referendario per l’ 11 Giugno 2006, ancora subito sospeso per coincidenza con le elezioni parlamentari del 2006 ed ancora lo riconvocò per il 10 giugno 2007, per sospenderlo poco dopo per la coincidenza con le elezioni comunali di Todi, davvero questo referendum “non si doveva fare ne Domani ne Mai”, poveri Todini ma che fastidio gli davano?Infine nel MAGGIO 2007 il consiglio regionale dell’Umbria (all’unanimità, oibò) ha annullato definitivamente il Referendum: Il Referendum non si doveva fare, “NE DOMANI NE MAI” motivando l’annullamento con una riduzione delle Indennità di 700 euro su 12.000 euro, che secondo Loro avrebbe soddisfatto la richiesta referendaria (in realtà quasi nulla, una vera beffa ai cittadini firmatari). Ricordiamo come dal Bilancio preventivo 2007 le spese del consiglio regionale sono aumentate di 210.000 euro a Consigliere rispetto al 2006. Ebbene, non avendo altra scelta e preso atto della sudditanza dei Magistrati umbri ai Politici locali, dopo aver tentato un ricorso in Tribunale (infatti gia insabbiato), abbiamo richiesto alla regione Umbria nuovi Moduli per un nuova raccolta di firme, questa volta, per 3 nuovi Referendum regionali: il primo ancora l’abrogazione delle Indennità abusive dei Consiglieri regionali umbri, il secondo l’abrogazione di quella norma regionale che obbliga i comuni umbri a trasferire gli acquedotti comunali agli Ambiti Territoriali Ottimali, che a loro volta li stanno vendendo a privati (spesso Multinazionali straniere). Non vorremmo che il prossimo passo sarà quello di vendere ai privati oltre che l’acqua anche l’aria che respiriamo: Vedere in proposito il bellissimo film di Sandro Baldoni “Strane Storie”, reperibile anche in videocasetta.

Il terzo referendum invece mirava ad abrogare tutti quei cavilli e burocratismi nelle normative regionali che permettono ancora oggi di rinviare od annullare le richieste referendarie regionali. Ricordiamo come ad oggi in Umbria non si è mai potuto svolgere nessun referendum regionale nonostante numerose richieste e ripetute raccolte di firme: il referedum regionale nel 1992 contro le Centrali a carbone di Pietrafitta e Bastardo, quello per un’unica Asl regionale nel 1995, quello contro il nuovo Statuto regionale nel 2000, neanche quello per l’abrogazione dei Consorzi di Bonifica (enti inutili), fu mai permesso dai Signori del Potere regionale che fosse svolto.

In realtà alla faccia dell’art. 123 Cost. che prevede proprio i referendum regionali che poi il Consiglio regionale dell’Umbria non ha mai permesso.

Ma c’è di peggio: Di fronte alla nostra richiesta di Moduli la presidenza del Consiglio regionale: Il Presidente di Rifondazione Comunista Mauro Tippolotti, ad oggi non ci ha consegnato  i moduli stessi, impedendoci così la raccolta delle firme. Infatti l’articolo 3 della L.R. 22/97 afferma: “Per la raccolta delle firme per i referendum regionali DEVONO ESSERE USATI I FOGLI FORNITI E VIDIMATI DALLA REGIONE… “. Ovviamente il fascista Rosso Mauro Tippolotti ha pensato: senza i moduli non possono raccogliere le firme, mrglio non possono neanche ndare in piazza e noi ci evitiamo il fastidio di tutta la “commedia” di rinviare e poi annullare la data del Referendum . Fossimo stati in Russia ci avrebbe direttamente mandato in Siberia.

E poi andiamo ad esportare la Democrazia in Iraq: che Buffoni!

 

Prof. Claudio Abiuso

Docente di Economia all’Istituto A, Salviani

di Città di Castello

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Abbiamo perso perchè chi ha rappresentato la sinistra in nome delle lavoratrici e dei lavoratori , a cominciare dall'on.Bertinotti ,ha pensato bene di fare il divo " firmato dalla testa ai piedi " fra salotti , tv , sale congressi ed hotels , filosofeggiando dall'alto della sua cultura ( perito industriale ) con la sua nobile " erre moscia " ed incassandosi i mega emolumenti sottratti con le tasse alle esigue buste paga di quelli che per guadagnarsi quella busta si alzano alle 5.30 del mattino e non possono evadere nemmeno un centesimo...gli abbiamo anche pagato un viaggio premio ( compresa la sua delegazione ) che non finiva mai in America Latina...

altro che occuparsi dei nostri guai ! Spero che ora abbia il buon gusto di scomparire dalla politica e godersi la mega pensione acquisita sulle spalle di chi ora deve stare ben attento a risparmiare anche sul pane. Cara Katia , la politica si fa nelle piazze fra la gente ( come faceva Berlinguer ) e   tutti i giorni - non solo sotto le elezioni -perchè il popolo va informato e correttamente ( basta con le balle ) di come vengono dilapidati i suoi soldi e si mia cara perchè ormai noi paghiamo tasse su tutto e fior di tasse . Soldi da spendere la gente onesta non ne ha più , mi vuoi dire come deve ripartire l'economia ? i negozi chiudono perchè la gente non compra più e così i lavoratori perdono anche il posto di lavoro : questa è la verità .

E tutto questo per mantenere alla grande un esercito di politcanti che oltre ad ingrassarsi con lauti stipendi si prodiga nel dissolvere risorse per ricavarne tangenti e benefici.Questa è la verità. Sono anni che ci vengono chiesti sacrifici , ma loro - i politici - perchè non li fanno ? Perchè non rinunciano alle mega scorte e restituiscono i poliziotti alla sicurezza della collettività , perchè non rinunciano alle lussuose autoblue con autista ? qui siamo arrivati che l'ultimo "coglione" di sindaco di 30.000 abitanti viene scarozzato in Lancia Thesis ( la stessa auto del Capo dello Stato ). Ed i telefonini di Stato ? un oceano ! Allora ?

Perchè Di Pietro che pur ha fatto parte del passato Governo ha raddoppiato i voti ? perchè manda un reale messaggio di onestà e trasparenza , come del resto la Lega : questa è la corretta analisi del voto , ma non la leggiamo perchè troppa scomoda. In ogni singolo Comune d 'Italia sono sotto gli occhi di tutti le magagne dei politici che cambiano posizione economica ( chissà perchè il Fisco non va mai ad indagare con quali soldi hanno comprato tante proprietà) e la gente lo vede ed è stufaaaaaa ! Gente condannata o pregiudicata può sedere in Parlamento a decidere delle sorti di lavoratori onesti , ma per fare il carabiniere a 1200 euro al mese devi essere immacolato da generazioni..... Basta mia cara , ti leggo volentieri , ma io  dopo quaranta anni per la prima volta non sono andare a votare. Io sono un ex 68ino , uno di quelli idealisti che ha creduto in un Italia migliore e più giusta e non leggittimo più  con il mio voto questa gente , mi dispiace . Scusa lo sfogo, ma......è venuto di getto dal profondo del cuore. Con molta stima e cordialità

Riccardo

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Lonigo 18/4/2008 Da oltre 200 anni la mia famiglia è certificata tra il trevigiano ed il vicentino. Ho cominciato a fare politica a tarda età. Mi occupo di ambiente e handicaps. Lascio stare quello che ho fatto, localmente o nazionalmente. Lascio stare quello che faccio attualmente.  Da quando Pecoraro Scanio ha detto la famosa frase andar con una ragazza o un......ragazzo!!, sono diventato l'amico del frocio, il difensore dei gay. Questo mi è stato ripetuto anche da parte di qualche tutore dell'ordine. Credo che un gay, non è solo una persona che ha...una malattia, ma esibirla mi pare un delitto. Da 20 anni parliamo e vogliamo effettuare una raccolta differenziata e...nella terra di Pecoraro Scanio non siamo capaci ne di risolvere il problemi dei rifiuti campani, che tra l'altro con una raccolta differenziata si creano posti di lavoro: vetrerie, cartiere, impianto di compostaggio, lavorazione dei metalli, ecc:, e come cittadini italiani dobbiamo anche pagare per portare rifiuti in Germania, per non parlare dei problemi delle ecoballe!! Rifiuti puzzolenti. Mai sentito la carta o la plastica puzzare. E' sufficiente togliere lo scarto organico e lo scarto verde ed i rifiuti non puzzano più, altro che un De Gennaro. L'aggancio con Rifondazione e con i comunisti italiani è un delitto. Mi spiego prima ero verde ora sono, come mi viene rinfacciato anche dai ex DS, verde per fuori e rosso dentro. I Centri Sociali, lasciamo al loro crogiolo. Cosa ne facciamo di un Casarin o di un Caruso: Cosa centra l'ambiente con i centri sociali. Non siamo stati nemmeno capaci di fermare il ponte sullo Stretto di Messina, la nuova caserma americana a Vicenza, la TAV in Val di Susa. Uno fa un furto, uno vende droga e domani sono tutti e due fuori a tornare a delinquere. Uno arriva a Lampedusa, lo rifocilliamo, lo portiamo nel Continente, e poi mettiamo in mano un pezzo di carta e vai. Le fognature a Vicenza coprono il 50% del fabbisogno, Padova è al 40%. L'acqua piovana invece va in fognatura!!! e poi all'impianto di depurazione (dove funziona), dda ove viene dirottata in fiume. Sono delitti ambientali. Siamo stati al Governo per fare le belle statuine e qui nel Veneto Leghista e di destra, vado più d'accordo con  questi che con quelli del centro sinistra, ai quali sto come uno spino sugli occhi Cittadini stranieri che vengono nel luogo ove faccio volontariato, sena che nemmeno mi paghino nemmeno le spese, da quattro anni, che entrano e ti dicono TU DEVI FARMI..... (ovvio tutto gratuito. E gli industriali e leghisti che gli hanno fatti entrare per le loro fabbriche, scaricano i problemi sul centro sinistra che gli aiuta, quando sono stati proprio loro a farli entrare, a volerli nei loro lavori. Ad Arzignano gli extra sono oltre il 25% della popolazione, fa presa il manifesto della Lega Nord che siamo ITALIANI destinati a vivere nelle riserve. Cioè manifesti Elettorali che guardano al concreto.

Saluti Vittorio  

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Rifondazione Comunista i Comunisti italiani e i Verdi sono politicamente defunti, stavolta non gli son rimaste in mano neanche le marce per la pace. La gente non ha più fiducia nei baroni, principi non lo furono mai, italiani del comunismo. E non son stati sconfitti dal bipolarismo, poiché in parlamento ci son ben più di due partiti e altri se ne formeranno durante questa legislatura. La gente, li ha rifiutati, ha perso interesse nei loro confronti, molto semplicemente perché loro si erano disinteressati della gente durante il governo Prodi. In due anni o poco meno, questi compagni, si son prodigati nel difendere i diritti di chi commetteva reati, umiliando i cittadini, con accuse di xenofobia, quando questi se ne lamentavano, hanno permesso che le finanziarie di Prodi, massacrassero i redditi dei ceti medi, sfilando e marciando ipocritamente contro ciò che poi vergognosamente avrebbero approvato, ripetendo come in un mantra, sennò ritorna Berlusconi. Oltre ad altre loro sconcezze.1 Hanno meritato di essere rifiutati, la democrazia può fare a meno di loro. Poiché i compagni lavoratori, che li portarono in Parlamento nella passata legislatura, saranno anche brutti e sporchi, ma lo sono di sudore, mentre i loro politici di riferimento, anche se non sudano per guadagnarsi il pane, si son dimostrati egoisti, ignobili e sicuramente anche cattivi. Politici finiti   a cui ormai politicamente si può cantare tranquillamente il De profundis.


 F G Mangascià
Nulla da confondere poiché furono i Comunisti Italiani assieme alla Sinistra Democratica a Rifondazione Comunista e ai Verdi, riunitisi nel Partito della Sinistra arcobaleno, nonostante siano stati al governo per quasi due anni, sui fatti riguardanti la Bolzaneto, si son limitati a urlare, chiedendo inchieste senza però far nulla per introdurre nel nostro codice penale il reato di tortura e ogni altro trattamento che deve essere considerato inumano se applicato su delle persone. Prendendo letteralmente in giro il proprio elettorato, beffandoli, non sono riusciti neanche a trovare il tempo per far privare dell’obbligatorietà della prescrizione, un acquisto importante per la donna come quello della pillola del giorno dopo , ( che non è la pillola per abortire) . Prendendo letteralmente in giro il proprio elettorato femminile.E, limitandosi a sostenere quel loro pacifintismo, violentissimo che prevede ogni tipo di giustificazione di sostegno alle azioni dei terroristi. Se sei non violento lo sei a binario unico, senza certe ‘eccezioni’ideologiche in cui si odora un forte puzzo di antisemitismo.
Andavano bocciatianche, dai precari poiché Diliberto dei comunisti italiani, mentre i precari si muoiono di fame avrebbe speso denaro, per portare la mummia di Lenin in Italia e, per situazione dei rifiuti in Campania nulla è cambiato questo è anche grazie anche ai verdi di Pecoraro Scanio.
Nulla fecero i Comunisti Italiani assieme alla Sinistra Democratica a Rifondazione Comunista e ai Verdi, riunitisi nel Partito della Sinistra arcobaleno, quando avvenne il disastro della Thyssen-Krupp, con i politici che andarono a sentire Wagner, il compositore che portava in carcere ad Adolf Hitler la carta con cui il mostro scrisse il Mein Kempf , alla Scala di Milano. Non li presero manco a ovate come ai tempi gloriosi di Capanna e, in quel periodo le uova a Milano si potevano acquistare anche senza porto d’armi. Anzi non si opposero persino quando il Governo Prodi di cui loro facevano parte cercò di trarre vantaggio da quell’orrore tentando di trarre vantaggio da quella strage sul lavoro, presentandosi come assolutamente non responsabili per le morte bianche, e questo MENTRE ERANO AL GOVERNO...


Francesco Mangascià

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ricostituire un vero partito di sinsitra, unitario, intransigente, che abbia come obiettivi la lotta a questo tipo di globalizzazione, la difesa delle classi deboli, la difesa dell'ambiente e delle libertà civili, la laicità dello stato. Credo sia penalizzante mantenere vecchi simboli (falce e martello) è dai programmi e dalle scelte che deve emergere la forte connotazione di sinistra alternativa. Per adesso bisogna contarci, contare ci c'è ancora, le realtà, i movimenti, le idee, anche se variegate, ma che si riconoscono in un comune denominatore di non accettazione del pensiero unico mondiale e del PIL misura di tutto. ciao

La situazione della sinistra italiana è gravissima la sinistra arcobaleno è morta anche se l'idea e l'unificazione è doverosa  e non è vero che andando con il simbolo di rifondazione averemmo quadagnato in consenso, non ci credo credo anzi che va riformata la sinistra tutta partendo dai problemi della gente e riprendere il nostro elettorato che oggi magari vota la lega...
Abbiamo un grosso lavoro da fare.


Riccardo Conti

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Io sono contenta che la sinistra arcobaleno abbia avuto pochi voti , invece di accanirsi verso Berlusconi e i disastri di 5 anni di governo si è accanita contro Veltroni in maniera assolutamente ideologica .
Se vi erano degli indecisi tra destra e Veltroni hanno scellto sicuramente la destra dopo aver sentito gli improperi della Sinistra Arcobaleno.
Io che ho votato in passato Verdi o Rifondazione mi sono veramente incavolata  , è un masochismo ed autolesionismo che è tipico della sinistra .
Poi al governo per  la sinistra era più importante il principio ideologico che risolvere i problemi della gente!!!!!!
Ormai gli esponenti della sinistra sono diventati degli snob ed intellettualoidi che pensano solo di voler aver ragione a turtti i costi , avere il potere e la visibilità e della gente non gli ne frega più niente , tanto il culo caldo ed i soldi ce li hanno !!!! Vedi Bertinotti e tutto il suo patrimonio!!!
E adesso ci becchiamo 5 anni di Berlusconi , credo che fosse meglio Prodi o Veltroni!

Susanna Viale

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Troppo pressappochismo, troppa prosopopea: Ai compagni sedicenti consiglio:
leggete Marx, Marx è scientifico, di cosa pensate che si occupasse Marx, di
matrimoni gay o di TAV?, no, Marx si occupava in primo luogo di economia e
dei diseredati, e voi ve ne siete occupati?

I diseredati sono intorno a noi
e crescono sempre di più, voi ve ne siete occupati (che consiglio avete per
loro, di sposarsi un gay ricco? Ben inteso che i miei migliori amici sono
gay, chiaro?

o volete proporre loro di legarsi ai binari della TAV per dar
da mangiare ai loro figli?)? E di economia cosa ne sapete, chiacchiere?Quale
proposta avete nel terzo millennio per l'emancipazione sociale dei giovani
precari? L'abolizione della Biagi? Non fatemi ridere, per non piangere.
Sapete cos'è un piano di fattibilità, un progetto senza un piano di
fattibilità ben congeniato è pura fantasia, allora meglio second-life, si
fanno meno danni.Credetemi, occupatevi di altro, i diseredati vi
ringrazieranno, altrimenti mettevi a studiare seriamente, imparate a vedere
con gli occhi di Marx e ad ascoltare con le sue orecchie e, dopo averlo
studiato a fondo, a ragionare come faceva lui e sarete ancora lontani dal
poter fare qualcosa, ma ci sarete senz'altro anni luce più vicini. Auguri e
buono studio.

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beh...hanno vinto! che dire? personalmente mi vergogno di essere
italiana.Anzi, se proprio lo volete sapere quelli che hanno votato il
Berlusca mi fanno proprio schifo. Certe volte penso con nostalgia al
sessantotto e al settantasette....

e questo ve la dice lunga sulla mia
splendida e intatta giovinezza di settantacinquenne!Non vedo l'ora di
crescere e di uscire da questo tempo infame. Per quanto riguarda il Vasco,
francamente non mi ha  mai interessato troppo. Amo la musica, purtroppo1 A
proposito...mi sono ricomprata Edith e me la sparo in macchina quando sono
troppo incazzata per sopravvivere al traffico e non posso prendere la
bicicletta. Giuro che aiuta.

Poi ci sono sempre Brassans e Mozart e c'è la
Gianna e il Pergolesi e i Beatles e giuro che a casa ho una splendida
collezione di vinile(POP GRAFFITI BEACH BOIS, BEATLES, BEETHOVEEN, DIZZIE
GILLESPIE e molti Illustrissimi ECCETERA)...insomma...chi se ne frega tutto
sommato del Vasco! In fondo è il solito problema: ritirarsi in tempo quando
si è detto tutto, lasciarsi quando l'amore cala, non possedere troppe cose,
regalare un po' di soldi a un amico in difficoltà, non avere più di due
vestiti, abbracciare qualcuno che ha il magone...e andarsene a correre sulla
spiaggia (magari anche la nostra modesta Ostia) respirando lento forte e
profondo....

SILVIA

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La sinistra ha distrutto lo Stato Sociale e privatizzato i servizi pubblici.

GIACOMO

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In democrazia "deve vincere" il volere degli elettori, se hanno voluto
destra e sinistra fuori dal Parlamento, io mi adeguo e forse è ora che lo
facciano anche i vecchi partiti e i loro leader, senza troppe lamentele !
Saluti.

JONAS

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Il "Bertinotto" disse il Venerdì precedente le elezioni: - NO al ponte sullo Stretto coerentemente con il passato   ma molto meno coerentemente - NO al TAV Cattivo, SI al TAV buono....   dimenticandosi di quanto diceva sino ad 1 / 1,5 anni fà  e cioé   "NO TAV senza Se e Senza Ma"  condito da tante belle frasi del tipo "Proponiamo un'altro modello di    Sviluppo..."   Per poi votare Il Dodecalogo Prodi    Io dico "NO a leader di Sinistra Buoni  e NO a Leader di sinistra Cattivi": la sinistra ha bosogno di leader coerenti, che difendono sempre e comunque i loro principi e che non accettano ultimatum stile Dodecalogo da nessuno (Prodi e PD Compresi). La propria dignità e principi non si vendono pur di partecipare a tutti i costi ad un governo.   Quindi più vicino alla gente ed ai movimenti e fuori dai C......I   i politicanti che per prendere i voti partecipano alla manifestazioni ed alla varie proteste e prima delle elezioni dicono una cosa ma nel momento giusto in AULA votano il contrario.

Bye Fabri

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appena arrivato a casa dal seggio
dove avevo rappresentato la Sinarc, e dopo aver ritirato la sintesi dei
risultati all'ufficio elettorale. Il quasi 4% ottenuto nel Comune di
Calderara, non ci consola, anche se è un po' meglio del Regionale. Mi è
mancata la spinta a risponderti subito.


Lo faccio solo adesso, dopo aver parlato con tutti i compagni di qui,
dopo l'incontro di ieri sera alla "prima casa a sinistra", la cateratta
di articoli preoccupati e sconsolati dei media di sinistra.
Domani vanno a parlarne a Firenze (io no perché ho un altro impegno
qui), sperando di ricavarne qualcosa di meno fumoso, ma anche timorosi
che ci resti solo "la coperta di Linus" della falcemartello, da
spartire in tre o quattro gruppuscoli. A me, che non faccio parte di
nessuno di questi, non resterebbe che  stare a vedere l'effetto che fa.
Ieri sera a Lia Amato e Ugo Boghetta e qualche altro hanno crudelmente
accettato la situazione extraparlamentare, con l'impegno nel sociale,
movimentista, localista, assembleare, per una risposta dal basso a
tutte le catture che i nuovi poteri riserveranno ai cittadini.
Ma dal predicare al fare, soprattutto se organizzato, ce ne vuole.
Mentre incombe l'epidemia del disimpegno e dell'adeguamento ai nuovi
equilibri.


Per questo è necessario stare uniti, non ritornare agli ovili ne
costruire nuovi pollai, sempre più angusti, come potrebbero venir fuori
da quattro (o più) congressi. Qualcuno ha proposto di riunirci tutti,
all'aperto, il primo maggio e io sarei d'accordo, magari su un prato a
Gaibola, o alla Montagnola. Si è detto che se ne riparla la prossima
settimana, dopo Firenze, e io ci spero.
Intanto sto organizzando la ottava edizione della biciclettata dal 25
aprile "due ruote per la libertà", con il Comitato Contro la Guerra, lo
SPI e l'AUSER. Si va ad onorare le targhe delle strade dedicate alla
Resistenza in tutto il territorio comunale. L'anno scorso hanno
strappate sistematicamente, il giorno dopo, i fiori e le dediche .
Vediamo quest'anno.


Basta con la malinconia, ti propongo di andare a visitare il sito di
questa allegra compagna, che ha vinto l'elezione in una circoscrizione
di Pescara. E' da guardare tutto, compresi i filmati, perché mostra
come si può usare la rete (è anche una professionista delle
comunicazione).

http://www.luciazappacosta.it/blog/

Grazie per il tuo impegno, anche a nome di tutti i compagni di
Calderara. Ciao e a presto,

Antonio

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Credo si debba cedere all'evidenza;non esiste una maggioranza di sinistra in Italia,ormai dal '48. Via la DC, gli Italiani hanno scelto  la "cosa" più simile, sempre in funzione antisinistra. Veltroni ha fatto il possibile per occupare il centro ma ha avuto poco tempo per convincere; forse potrà farlo alla prossima occasione.


Rodolfo Caciolli

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LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL“VELTRUSCONISMO”

ovvero

Come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori

 

Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineandoun quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l’unico precedente che risale al Ventennio fascista).

Uno scenario  imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall’avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini, con l’instaurazione della dittatura e l’espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell’epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c’è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo “fascismo” mascherato da “antifascismo”, del nuovogolpismo istituzionale” camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama “Veltrusconismo”. Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione “morbida” e “pacifica” tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio “suicidio” politico. Anzi, direi che le forze di “sinistra” hanno permesso tutte le forme di autolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all’avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti.

 

Ma vediamo in quale modo si è tradotto l’autolesionismo della sedicente “sinistra” (ex)parlamentare italiana. Una “sinistra” ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l’abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all’attività extraparlamentare.

La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti. Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunamiche ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia.

Senza dubbio l’astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull’esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta “sinistra radicale”. In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente.

Nel contempo, il nuovo “fascismo veltrusconiano" ha contribuito all’estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendosemplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del “voto utile”, che ha convinto non pochi elettori della “sinistra radicale” ad appoggiare il partito di Veltroni.

La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi. Pasolini docet: “ilfascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”.

Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l’affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l’avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica “suicidati” (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.

Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell’ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l’attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali. In pratica si teme e si paventa che l’assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili. Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di “grande inciucio”, ossia un’ampia intesa di stampo “veltrusconiano” sul terreno delle cosiddette “riforme costituzionali”, tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.

 

Pertanto, le elezioni si sono riconfermate un rito vuoto ed inutile, ma soprattutto un meccanismo assai pericoloso ed ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un’appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze dominanti. L’elettoralismo è dunque una malattia, che infatti si manifesta attraverso i sintomi di un forte stato febbrile. L’elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una “droga” spirituale usata per addormentare la coscienza delle masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a distrarle dal loro compito rivoluzionario. Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella palude melmosa dell’elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato un obiettivo necessario per la salvaguardia e la conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un’illusione: essa è un’emanazione generata dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. Un infame ingranaggio che costringe le persone a produrre e consumare per un'intera esistenza e infine crepare, condannandole a un destino miserabile e degradante. Un sistema brutale ed alienante, fondato sull’economia di mercato, sull’aziendalismo esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (pericoloso e mistificante) dell’individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l’uno contro l’altro (”homo homini lupus”). La democrazia rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui atomizzati, ognuno con i suoi criteri di scelta e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e il destino altrui.

Il cretinismo parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica democratico-rappresentativaborghese, consiste proprio nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l’agente determinantedei possibili miglioramenti o peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente contro di esse.

Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali, rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo cada nelle mani della “destra”, tutti i “sinceri democratici” tendono ad abbracciarsi e sostenersi a vicenda, recandosi alle urne per votare la (falsa) “sinistra”.

Si pensi ad un partito sedicente "comunista" come Ri(af)fondazione, diviso da sempre tra un'anima elettoralistae una vocazione governista, da un lato, e spinte movimentiste ed operaistedall'altro. Un partito la cui direzione (non solo i quadri dirigenti, bensì pure la base militante) mirava alla formazione di un blocco elettorale di sinistra, il più aperto ed ampio possibile, per battere la destra berlusconiana. Mai che qualcuno nel PRC avesse solamente ipotizzato che l’epicentro della lotta per il potere reale fosse collocato all'esterno del gioco elettorale e parlamentare, ed implicasse la formazione di uno schieramento e di un blocco di classe, non di votanti e relative schede elettorali. Non si tratta di due strade praticabili contestualmente, ma di due percorsi opposti e divergenti. Infatti, le forze democratico-riformiste che hanno nella democrazia parlamentare il loro ossigeno non riescono a fuoriuscire da quello stato "ambientale" per misurarsi decisamente sul terreno di classe. Non si conoscono ancora esempi di partiti comunisti a carattere "anfibio".

Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare (pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni e di grande intensità e profondità. Solo allora i proletari massacrati in tutto il mondo ritroverannol’unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesie le (inutili) schede elettorali.

La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congenialeper la sinistra di classe è da sempre il mondo delle lotte e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l’attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

 

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante. Non a caso, la “vittoria” del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all’attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri dirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta “sinistra radicale” si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva deluso e tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla “vittoria” ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall’attuale momento storico.

 

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Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza

Lecce

Il PD non ha voluto con sé la Sinistra. Ha pensato che per attingere al grande granaio di voti che sono i “moderati”, e così vincere, bisognava disfarsi della Sinistra che i moderati non accettano.

Ma chi sono i “moderati”? Sono quelli che non vogliono il mutamento radicale del sistema, ma solo qualche moderata correzione. Il sistema è ingiusto, ma non importa loro che resti tale; gli bastano alcune correzioni che li aiutino a vivere meglio, pensano: sui salari, sulle pensioni, sul precariato. E non riflettono che se il sistema resta ingiusto quelle correzioni non si potranno fare o non dureranno.

Il PD ha scelto il moderatismo, ha scelto di lasciare intatto il sistema ingiusto, lasciare che l’umanità continui a vivere e soffrire nell’ingiustizia. E però ha perso.

 

La Sinistra è rimasta fedele ai grandi e inderogabili principi, alla costruzione di una società di radicale giustizia, al rifiuto del capitalismo che di questa ingiustizia è la causa precipua.

Ma è divisa in quattro, cinque, sette otto partiti. Il grande scandalo, la grande sciagura: che coloro che amano e cercano la giustizia siano in conflitto tra loro; siano divisi in partiti e partitelli, e quindi piccoli, deboli, impari alla lotta.

Divisi da una pretesa di purezza ideologica; divisi da mortali nostalgie staliniste o trockiste; divisi dall’ambizione dei capi.

Divisi dal feticismo dei simboli, quella falce e martello che sono certo un simbolo glorioso ma che oggi hanno perso il loro senso: oggi che il lavoro contadino è  solo una piccola quota, e neppure usa la falce ma piuttosto la falciatrice; e anche il lavoro operaio  è una minoranza. Il lavoro essendosi spostato nel settore terziario.

L’obiettivo più urgente è l’unità della Sinistra.

 

È intervenuto infine l’astensionismo, il 20% dei voti perduti dicono le prime analisi, cioè circa mezzo milione, se il totale della perdita è di 2.400.000. L’astensionismo degl’individualisti, dei presuntuosi, degli estremisti, degli scettici, dei disfattisti.

La Sinistra deve resistere, deve ricompattarsi, deve ritrovare quell’unità che l’ha resa grande in passato.

Lecce, il 15 aprile 2005

                                                                      per il Movimento, il Responsabile

                                                                             Prof. Arrigo Colombo

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vorrei aggiungere che la dobbiamo smettere di
dividerci. Viviamo nella complessità e nella globalizzazione e, dunque, è
necessario muoverci all’interno di tali coordinate, sì, d’accordo, per
tentare di correggere tante negatività emergenti soprattutto dal globalismo
economico del Mercato efferato ed imperante, ma dobbiamo prendere coscienza
che le differenze delle idee devono stare insieme e confliggere,
diversamente rischiamo pure noi di avviare un processo di omogeneizzazione
(che è stato seguito, ahinoi, nella dimensione del moderatismo politico, dal
PD Walter’s) che, oggi, non ha più senso alcuno! L’eterogeneità delle idee e
delle scelte possibili deve guidare il nostro cammino! Basta con le
divisioni che somigliano sempre più a metastasi pericolosissime per la
Democrazia!
Ciao,


Ignazio Licciardi

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hai semplicemente...ragione
valerio gennaro

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Cari Compagni, avevamo perso perchè?Bella domanda, Mille risposte, mille
silenzi. Hai il vuoto attorno. Hai il magone nel vedere che nulla appartiene
anche a te. Non sono entrato nello studio da quella data. Forse non lo
facevo già da prima, Ora è tutto diverso. Mentre vi scrivo ho sentito mia
figlia al telefono, è a Roma al concertone del 1 maggio. Quest'anno, dicono,
il tema è quello della strage infinita. Un Paese esattamente uguale agli
altri. Morte più, morte meno. Facciamo un compito, tutti insieme, chi può in
diretta, altri in differita.

La diretta tv del concerto di Roma. Gurdiamolo
tutto, ascoltiamo quello che viene detto. Ascoltiamo con attenzione gli
occhi, i sorrisi, le penombre, la stanchezza delle centinaia di migliaia di
ragazzi che sono li. Forse da li, una risposta. Li c'è mia figlia, bella
diciottenne, abituata a casa a sentire, vedere arte. Abituata a sentire,
imprecare politica. Abituata anche a vedere Amici. Contraddizione enorme.
Forse utile. Li , da voi, la meglio gioventù. Li da voi un mondo intero, che
non capiamo, a volte insultiamo. Incapaci noi adulti di sorridere.
Aristocrtici anche nella lacrima.

Stamane, li a Roma, da Napolitano, ci
saranno anche i familiari dei 5 morti di lavoro di Molfetta. Dopo la parata,
le medaglie, il rito del pranzo e, forse la mano ai nuovi del nuovo Governo.
Probabilmente votati. Il patrimonio della sinistra aleggia sempre meno
percettibile . I poteri forti annientano tutto. Ricominciamo da piazza
S.Giovanni. Guardiamo i nostri figli. Le risposte, le troveremo li. Un
abbraccio,

Pino Spadavecchia.

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scusami, la falce e il martello hanno fatto 70 anni di disastri in
giro per il mondo, te lo dice uno che ha girato il mondo è documentato la
NON VITA di quei poveretti che vivevano, per modo dire, nel paradiso
socialista .....


adalberto

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abbiamo perso perchè siamo dei pirla
tutto qui
cosa abbiamo trasmesso dei nostri valori? cosa abbiamo fatto intendere dei
valori validi all'italietta cui interessano tette, culi, calciomercato e
morti assassinati?
niente
solo questo no, ques'altro no (ci sono in giro ragazzi che vendono il
giornale Lotta comunista; fanno tenerezza: a chi può interessare?
purtroppo è così e non volerlo vedere e capire vuol dire ogni volta
camionate di voti al killer della democrazia)
e intanto il berlusconano infieriva su regole e cuori
ci meritiamo schifani e non solo
MA:
passato lo tsunami questo paese capirà


luciano

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Si abbiamo perso... questo vuol dire che più che mai la politica di
sinistra, visto che la sinistra non ha più rappresentanza in parlamento,
la si farà appunto "fuori del parlamento"... con tante voci libere che si
fanno vedere e sentire in tutti i modi possibili...
Ecco perchè più che mai una testata come NAMIR non deve morire... anzi,
più che mai il suo ruolo si potenzia d'ufficio. I partiti dell'ex sinistra
hanno tuttavia ricchi finanziamenti assicurati fino alla fine della
legislatura: FATEVI DARE UN PO' di SOLDI!!!!!!!
Eppoi ricuperate LUANA, pagatela meglio... e rinnovatevi rilanciandovi
nell'essere la voce intelligente e fantasiosa degli esclusi dovunque...
Sopratutto utilizzate meglio Luana, che è un pesonaggio che piace...
magari candidatela in parlamento nelle prossime elezioni (con tante
stronze ignoranti e leccaculo che ci sono in parlamento, LUANA ha tutti i
mezzi e diritto per poterci strare ben più degnamente... aprite una
pagina: LUANA-for-president).
dateve 'na mossa!!!!!!


D.Petito

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Si,avevamo perso in partenza.Sono pienamente daccordo con te.
Un saluto.


Bruno

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hai ragione, ma si dovrebbero aggiungere almeno un paio di
cosette per calare un poco il numero di quelli che si dicono di sinistra:
e una è proprio questa, che in Italia le persone di sinistra non superano
il 15%, quindi:


1.Dimentichiamoci di andare al Governo.


2.Dimentichiamoci di fare opposizione in Parlamento, non serve un
tubo:nella migliore delle ipotesi è la piazza di un mercato di scambio
(non adatto alla sinistra).


3.Dimentichiamoci di fare opposizione nelle piazze, serve solo a sbollire
una certa rabbia che andrebbe incanalata nello studio e nella
realizzazione.


4.Dimentichiamoci sopra ogni altra cosa di fare solo testimonianza
(lasciamola per un momento agli storici), d'altronde anche i testimoni di
geova la fanno ed hanno più successo di noi. Perché?, perché vanno di casa
in casa e ascoltano le persone (poi danno risposte sbagliate), ma il
successo ce l'hanno perché ascoltano.


5.Dimentichiamoci delle cose piccole e puntiamo tutte le nostre energie
per quelle grandi.


6.Marx e Engels (qualcuno non avrà dimenticato che Engels era un
imprenditore e che Marx senza il suo supporto economico non avrebbe
neanche prodotto 1/10 di quello che ha realizzato?) ci hanno dato gli
strumenti: utilizziamoli.Studio della realtà, statistica, individuazione
delle contraddizioni, delle mistificazioni della religione e della
politica, e delle alienazioni, per lo studio di un progetto che le superi
(devi essere un uomo che agisce sugli uomini... sollecitandoli realmente);
non chiacchiere.


7.Ricordare a noi stessi che anche un gruppo relativamente piccolo di
persone può realizzare grandi cose, anche invertire il corso delle
priorità di una società più vasta, purché sia coeso in un progetto.


8.Vi do un ultimo spunto: ricordate che inizialmente la DC difendeva il
capitalismo e la borghesia e il PC difendeva la classe operaia, poi
esaminando solo la politica di sinistra è successo che il PC si è
trasformato per difendere le cooperative e alcuni capitalisti 'cosi detti
illuminati' lasciando spazio a sinistra per altre formazioni che
difendessero gli operai, diventati nel frattempo soprattutto impiegati.
Bene, avete mai sentito affermare a Marx che bisogna difendere la classe
operaia? No, vi sbagliate, questo l'ha fatto quel filibustiere di Keines,
le cui disastrose intuizioni ancora ci perseguitano; Marx ha detto che la
classe operaia diventa tanto più povera quanta più ricchezza produce e
che, siccome il frutto del suo lavoro gli viene regolarmente alienato,
anche lui stesso si sente alienato da se stesso se deve lavorare per
altri, e sente che l'unica sua libertà è nel soddisfacimento delle sue
funzioni animali, quando invece è proprio il lavoro l'attività che
dovrebbe farlo sentire più umano e non solo il mangiare,  bere e
procreare.Intuito qualcosa?
Io sono a disposizione per realizzare un altro progetto rispetto a quello
fin qui perseguito dalla cosiddetta sinistra, e uno ce l'ho e mi farebbe
molto piacere sottoporlo a chi potesse essere interessato, o anche
ascoltare e partecipare al vostro, se ne avete di analoghi.
A presto, allora, ro.


P.S.:Però si può anche continuare così e aspettare che cresca la fame fino
al punto di rottura: questa alternativa è più comoda e poi è già
ampliamente collaudata (lo facciamo da 50'anni: parlarci addosso,
sbrodolarci addosso e ultimamente anche sblogolarci addosso), ma chi di
voi invece di agitare tanto la lingua, ha voglia di rimboccarsi le
maniche: non importa se siamo in pochi, possiamo riuscirci e comunque ne
varrà la pena per noi e per le generazioni future

gessi

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purtroppo la sinistra ha perso quando ha reciso le SUE RADICI DALL'ALBERO SOCIALISTA... La realtà che noi non possiamo fare a meno di voi e voi non potete fare a meno di noi, se vogliamo finire di perdere. xordiali salut,

Angelo faccia 

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concordo al 100 % purtroppo a sinistra si continuerà a fare la cosa sbagliata e NON a rifondare un partito vero di sinistra , che magari lasci da parte i vecchi simboli ma AGISCA e ricostruisca le idee discriminanti in cui ci riconosciamo e che tu hai chiaramente elencate: stare dalla parte dei più deboli, lottare per la difesa dell'ambiente, per i diritti dei lavoratori (e dei disoccupati), per la pace nel mondo, contro il capitalismo senza regole. E' così difficile farlo capire a chi ha svenduto un immenso patrimonio di idee, cultura, voti?

pietro

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Quando l'aspirante presidente del consiglio per la Sinistra Arcobaleno preferisce andare da Vespa per ricevere l'orologio del milan da testa d'asfalto piuttosto che andare in giro a vedere come sta la gente si capisce che la sinistra non ha futuro.
Non vinceremo mai con questa gente

Antonello

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PERSO perche’ un partito non puo’ nascere da una richiesta di un grande imprenditore "   Ovvio. Ma c'è un problema più profondo. E cioè che se Bertinotti si limitasse a vestire di cachemire, sarebbe il meno. Il problema è che i Parioli hanno votato PD e le borgate no. Il problema è che la valletta di Santoro è una miliardiaria di antico lignaggio (i Borromeo), imparentata con gli Agnelli. Il problema è che la classe dirigente in teoria "del proletariato" (ma lo stesso dicasi per gli "intellettuali di sinistra", giornalisti, registi, attori, vip, ecc.) da un pezzo non è più POPOLO, perché la sua mira era USCIRE DAL POPOLO, per sedere al tavolo dei potenti. Questo è il vero problema, alla radice di tutto il resto. Come si fa a non vedere qual era il senso del "voto utile"? Il Popolo lo si può abbindolare anche per anni, ma non all'infinito. Non siamo tutti scemi. Ciao!

Roberto

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abbiamo perso ma se avessimo vinto avremmo perso lo stesso.   e' verissimo.   sono stato candidato al xv municipio nella sinistra arcobaleno e posso dirti che ho trovato tra i candidati molto opportunismo e pochissimo gioco di squadra. si è lavorato sul territorio con volantinaggi e in mezzo ai cittadini per avere un presidente eletto e scelto dalle segreterie e non espressione popolare.si è lavorato per se stessi non avendo la maggioranza dei candidati un programma. non abbiamo parlato di politica nazionale ,abbiamo rifiutato l'orpite nazionale per il senato o per la camera essemdo troppo impegnati ad essere eletti nel municipio. siamo stati osteggiati dal PD oltre la destra per cui stavamo tra due fuochi e dovevamo evitare di parlare male del PD di cui il nostro candidato presidente era l'espressione. tra i candidati della sinistra arcobaleno avevamo ,una ragazza in cerca d'occupazione , e una donna presidente di una associazione culturale che ragionava con la logica democristiana e voleva essere la prima della lista ed oggi pur non essendo stata eletta reclama l'assessorato alla cultura e alla scuola. forse perchè la sua associazione in pieno conflitto d'interesse potrebbe soddisfare il suo comitato d'affari. io ,attore e regista volevo mettere\a disposizione la mia professionalità al servizio del municipio attraverso dei centri di formazione professionali di arti e mestieri ma la logica consolidata dello scambio di voto e delle clientele me lo ha impedito con l'aggravante che non sono stato eletto. oggi si parla di ricostruire la sinistra ma i candidati sono assenti certi d'aver esaurito il loro compito . io penso che la sinistra si ricostruisce dal basso e lo si può fare con maggior forza avendo le mani libere . torniamo nelle fabbriche,nelle campagne ,nei luoghi variegati del lavoro, incontriamo i giovani e impariamo da loro lavorando con loro e per loro se ne siamo capaci. io mi sento come quei cavalli che aspettano il via per scatenarsi e correre per raggiungere il traguardo.il giorno che qualcuno più autorevole di me mi darà il via siate certi che nessuno mi fermerà

s.gioncardi

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, premessa.... non sono ancora per il momento iscritto a nessun gruppo o partito politico.....   sono andato come il solito a votaree devo dire che l'esito del voto sia sul piano nazionale che sul piano regionale e locale ( io sono veneto e dal veneto scrivo)..non mi più di tanto sorpreso.   perchè   negli ultimi decenni, e tutti quelli che capiscono qualcosa di problemi politici e sociali ai vari livelli lo sanno, alla luce delle più variopinte situazioni ed accattivanti proposte politiche e non il popolo votante ha sempre risposto non tanto avvalendosi del proprio senso critico e logico, ma haime la pressione variegata dei canali di informazione o di qualche slogan ben aggiustato ha avuto la meglio nel derragliare scelte importanti su cervelli quasi totalmenti assenti ed imbecciliti.

  ecco allora il verificarsi del saliscendi di " chiamiamoli valori" a cui abbiamo assisitito da quando non è più stata presente la prima repubblica.   attenzione non è più di questo antico e superato modello che abbiamo di bisogno, ogni cosa, la storia ce lo insegna fa il suo tempo e quello ha rappresentato certamento una fase post bellica " post povertà" in cui i fatti sono andati come sono andati.

l'organizzazione degli stati e dei popoli nel pianeta era senzltro di altra natura, gli stessi mezzi di comunicazione sono fortemente cambiati, 40 anni or sono un buon editoriale poteva segnare l'inizio o la fine di una storia politica, oggi come oggi questo non può accadere anche alla luce di quelle che sono sotto gli occhi di tutti le qualità e le tempistiche legate all'informazione se così vogliamo definirla, questo fatto appare assai rilentante alla luce di quello che è lo stato attuali dei governi e degli stati sia europei che non.

  insomma è cambiata la geografia del pianeta e conseguentemente le esigenze di chi in questo pianeta è chiamato ad attraversarci un periodo della sua esistenza.   l'ignoranza domina diffusa e si diffonde sempre di più, gli intelletuali non riescono sempre ad emergere poichè i vari grandi fratello, beautiful o altri giochetti hanno la nostra totale attenzione, e non vediamo l'operato subdolo e avolte devastante della classe politica o dirigenziale.   manipolare le tendenze di voto e cosa semplice a tutti ,gli stumenti non sono più, la propria faccia i valori della vita, la propria e cioè quella di colui che chiede il voto, gli stumenti sono cambiati e questi sono inevitabilmente i risultati.

  aggiungiamo poi il fatto che dei pochi che si possono salvare alcuni accettano supinamente l'imborghesimento dovuto al dio denaro e la torta si può dire pronta. non sto dicendo che chi va a fare il politico lo debba fare gratis, ma che accetta di fare politica deve rendersi conto che ogni euro che lui porta a casa esce dal sudore della fronte di milioni di persone che non solo hanno votato, ma che con quel gesto nella buona fede hanno deciso di sostenerlo anche finanziariamente per lo svolgimento di quel compito a cui è stato chiamato ed incaricato.  

secondo me non esiste un reale momento individualbile in cui si possa lanciare i prorpi starli su una forma politica o un'altra che la sinistra ha sbagliato, piuttosto la lettura della situazione non è stata corretta, si è notato un allontanamento da quello che sono invece le indicazioni di base e che dalla base possono arrivare.   magari parliamo di cose semplici, ma sempre queste quelle che fanno crollare un sistema, la garanzia di avere nei migliori e più rappresentativi posti e cariche istituzionali uomini seri e validi non è sufficiente.   il lavoro da fare è diverso è interpretare è stare sempre in allerta ai consensi, è il cercare di portare a termine un disegno che si basa su poche cose ma essenziali.

  schiacciare in modo poco ortodosso l'avversario politico può dare all'istante una grande iniezione di forza di maestosità, ma la storia insegna che di cacca ve ne è per tutti e prima o poi anche per chi la cacca la gettata in faccia agli altri.   per il momento saluto e ringrazio, non ho una ricetta magica ma credo che da una riflessione nasca una nuova consapevolezza dei propri obiettivi e dei propri mezzi, io non ne ho    ciao.

da  giancarlo  faedo

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molto giusto, molto completo, giustamente sulla lunga durata,
non 'congiunturale'.
E la sinistra crollerà come l'Unione sovietica, cioè come un gigante
con i piedi d'argilla quando improvvisamente (aggravandosi la crisi in
atto?) si apriranno gli occhi sulla realtà clientelare, parassitaria,
para-fascista, della Toscana, dell'Umbria, dell'Emilia, delle realtà
ingessate dalla sinistra in doppiopetto. E si dovrà chiedere ai
dirigenti di Rifondazione, dei DS ecc. ecc.: ma dove eravate finora? A
che pensavate? ai posti in CdA delle banche, delle municipalizzate...?
Vi bastava il concertino per la Palestina per pulirvi la coscienza? il
contributo alla ricerca sulla pace per chiudure non uno ma tutti gli
occhi possibili? un ospedalino in Africa a chi si può negare con soldi
pubblici o para-pubblici?
E la cosa più grave è che ne verrà travolta tutta la 'cultura', perché
con tante sciocchezze si butterà via anche un patrimonio di analisi e
di riflessioni importanti, alla base della nostra storia nazionale. Ci
si dovrà vergognare, come in Unione sovietica, in Germania
'democratica' ecc.
E si perderà con la faccia anche l'identità. Vedrete.
Si prepara un crollo di tipo inglese...ma è crollo annunciato.


Mario Ascheri


Lista civica Libera Siena - Siena

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aggiungo che abbiamo perso perchè non abbiamo
saputo lottare per difendere la laicità e, tra le altre cose, non abbiamo
partecipato compatti e uniti alla battaglia contro i referendum del 13
giugno 2005 per la libertà di cura, per l ricerca scientifica e per il
diritto di fare liberamente procreazione assistita.


Ciao, Donatella

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Abbiamo perso e basta. Oltretutto con sfondi antisemiti. Più perso di
così...

Alessandro

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Penso che la Sinistra Arcobaleno sia anacronistica non tanto negli ideali
che persegue ma nel come si propone: è slegata dalla realtà quotidiana.

Io ho votato PD per due motivi:

1) Pecoraro Scanio, che ho votato nelle elezioni precedenti per l'impegno
promesso a favore dei diritti degli animali, nel corso del suo mandato ha
sottoscritto l'abbattimento selettivo di animali nel Parco del Pollino e la
vendita delle loro carni. Gli ho scritto molto gentilmente chiedendo
spiegazioni e manco mi ha risposto.

2) Negli ultimi due anni i partiti costituenti la Sinistra Arcobaleno hanno
cazzeggiato, meglio starne alla larga.

E non credo assolutamente che il PD abbia "rubato" dei gran voti alla
Sinistra Arcobaleno.

Sono convinto che la maggior parte dei voti che la Sinistra Arcobaleno ha
perso corrispondano a quanti si sono astenuti dal votare.

Ciao, Marco

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Ha vinto il rappresentante peggiore della cattiva politica; quello che ha già fatto vedere in 5 anni la sua piccola statura in tutti i sensi…eppure gli italiani lo hanno rivotato. Cosa è successo? Ce lo stiamo domandando tutti.

le denunce di Beppe Grillo sulla casta in effetti hanno fatto presa solo su una categoria di persone: giovani dai 25 ai 35 anni che forse non sono andati a votare. Grillo poi in fondo ha rivelato solo di fare un populismo di accatto. In fondo non costruisce niente: mandando a fare in culo molti personaggi e tante cose, invitando al non voto, sapendo bene che quello ha sempre fatto il gioco di chi vince, solleva proteste poco utili. Una volta chiesero al vincitore di questa partita elettorale, che cosa pensava di Grillo e lui disse che era una cosa che interessava la Sinistra. A lui quegli attacchi non riguardavano. ‘Sono cose della sinistra’, sosteneva. Aveva ragione. Sarà lo spirito critico che da sempre accompagna chi è di sinistra, o l’ambire a cose che non sono mai concrete, ma ogni volta la sinistra  riesce a perdere l’occasione di trasformare la società in modo migliore.

Io ho imparato da tempo a sostituire la parola colpa con responsabilità, per questo ritengo ognuno di noi responsabile di ciò che gli succede. Allora? Noi italiani abbiamo proprio la memoria corta. Come si fa a dimenticare i 5 anni di governo berlusconi passati?

Io ricordo che non ci sono state in Italia mai tante manifestazioni come in quel periodo. Si scendeva in piazza per la difesa dei diritti: quelli dell’informazione, dello statuto dei lavoratori. Si manifestava giornalmente per la pace, per la difesa delle fasce deboli. Con quei figuri abbiamo avuto il macello del G8; con quel governo siamo entrati in guerra in Afghanista ed in Iraq; abbiamo avuto l’occupazione della RAI con la cacciata di Biagi e Santoro, l’attacco all’articolo 18 delle Statuto dei Lavoratori, l’attacco alla Costituzione, con una legge che la stravolgeva - e meno male che è stata bocciata da un referendum. Poi le leggi ad personam; le brutte figure all’estero; la legge sulla Giustizia e sulla Scuola, per non parlare della Bossi-Fini che ancora prosegue.

In campagna elettorale facevano finta di niente: proprio la Lega affiggeva manifesti con l’immagine di un indiano pellirossa, dicendo che il centrosinistra  faceva fare la stessa fine, imputandone la colpa dell’ingresso dei clandestini ..mentre la legge Bossi – Fini è sempre in vigore.

Io sono davvero triste del risultato e non riesco a capire dove sono finiti i voti della cosiddetta Sinistra comunista e dei Verdi. Cosa è successo? Dove sono andati gli elettori comunisti, socialisti, ambientalisti? Non so rispondere.

Io penso che il PD ha preso i suoi voti: quelli del grande progetto dell’Ulivo, quelli della speranza di un nuovo soggetto politico che cambi la politica in Italia. Il PD è stato colto impreparato alle elezioni politiche. Infatti ha fatto le liste senza primarie e senza avere ancora preparato un ricambio della classe dirigente. Quello che ha fatto è stato comunque la cosa giusta. Se si è svuotata la sinistra cosiddetta alternativa o antagonista non è colpa del PD. Analizzando i voti si scopre che il successo della  Lega è dovuto ad un voto do protesta. Protesta di operai, impiegati, popolo medio che si aspettava molte cose dalla sinistra. Questa sinistra ha dimostrato che con i NOTAV, con i NO agli accordi sindacali con il governo per le pensioni, con i NO alle riforme istituzionali, con il gioco al rialzo sulle leggi diverse…non si impara la cultura di governo. Si fa opposizione e basta…quando va bene. Forse dovremo uscire anche da quelle categorie con cui ci ostiniamo sempre a disegnare la politica italiana: destra, centro, sinistra. I cittadini vogliono risolvere i loro problemi quotidiani e non gli interessa se il gatto che deve prendere i topi è bianco o nero.  

Forse l’Italia ha sempre bisogno di decenni per superare i suoi regimi: ora viviamo quello berlusconiano e non ne vedo al momento la fine. Anzi.

Che non sia il fascismo veramente la biografia degli italiani?

Giorgio Boratto

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il paese è allo sbando da anni.
Ed ha un bisogno disperato di essere governato.
A questo punto non ha puù importanza da chi, la situazione
di abbandono è talmente grave che non si bada più nemmeno
al concetto di "meno peggio".

Il legittimo ostracismo popolare alle frange estreme
(di destra e di sinistra) è un messaggio chiaro per tutti:
un governo non può essere ostaggio di un minoranza riottosa
non disponibile al dialogo ma solo alla coltivazione dei propri
ideali anacronistici.

Oggi in Italia (senza se e senza ma) c'è una rappresentanza con
una maggioranza forte, che ci piaccia o meno (a me non piace).
Ma almeno non ci sono scuse, nessuno potrà dire: non sono
riuscito a governare perché i miei "alleati" mi hanno ostacolato.
Se fra cinque anni quello che abbiamo visto non ci sarà piaciuto
cambieremo, altrimenti si andrà avanti così.

Un fatto è certo se il popolo tramite il voto, manda qualcuno
in parlamento e qualcuno a casa, vuol dire che chi sta a casa
non è riuscito a farsi carico dei veri problemi del popolo.

Buona riflessione io torno a lavorare

CIAO
Enrico

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Ha perso perchè chi non ha molto lo vuol difendere dai  pericoli che
intravede in chi viene dall'estero e  non ha nulla da perdere e magari ha la
pelledi un colore diverso ed anche  dall'assedio delle tasse. La sinistra
moderata non ha saputo spiegare che intende effettivamente tutelarci da
questi pericoli, ove siano veramente esistenti. Così ha pescato alla sua
sinistra ma non ha preso dal centro.


Piero Susini, Pisa

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Io non sono di Roma e sono comunista e rimango comunista e non dovo scegliere tra il candidato dell'Opus Dei e il fascista.... cmq diserterei le urne.... ma se vincesse il fascista sono sicuro garantirebbe molto di più le classi sociali più basse di quanto farebbe Rutelli.... forse la mia sarà letta come un'eresia farneticante.... ma se tanta gente delle classi sociali più deboli al nord vota lega e a Roma vota Alemanno... forse questa eresia non è poi tanto farneticante e, probabilmente, è entrata a far parte del comun sentire di questa gente... penso che tutti noi dovremmo riflettere su come riconquistare il ruolo di referenti per le classi sociali più disagiate... non credo che porta a porta possa essere il luogo più adatto a garantirci il radicamento tra queste persone.... riflettiamo riflettiamo...

GIULIANO

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Le responsabilità sono dei dirigenti di PD e Rifondazione (Bertinotti per
avere accettato la carica istituzionale "passiva" in un momento di
rafforzamento politico al governo e dimostrare la diversità. Comunque i più
responsabili sono gli ex Partito Comunista oggi dirigenti del PD, tranne
pochissimi.
Restiamo attivi e attenti, non sappiamo per il prossimo futuro e andiamo e
convinciamo i Romani a votare Rutelli, anche tappandoci il naso, sempre
meglio di Alemanno, vecchio squatrista.


Marina

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Semplice, fare la sinistra che propone e non quella che ha un vocabolario di
una parola: NO!
Fare la sinistra che smette di guardare all'Unione Sovietica (a proposito:
vi siete accorti che non c'è più?).
Fare la sinistra che capisca una cosa semplice: quando sei al governo FAI il
governo!

LUCA PICCIALI

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Si, è vero ho ricevuto altre e-mails, ma sia pensavo fossero scocciatori, invece d'ora in poi intendo risponderti.
Cosa penso di queste elezioni? Sono profondamente delusa e amareggiata. Per parte mia credo che occorra che la nostra sinistra lasci da parte atteggiamenti e pretese capitalistiche e torni a pensare alla vecchia maniera. Occorre maggiore presenza e partecipazione ai veri problemi del paese che restano e sono: istruzione e lavoro. Gli italiani devono sentire la loro responsabilità quotidiana e generale su quello che accade dalla Val d'Aosta a Siracusa. Invece, in queste elezioni sembra di essere tornati al pre-Giolitti, ancor prima del 1861, non so bene...
L'Italia è finita ed oggi serve ricostruirla da capo.

ALESSIA M.

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Come si può rilevare dai vari articoli sugli andamenti dei flussi elettorali usciti tra ieri ed oggi (17 aprile), soprattutto dall'analisi di Ilvo Diamanti su "Repubblica" di ieri, non è vero che il PD ha cannibalizzato la Sinistra Arcobaleno. La vecchia Unione ha perso il 7% , la stessa cifra persa dalla Sinistra Radicale oggi. Dove sono andati a finire? Il PD ne ha intercettato solo l'1%. Gli altri 6% sono andati o alla Lega, o alla liste civiche, o si rintracciano nell'astensionismo. La Sinistra Arcobaleno non è  tutto il colore della Sinistra Italiana: Rifondazione, i Comunisti Italiani, la Sinistra Democratica e i Verdi sono stati solo un cartello elettorale e non si sono mai veramente unificati, tanto è vero che si stanno sciogliendo, Diliberto parla di "ritorno alle origini", i Verdi sono allo sbando, Bertinotti si è dimesso e Angius insieme a Mussi,  tacciono vistosamente. La Sinistra antagonista, che ora è all'opposizione esterna, ha adesso molto tempo per riflettere.

Il tema è sempre lo stesso dal '68 ad oggi: stare fuori e formare un Movimento di riflessione e di coscienza critica, o stare dentro la famosa stanza dei bottoni e cercare di cambiare attraverso leggi, commissioni, opposizione parlamentare? Gli ex DS, ora nel PD, sono approdati alla socialdemocrazia europea, hanno attuato il piano di Berlinguer del compromesso storico, unendo le forze cattoliche e laico-riformiste. L'Altra Sinistra rimane pura e dura, a volte intransigente, ma troppe volte fallisce nella gestione delle piccole grandi cose.

E qui è il punto: la Sinistra in genere è ideologica, astratta e arroccata, mentre i Sindaci della Lega amministrano e ASCOLTANO i cittadini, e questo li ha fatti vincere. Ricordate Cofferati? Lui ha scelto di governare le piccole grandi cose di una città ed è stato attaccato da sinistra. Ecco mi sembra che nella persona e nelle opere di Cofferati s'incarni l'eterno dilemma della sinistra. (Si può leggere l'intervista al sindaco di Bologna oggi sulla "Stampa", a cura di Federico Geremicca).   Altro tema è la vischiosa, non trasparente gestione "rossa" dei Comuni, che spesso dove ha governato, NON HA ASCOLTATO I PROBLEMI DEI CITTADINI (tasse, sicurezza, immigrazione, giustizia) e NON HA ATTUATO PROVVEDIMENTI PER L'IDENTITA' TERRITORIALE (agricoltura, paesaggio, eco-vivibilità, decoro urbano, senso della comunità). Allora adesso abbiamo tutto il tempo per riflettere. Non sarebbe male organizzare delle Scuole di Amministrazione dove la TRASPARENZA degli atti governativi e ancora, L'ASCOLTO dei cittadini, siano al primo posto. Auguri a tutti noi, vasto arcipelago tra le correnti.                         

Andreina De Tomassi

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penso che anche se il pd a preso a sinistra paradossalmente a preso anche a destra se è vero che purtroppo molti operai (ex prc) hanno votato anche per la lega. voglio dire che i problemi della sicurezza ad esempio sono trasversalmente presenti sia nella gente di destra che di sinistra.la polemica che c'è stata con veltroni da parte della sinistra arcobaleno (è stato detto che veltroni rincorreva la destra sui temi della sicurezza dopo la tragica morte di una signora)è sbagliata. questi temi non vanno lasciati nelle mani della destra che furbescamente li gestisce in modo spregiudicato.
non è questione di pescare voti a destra o a sinistra. bisogna avere la capacità di rimettere in gioco le proprie sicurezze ideologiche. partendo purtroppo da un dato oggettivo che metteva in evidenza massimo cacciari in una intervista "il grande vantaggio (oggettivo)della destra è che loro possono schematizzare" e quindi essere più superficiali ma anche più immediati con la  gente.

i più poveri, che sono anche,(purtroppo, spesso)i più ignoranti votano a destra. anche la maggioranza degli exstracumunitari che hanno avuto la cittadinanza italiana vota a destra. noi di sinistra viceversa non ci possiamo permettere il lusso di essere schematici nel messaggio da inviare alla gente perchè siamo più profondi e problematici. ma questa problematicità alcune volte ci fà perdere il rapporto con la realtà. i nostri principi pur giusti diventano astratti.
marco brandizzi)
anche a roma avanza la destra cosi' come nelle universita'... ma non e' affatto qualcosa di nuovo semmai e' vecchia situazione di cui non si accorge nessuno...

BRANDIZZI

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sono una pensionata di 60 anni e sempre stata dipendente a reddito fisso, e sempre stata a sinistra- moderata.Mai darò il mio voto a destra, anche se sono critica anche con la sinistra e questo è necessario se si vuole rimediare qualcosa per il futuro e non finire come la sinistra radicale.


Punto 1-  sono una che ha goduto della possibilità di andare in pensione giovane (52 anni con 32 anni di servizioe non a carico dell?Inps ma del nostro fondo previdenza - lavoravo in una banca ) - Già D'Alema anni addietro parlava di allungare l'età lavorativa perchè la vita media dell'uomo è allungata- uno non può campare 35 anni lavorando e 35 di pensione! il sistema non pu0' reggere ) - Inoltre molti lavoratori sono andati in pensione presto più per volontà delle aziende che per la loro- sarebbero rimasti volentieri ancora un po' a lavorare per questioni economiche, con figli ancora studenti, e anche psicologiche perchè, specie un uomo mettersi a non far niente a 50 anni poco più è solo negativo anche dal punto di vista psicologico. Di questo la sinistra non ha mai voluto intendere ragione! Stesso vale per il discorso protezione dei lavoratori: deve esserci sempre, ma per i lavoratori onesti e corretti, non si può proteggere chi non fa il proprio dovere.In tal modo si perde di credibilità.


Non si può stare al governo e poi andare in piazza a manifestare contro se stessi. Secondo me Veltroni era sulla strada giusta....., ma aveva sulle spalle la scontentezza del passato Governo che non ha fatto niente per i lavoratori, solo aumentare le tasse.
Poi comincino i politici a dimezzare le spese. che senso ha che uno che è stato 5 anni in Parlamento debba prendere la pensione? e che pensione? Poi ce ne sarebbe ancora da dire centomila, ma ora ho un appuntamento e devo uscire, magari quando rientro continuo non una nuova e.mail. Concludo solo dicendo: come facciamo a sopportare 5 anni di Berlusconi e Fini e Lega?Mi viene il mal di stomaco....

MASI

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mio commento è che siamo nel baratro.... Proprio in mano alla destra e che destra non ci voleva.  Ma , siamo in democrazia e tant'è................     Sarebbe una ulteriore vomitevole faccenda che vincesse Alemanno ma, anche qui, bisognerà attendersi un altro capovolgimento!  Comunque anche la sinistra ha le sue colpe e deve accollarsele tutte...... Perché ,dovrà chiedersi, è completamente sprofondata_? L'unica persona onesta che mi piace in quanto sa mettersi in discussione in primo piano è  Diliberto.    Ciao a tutti   

Annamaria   

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Che cosa penso di queste elezioni? Che se non è zuppa è pan bagnato e,
purtroppo, anche stantio.
                               
Eleonora Fontana

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gli Italiani sono più intelligenti di quanto si creda
hanno eliminato i finti oppositori (Pecoraro e Bertinotti dei Salotti), che hanno fatto sì che l'Italia arretrasse drammaticamente nel contesto della civiltà
hanno messo il paese in mano a Bossi... che bene o male dovrebbe rapppresentare la piccola e media industria del Nord-Est.... sempre meglio della Massoneria Anglo piemontese sionista....
ed hanno chiesto alla Gente (attraverso Beppe Grillo) di darsi da fare in prima persona per cambiare il mondo in meglio.... Lasciando Perdere la PARTITICA !!!
quello di cui hanno paura i mass media che ci "dividono" per lasciar imperare i signori delle Multinazionali
Allora, 
Ripartiamo dai Fatti concreti 

purtroppo
gli ecologisti veri e puri sono stati soppiantati dagli infiltrati delle associazioni ambientaliste sovvenzioate dai partiti ...e dalle multinazionali 
per fare quello che Dante citava come "lunga promessa fa attender corto"...
ovvero... ci pensiamo noi e cosi voi del popolo non fate più nulla...
Verdi arcobaleno con gente che ora è in forza italia...
Pecoraroo Scanio, che dopo una diffida in una trasmissione di Report di Gabbanelli sui rischi delle soglie di Tolleranza di OGM negli alimenti addirittura senza etichetta, ha ugualmente permesso con un suo decreto che si consentisse di contaminare gli alimenti (convenzionali) con gli ogm... senza etichettatura
ora ci provano col Biologico... chiedendo una (in)tolleranza un pò più bassa
Il cavillo di troia per consentire poi di coltivare gli ogm che contaminano tutto il resto dell'agricoltura imponendo i diritti di brevetto, senza più responsabilità sulle contaminazioni... in quanto ci sarebbe la soglia di "tolleranza"

consiglio di lasciar perdere la Partitica e dedicarsi alla politica vera
come il REFERENDUM POPOLARE DEPOSITATO IN CASSAZIONE CONTRO GLI OGM... un'occasione per la rinascita dal basso della politica ecologica
Il Referendum è Obbligatorio per direttiva comunitaria, prima di prendere decisioni in materia di OGM...
ma la direttiva non viene recepita... il referendum non si fa..
e gli Ogm piano piano , illegalmente e illegittimamente...entrano in Italia
per ora solo nei piatti non biologici... ma dal 1 gennaio 2009, potrebbero entrare anche nel Biologico...
e quindi anche nelle semine sui campi... vista la "soglia di (in)tolleranza" (illegittima e contraria alle norme internazionali europee) prevista da un recente Regolamento sul Biologico... (che in ogni caso può essere fermato con un Decreto Nazionale a Tolleranza Zerogm nel Biologico
Altrimenti... sarebbe la fine dell'agricoltura italiana

date un'occhiata al mio intervento allo spettacolo di Beppe Grillo su
www.youtube.com/tour beppe grillo 2007/ interventi dal mondo- RIETI
Perchè nessuno ha parlato di OGM e di Alimentazione ed Agricoltura nelle tribune elettorali?
Eppure si potevano prendere un sacco di voti visto che gli italiani all'80% sono terrificati dagli ogm... ed a ragione...